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Quesiti di carattere generale

Quesiti di Carattere generale [ pdf]: Quesiti e chiarimenti di carattere generale relativi a procedure, regolamento, attività, controlli di prevenzione incendi, modulistica, ecc.[1]

La raccolta completa di circolari, note di chiarimenti e quesiti di interesse generale sui vari argomenti e attività di prevenzione incendi è scaricabile alla pagina Quesiti prevenzione incendi.

 

Nota DCPREV prot. n. 7322 del 17-05-2023

Quesiti in materia di prevenzione incendi.

In riscontro alle richieste di chiarimento pervenute con la nota a margine indicata, si formulano di seguito le valutazioni di questa Direzione Centrale:

[…]

C) relativamente al terzo quesito posto[*], si conferma che il filtro a prova di fumo definito al cap. S.3 dell’allegato I al D.M. 3 agosto 2015 e s.m.i. è un ambito dell’attività con particolari modalità realizzative tali da consentire il rapido smaltimento dei fumi che eventualmente vi entrassero in caso di incendio proveniente da altri ambiti; pertanto, sia il camino di smaltimento che la ripresa di aria dall’esterno devono essere progettati per tale scopo e comunque di sezione non inferiore a 0,10 m2.

__________
[*]    Quesito sui filtri a prova di fumo [NdR].

 

Circolare DCPREV prot. n. 4544 del 29-03-2022 

Anno 2022 – Controlli di prevenzione incendi ai sensi dell’art. 19 del D.Lgs. 139/2006 e s.m.i.

 

Nota DCPREV prot. n. 19168 del 17-12-2021

Nota RPT. Emergenza epidemiologica COVID-19. Aggiornamento in materia di prevenzione incendi. Richiesta di chiarimento in merito alla validità dei quinquenni di riferimento.

[…] si rappresenta, preliminarmente, che l’art. 103, comma 2 del D.L. n. 18/2020 e s.m.i. stabilisce che «tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e la data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza… (omissis)».

In ambito formazione ex D.M. 5 agosto 2011 e s.m.i. ciò comporta che i professionisti antincendio che non abbiano completato le 40 ore di aggiornamento quinquennale obbligatorio in scadenza nel periodo tra il 31 gennaio 2020 e la data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza, possono mantenere valida la propria iscrizione negli elenchi del Ministero dell’interno sino a 90 giorni dopo la data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza (attualmente fissata al 31 dicembre 2021).

Pertanto, il citato art. 103, comma 2 del D.L. 18/2020 non detta una proroga tout court della scadenza del quinquennio di riferimento per l’aggiornamento dei professionisti antincendi bensì garantisce a questi ultimi solamente un lasso di tempo maggiore per poter completare il proprio obbligo formativo.

Conseguentemente, per coloro che hanno completato regolarmente l’aggiornamento obbligatorio entro il 26/8/2021, il nuovo quinquennio è iniziato il 27 agosto 2021 e le ore di formazione svolte successivamente a tale data vengono computate nel nuovo quinquennio, come peraltro correttamente segnalato anche nella nota di codesta Rete delle professioni tecniche.

Analoga considerazione, tuttavia, deve essere estesa anche a coloro che completano l’aggiornamento in data successiva alla scadenza prevista del proprio quinquennio di riferimento. Infatti, il provvedimento normativo sopra richiamato mantiene valido l’atto abilitativo sino al completamento dell’obbligo di aggiornamento che, in ogni caso, dovrà essere antecedente il novantesimo giorno dalla data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza. Per costoro, pertanto, il nuovo quinquennio di riferimento inizia il giorno successivo al completamento del previsto obbligo formativo, anche al fine di evitare la doppia computazione delle ore di formazione effettuate.

Di seguito, al fine di rendere più chiaro quanto è stato appena detto, si riportano due esempi:

  1. un professionista il cui quinquennio di riferimento è scaduto il 26 agosto 2021, completa invece l’obbligo formativo in data 30 dicembre 2021; per costui, quindi, il nuovo quinquennio inizia il 31 dicembre 2021 e le ore di aggiornamento svolte successivamente a tale data vengono computate nel nuovo quinquennio;
  2. un professionista il cui quinquennio di riferimento è scaduto il 10 maggio 2021, ha completato invece l’obbligo formativo in data 1° luglio 2021; per costui, quindi, il nuovo quinquennio è iniziato il 2 luglio 2021 e le ore di aggiornamento svolte successivamente a tale data vengono computate nel nuovo quinquennio.

 

Nota DCPREV prot. n. 15826 del 21-10-2021

Richiesta chiarimenti della Rete delle professioni tecniche prot. n. 441/2021. Requisiti per il mantenimento dell’iscrizione negli elenchi dei professionisti antincendio di cui al D.M. 5 agosto 2011 e s.m.i.

[…] in riscontro alla richiesta di chiarimenti … in merito all’applicazione agli aggiornamenti obbligatori previsti dal D.M. 5 agosto 2011 e s.m.i. dell’art. 103 comma 2 del D.L. n.18/2020 e s.m.i., si rappresenta quanto segue.

Si evidenzia, innanzitutto, che l’originaria formulazione dell’art. 103 comma 2 del decreto legge 17 marzo 2020, n.18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n.27, è stata in ultimo modificata dall’art. 3-bis della legge 27 novembre 2020, n. 59 come di seguito riportato: «tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e la data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza…(omissis)». In tale modo è stato eliminato il termine temporale di proroga originariamente previsto ed è stato inserito un riferimento legato alla durata dello stato di emergenza pandemica.

Di recente, la legge 16 settembre 2021, n. 126 ha disposto la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, recante «misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche» e, in particolare, ha previsto che lo stato di emergenza epidemiologica fosse prorogato al 31 dicembre 2021.

Ciò premesso, applicando le suddette previsioni di legge alla formazione in materia antincendio ex D.M. 5 agosto 2011 e s.m.i., si ritiene che anche i professionisti antincendio che non abbiano completato le 40 ore di aggiornamento quinquennale obbligatorio in scadenza nel periodo tra il 31 gennaio 2020 e la data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza, possono mantenere valida la propria iscrizione negli elenchi del Ministero dell’interno sino a 90 giorni dopo la data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza (ad oggi, 31 dicembre 2021).

Ciò premesso, applicando le suddette previsioni di legge alla formazione in materia antincendio ex D.M. 5 agosto 2011 e s.m.i., si ritiene che anche i professionisti antincendio che non abbiano completato le 40 ore di aggiornamento quinquennale obbligatorio in scadenza nel periodo tra il 31 gennaio 2020 e la data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza, possono mantenere valida la propria iscrizione negli elenchi del Ministero dell’interno sino a 90 giorni dopo la data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza (ad oggi, 31 dicembre 2021).

A conferma di quanto sopra, si allega il documento datato 14 settembre 2021 elaborato dal Servizio Studi della Camera dei deputati che, nel paragrafo «Proroga della validità di atti e documenti», fornisce un’interpretazione normativa in linea con quanto sopra.

Si evidenzia infine che la Direzione centrale per la prevenzione e sicurezza tecnica ha dato puntuale informazione, per gli aspetti di competenza, dell’evoluzione del quadro normativo di riferimento sia ai Consigli nazionali delle professioni che alle strutture territoriali del Corpo, in ultimo, con nota DCPREV. prot. n. 16655 del 09/12/2020.

 

Circolare DCPREV prot. n. 5008 del 06-04-2021 

Anno 2021 – Controlli di prevenzione incendi ai sensi dell’art. 19 del D.Lgs. 139/2006 e s.m.i.

 

Circolare DCPREV prot. n. 14809 del 06-11-2020 

Attività di prevenzione incendi dei Comandi dei Vigili del fuoco.

 

Circolare DCPREV prot. n. 6554 del 20-05-2020 

Anno 2020 – Controlli di prevenzione incendi ai sensi dell’art. 19 del D.Lgs. 139/2006.

 

Circolare DCPREV prot. n. 9723 del 26-06-2019

Istanze di deroga di cui all’art. 7 del D.P.R. 1° agosto 2011, n. 151. Chiarimenti.

 

Circolare DCPREV prot. n. 3040 del 28-02-2019.

Anno 2019 – Controlli di prevenzione incendi ai sensi dell’art. 19 del D.Lgs. 139/2006.

 

Circolare DCPREV prot. n. 3039 del 28-02-2019.

Anno 2019 – Controlli a campione di prevenzione incendi su attività in categoria A e B, ai sensi dell’art. 4. comma 2 del D.P.R. 151/2011.

 

Circolare DCPREV prot. n. 11197 del 14-08-2018 

Attività di accertamento dell’idoneità tecnica per i lavoratori incaricati di attuare le misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro – Raccomandazioni circa l’impiego degli estintori portatili.

 

Circolare DCPREV prot. n. 2852 del 28-02-2018

Anno 2018 – Controlli a campione di prevenzione incendi su attività in categoria A e B, ai sensi dell’art. 4. comma 2 del D.P.R. 151/2011.

 

Circolare DCPREV prot. n. 2851 del 28-02-2018

Anno 2018 – Controlli di prevenzione incendi ai sensi dell’art. 19 del D.Lgs. 139/2006.

 

Nota DCPREV prot. n. 2094 del 12-02-2018

Quesito relativo alla compilazione e firma del modello DICH IMP in caso di impianti di controllo del fumo e del calore installati in attività soggette ai controlli VVF.

[…] si conferma che, in accordo alle previsioni del dM Interno 20/12/2012 e del dM Interno 03/08/2015, è necessario predisporre il progetto di tutti gli impianti di protezione attiva a servizio di un’attività soggetta ai controlli dei Vigili del Fuoco e, in particolare, degli impianti di controllo del fumo e del calore. Considerato che questi ultimi non rientrano nel campo di applicazione del dM Sviluppo Economico 37/2008, il d.M. Interno 20/12/2012 prevede, per essi, la compilazione del modello DICH_IMP ai fini della S.C.I.A. Il responsabile tecnico della impresa incaricata della realizzazione dell’intero impianto è il soggetto designato alla predisposizione e firma del modello DICH_IMP.

In caso di intervento di imprese “intermedie” per l’installazione di materiali o componenti specifici dell’impianto di controllo del fumo e del calore, il responsabile della firma del modello DICH_IMP avrà cura di raccogliere nella “Relazione con le tipologie di materiali e componenti utilizzati” le dichiarazioni e certificazioni ritenute utili ai fini del modello (certificazioni, dichiarazioni di corretta posa in opera, relazioni di collaudo, …). Le imprese “intermedie”, pertanto, sono tenute alla sola predisposizione e compilazione della corretta posa in opera relativa all’installazione di materiali o componenti specifici dell’impianto di controllo del fumo e del calore.

Si ricorda, infine, che la “Relazione con le tipologie di materiali e componenti utilizzati” è uno dei tre allegati obbligatori al modello DICH_IMP da mettere a disposizione presso il responsabile dell’attività ai fini di eventuali controlli della SCIA.

 

Nota DCPREV prot. n. 4597 del 06-04-2017

Tempistica di presentazione dell’Attestazione di rinnovo periodico della conformità antincendio – art. 5 del D.P.R. 151/2011.

[…] si rappresenta innanzitutto che l’art. 5 comma 2 del D.M. 7 agosto 2012, come peraltro meglio esplicitato nella relativa modulistica di prevenzione incendi (PIN 3_2014), prevede che la richiesta di rinnovo periodico della conformità antincendio sia presentata al Comando VF entro i termini di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 5 del D.P.R. 151/2011, a decorrere dalla data di presentazione della prima Segnalazione certificata di inizio attività.

Tale previsione normativa consente un’agevole gestione del rinnovo dell’attestazione periodica nel caso di modifiche ad una singola attività soggetta o nel caso di semplici attività principali comprendenti anche altre attività secondarie.

Per attività di tipo complesso o di notevoli dimensioni, invece, nelle quali tipicamente coesistono molte attività singolarmente soggette agli obblighi del D.P.R. 151/2011, potrebbero tuttavia emergere specifiche esigenze o particolari problematiche che mal si conciliano con l’indicazione generale fornita dal D.M. 7 agosto 2012.

In tali contesti, per alcune delle diverse attività soggette, e per esigenze di carattere interno, il responsabile potrebbe allora optare per mantenere tempistiche differenziate di presentazione dell’attestazione di rinnovo periodico; tipico esempio potrebbe essere il caso di un fabbricato adibito ad uffici – ex n. 71 dell’allegato 1 al D.P.R. 151/2011 – a servizio di un complesso industriale, od ancora, singoli plessi indipendenti di una più generale ed estesa struttura sanitaria.

Si ritiene quindi che, fermo restando quanto previsto dal citato D.M. 7 agosto 2012, particolari e singole casistiche debbano essere sottoposte ad una valutazione ad hoc.

 

Circolare DCPREV prot. n. 6098 del 13-05-2016

Onerosità servizi a pagamento amministrazioni statali.

 

Circolare DCPREV prot. n. 3272 del 16-03-2016

Chiarimenti sulle procedure di deroga.

 

Nota DCPREV prot. n. 14535 del 10-12-2014.

Servizi di prevenzione incendi per le amministrazioni delle Stato.

[…] nel vigente quadro normativo, questa Direzione ritiene che anche le Amministrazioni dello Stato siano tenute al pagamento dei servizi di prevenzione incendi effettuati dal C.N.VV.F.

Poiché la richiesta di chiarimenti è stata formulata dall’amministrazione della Difesa, si richiama all’attenzione di codesta Direzione il contenuto del punto 4.3 dell’Allegato IV al D.Lgs 81/08 e ss.mm.ii. che esclude dall’ambito di controllo del Comando provinciale dei vigili del fuoco competente per territorio le attività riconducibili ai luoghi di lavoro svolte dal Ministero della Difesa, per le quali lo stesso Ministero provvede al controllo e all’attuazione di idonee misure a salvaguardia dell’incolumità dei lavoratori in conformità ai provvedimenti specifici emanati in materia di prevenzione incendi.

Tuttavia e ferma restando l’esclusione per tutte le attività coperte da segreto di Stato, appare utile, nell’ambito della collaborazione interistituzionale, fornire ogni possibile assistenza per l’esame delle problematiche antincendio.

 

Nota DCPREV prot. n. 6959 del 21-05-2013

Rinvii al D.M. 16/02/1982 effettuati da regole tecniche di prevenzione incendi.

Si fa riferimento alla prima problematica sollevata nella nota in indirizzo indicata concernente la sorte dei richiami alle attività elencate nel D.M. 16 febbraio 1982, contenuti nelle vigenti regole tecniche di prevenzione incendi. Al riguardo si ritiene che il richiamo dei numeri identificativi delle attività elencate nel D.M. 16 febbraio 1982, presente nelle vigenti regole tecniche, sottenda un giudizio tecnico relativo al rischio antincendio rappresentato dalle stesse attività. Pertanto, si è dell’avviso che nell’applicare le specifiche regole tecniche si debba continuare ad operare il rinvio alle declaratorie delle attività del D.M. 16 febbraio 1982, anche se abrogato.

Per i casi di richiamo generico alle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi ai sensi del D.M. 16 febbraio 1982, presente nelle regole tecniche di prevenzione incendi, si ritiene necessario verificare, caso per caso, se è possibile applicare il principio sopra espresso. Ciò in quanto si tratta pur sempre di un rinvio, all’interno di una regola tecnica, che sottende, come sopra evidenziato, una espressione di valutazione di pericolosità antincendio.

 

Circolare DCPREV prot. n. 5457 del 22-04-2013 .

D.P.R.151/11.

 

Circolare DCPREV prot. n. 5307 del 19-04-2013

D.P.R. n. 151/2011 – Regolamento di semplificazione prevenzione incendi – Nuovi procedimenti e regime dell’imposta di bollo.

 

Nota DCPREV prot. n. 4117 del 27-03-2013.

Quesito D.P.R. 151/11. Verifica di completezza formale della SCIA. Documentazione certificativa relativa alla resistenza al fuoco delle strutture.

[…] Con particolare riguardo alla richiesta di indirizzi sulla verifica delle certificazioni allegate alla SCIA, si ricorda che il D.M. 7 agosto 2012, dando attuazione al comma 7 dell’art. 2 del D.P.R. 151/11 e ai principi di uniformità, trasparenza e speditezza dell’azione amministrativa ivi richiamati, ha inteso demandare ai professionisti l’attestazione della conformità dell’attività, ai requisiti di prevenzione incendi e di sicurezza antincendio, fermo restando il compito del Comando Provinciale VF di effettuare verifiche e controlli attraverso specifiche visite tecniche.

__________
Si ritiene che la verifica di completezza formale consista nel controllo della presenza dei documenti richiesti (SCIA, asseverazione e certificazioni elencate nell’asseverazione). I controlli di merito di tale documentazione possono essere svolti nell’ambito delle visite tecniche ai sensi dell’art. 4 del DPR 151/2011 e dall’art. 19 del D.l.gs. 139/2006. Pertanto, non si ritiene necessario attivare controlli sistematici, oltre quello della completezza formale, sulla documentazione allegata alla SCIA [NdR].

 

Nota DCPREV prot. n. 2285 del 15-02-2013.

Quesito configurazione del reato di cui all’art. 20 del D.Lgs. n. 139/2006.

Con riferimento al quesito in oggetto …, si rimanda alla circolare n. 13061 del 6/10/2011 … ed alla circolare n. 5555 del 18/4/2012 …. Ciò fatte salve le diverse disposizioni eventualmente impartite dalla competente Procura della Repubblica.

 

Nota DCPREV prot. n. 2120 del 14-02-2013.

Quesito interpretazione del silenzio assenso sulla richiesta di esame progetto.

Con riferimento al quesito in oggetto …, si rinvia al chiaro disposto dell’art. 20, comma 4, della Legge n. 241/1990.

 

Lettera circolare prot. n. 14724 DCPREV del 26-11-2012

Attività soggette ai controlli di prevenzione incendi di categoria A di cui al d.P.R. 151/2011. Disposizioni per l’asseverazione.

 

Circolare DCPREV prot. n. 5555 del 18-04-2012

D.P.R. 151/2011 artt. 4 e 5. Chiarimenti applicativi.

 

Circolare prot. n. 5238/4122/32Q1 del 24-10-2011

Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. Obblighi e poteri di intervento in materia di sicurezza antincendio sui luoghi di lavoro.

 

Lettera circolare DCPREV n. 13061 del 06-10-2011

Nuovo regolamento di prevenzione incendi – d.P.R. 1° agosto 2011, n. 151. Primi indirizzi applicativi.

 

Circolare DCPREV n. 4865 del 05-10-2011

Nuovo regolamento di prevenzione incendi – d.P.R. 1° agosto 2011, n. 151.

 

Nota DCPREV prot. n. 8280 del 08-06-2011

Dismissione di attività soggette per legge alla disciplina di prevenzione incendi.

[…] si concorda con il parere espresso al riguardo da codesta Direzione Regionale. 

__________
In merito a un parere richiesto dalla Regione sulla dismissione di un deposito di oli minerali (con allegata documentazione tecnica nella quale vengono indicate le modalità di svuotamento e bonifica dei serbatoi), si fa notare che non esistono disposizioni che prevedano espressamente la necessità di un parere formale da parte dei Vigili del Fuoco. Inoltre:

  • le disposizioni vigenti in materia di prevenzione incendi non prevedono alcun procedimento di controllo per le fasi relative a dismissioni di attività soggette per legge alla disciplina di prevenzione incendi;
  • la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio durante le operazioni di cantiere, se previsto, di dismissione di attività soggette per legge a controllo VVF dovrà essere accertata nell’ambito più vasto del settore della sicurezza nei luoghi di lavoro di cui al D.Lgs n. 81/2008 [NdR].

 

Nota DCPREV prot. n. 3197 del 09-03-2011

Intestazione del Certificato di Prevenzione incendi nel caso di specie: «Intestazione, da parte di ditte specializzate, di impianti di cogenerazione all’interno di aziende a diversa ragione sociale».

[…] si concorda con il parere espresso al riguardo da codesta Direzione Regionale.

__________
Il quesito è relativo all’installazione di impianti di cogenerazione da parte di ditte specializzate nella produzione di energie da fonti rinnovabili o combustibili biologici, all’interno del sedime di altre aziende a diversa ragione sociale.
I vari casi descritti possono essere regolati da appositi accordi contrattuali tra le parti, individuando il titolare degli impianti comuni.
I soggetti possono richiedere anche separatamente il CPI, purché adempiano gli obblighi di legge (art. 26 del D.Lgs n. 81/2008, art. 5 del D.P.R. n. 37/98, ecc..) e concordino gradi di responsabilità, obblighi di cooperazione, obblighi di esercizio, divieti e quant’altro negli accordi citati.
Questi casi riguardano in genere aziende che installano impianti per lo sfruttamento del biogas da discarica o dalla fermentazione di prodotti naturali ovvero impianti per la produzione di energia o gas dalla combustione di biomasse per il successivo impiego in impianti di cogenerazione.
In quasi tutti i casi, ancorché la zona di installazione degli impianti dell’azienda ospitata sia ben definita e recintata, alcuni impianti o parti di impianto possono essere in comune oppure insistenti su aree dell’azienda ospitante (per esempio: impianti di cogenerazione per lo sfruttamento del biogas da discarica – azienda X all’interno dell’azienda Y – la cui rete di captazione e convogliamento insiste nel corpo della discarica appartenente all’azienda Y) oppure può addirittura esistere una connessione nella parte impiantistica (esempio: fornitura di biomasse dell’azienda ospitante a quella ospitata e la conseguente restituzione dì parte dell’energia termica od elettrica prodotta dall’azienda ospitata a quella ospitante).
In alcuni casi anche i presidi antincendio possono essere in comune (ad esempio, l’impianto idrico antincendio, di proprietà e gestito dall’azienda ospitante, può essere unico per entrambe le aziende) [NdR].

 

Lettera circolare DCPREV prot. n. 8269 del 20-05-2010

Le deroghe alle norme di prevenzioni incendi – Indirizzi sui criteri di ammissibilità.

 

Lettera circolare prot. n. 5443 del 28-05-2009

Controlli di prevenzione incendi ai sensi dell’art. 19 del D. Lgs. 139/2006.

 

Circolare DCRISFIN (Dir. Centr. Ris. Fin.) prot. n. 12013 del 20-05-2009.

Ricevute dei versamenti su conto corrente di Tesoreria intestati all’Amministrazione pubblica – Imposta di bollo per i servizi di prevenzione incendi.

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Imposta di bollo sui pagamenti effettuati a mezzo c/c postale a favore della Tesoreria Provinciale dello Stato per i servizi di prevenzione incendi: Relativamente ai versamenti per i servizi di prevenzione incendi su conto corrente postale a favore della Tesoreria Provinciale dello Stato si chiarisce che, non è dovuta l’imposta di bollo di € 1,81 per i versamenti superiori a € 77,47 (Lire 150.000), effettuati a mezzo di conto corrente postale in quanto tali documenti sono esenti dall’imposta di bollo e tale esenzione prescinde dalla causale del pagamento (Chiarito con nota dell’Agenzia dell’Entrate – Direzione Centrale Normativa e Contenzioso prot. n.954-33625/2009 del 13 maggio 2009) [NdR].

 

Lettera circolare prot. n. P1010/4101 sott. 72/C(2)3 del 18-07-2005

Articolo 6 della Legge 11 febbraio 2005, n. 15, recante modifiche ed integrazioni alla legge 7 agosto 1990, n. 241. Nuovo art. 10 bis Legge 241/90: applicazione ai procedimenti di prevenzione incendi.

 

Circolare prot. n. UCI 40/4101 del 19-01-2005 

Prevenzione incendi e Legge 07 agosto 1990 n. 241.

 

Nota prot. n. P33/4101 sott. 106/16 del 18-03-2004.

D.M. 16 febbraio 1982. – Titolarità Certificato Prevenzione Incendi.

[…] lo scrivente Ufficio concorda con il parere espresso al riguardo da codesta Direzione …

__________
Il quesito è inerente alla problematica della titolarità del certificato di prevenzione incendi nel caso di coesistenza di più titolari.
Premesso che nel caso in cui il titolare dell’attività non coincida con il gestore della stessa valgono le disposizioni riportate nella lettera circolare prot. n. P1113/4101 del 31-07-1998, qualora le attività soggette a controllo VVF siano effettivamente gestite da differenti titolari (intesi come titolari dell’autorizzazione amministrativa prevista per l’esercizio, dell’attività stessa) ed esistano aspetti di interconnessione dal punto di vista impiantistico o comunque della sicurezza antincendio, il certificato di prevenzione incendi deve essere unico, eventualmente cointestato.
In tal caso dovrà essere chiaramente indicata l’eventuale ripartizione degli obblighi di cui all’articolo 5 del D.P.R. n. 37/98 tra i diversi titolari [NdR].

 

Nota prot. n. P77/4101 sott. 72/E del 04-07-2002

Complessi edilizi a gestione unica – Durata della validità del Certificato di P.I.

[…] si conferma che i contenuti di cui alla Lettera Circ. prot. n. P725/4122 sott. 67 del 4.6.2001 trovano esclusiva applicazione per le attività espressamente elencate nella stessa allorché ricorrano le previste condizioni (assoggettabilità dell’attività principale; unicità gestionale; esistenza di una o più attività singolarmente soggette a servizio di quella principale).

__________
In base ai due quesiti di cui sopra si forniscono due esempi utili a chiarire:
Att. 43 e 91 del DM 16/2/82 -> scadenza CPI 6 anni.
Att. 83 e 91 del DM 16/2/82 -> scadenza CPI 3 anni [NdR].

 

Nota prot. n. P846/4134 sott. 58 del 17-07-2001

Determinazione del versamento da richiedere per l’espletamento della pratica di prevenzione incendi.

[…] lo scrivente Ufficio concorda con l’interpretazione data da codesti Uffici in materia di determinazione del versamento da richiedere per l’espletamento della pratica di prevenzione incendi inerente un’attività generale comprendente più attività singolarmente soggette, anche se individuate dal medesimo punto dell’elenco allegato al D.M. 16 febbraio 1982. Per i casi specifici prospettati, si conferma che ogni locale caldaia (att. 91) e ogni serbatoio o gruppo di serbatoi per g.p.l. posto a distanza superiore a m. 15 rispetto ad altro serbatoio o gruppo di serbatoi (att. 4/b), costituiscono attività distinte e per ognuna di esse va richiesto il corrispondente importo di versamento.

 

Circolare prot. n. P725/4122 sott. 67 del 04-06-2001

Complessi edilizi ad uso civile a gestione unica comprendenti più attività ricadenti nel D.M. 16 febbraio 1982 – Validità del Certificato di Prevenzione Incendi.

 

Nota prot. n. P350/4101 sott. 106/16 del 27-03-2001

Procedure relative alla variazione di titolarità del Certificato di prevenzione incendi.

In riscontro al quesito … sulle procedure da seguire per il cambio di titolarità del Certificato di Prevenzione Incendi, si forniscono le seguenti precisazioni:

A) C.P.I. in corso di validità.

Il Comando potrà procedere al cambio di titolarità una volta che abbia acquisito:

  • istanza del nuovo soggetto che subentra quale titolare dell’attività
  • dichiarazione del precedente intestatario del C.P.I., attestante che l’attività, all’atto della cessione, è invariata rispetto a quanto rilevato al momento del rilascio del C.P.I.

La suddetta procedura non ricade tra i servizi a pagamento di cui alla legge n. 966/1965, e la validità del C.P.I. a seguito del cambio di titolarità non può subire modifiche.

B) C.P.I. scaduto o da rinnovare.

In tale circostanza si segue la normale procedura del rinnovo del C.P.I., di cui all’art. 4 del D.P.R. n. 37/1998.

 

Nota prot. n. P103/4101 sott. 72/E del 01-02-2001

Rinnovo del Certificato di Prevenzione Incendi in applicazione dell’art. 4 del D.P.R. n. 37/98 e D.M. 4 maggio 1998.

Codesto Ufficio … chiede di conoscere se il Comando, nella trattazione di una pratica di rinnovo del certificato di prevenzione incendi ai sensi dell’art. 4 del D.P.R. n. 37/98 per un’attività non disciplinata da specifica regola tecnica di prevenzione incendi, può richiedere ulteriori misure di sicurezza ritenendo quelle esistenti insufficienti, anche se validate dal Comando stesso in occasione del primo rilascio del C.P.I. Al riguardo, giova ricordare che l’art. 14 del D.P.R. n. 577/82 demanda ai Comandi Provinciali VV.F. il compito non solo della verifica della rispondenza alle norme e di criteri tecnici di prevenzione incendi, ma anche della valutazione dei fattori di rischio la quale, soprattutto a fronte di attività non normate, costituisce il parametro di riferimento a cui subordinare l’emissione dell’atto tecnico – amministrativo.

Ciò premesso, si conferma che, qualora in sede di esame degli atti connessi alla pratica di un’attività di cui viene richiesto il rinnovo del certificato di prevenzione incendi, il Comando dovesse nutrire dubbi sull’idoneità dei mezzi di protezione antincendio riportati sul certificato stesso, può legittimamente – ma senza oneri finanziari aggiuntivi per l’utente – fare eseguire un sopralluogo al fine di verificare direttamente i fattori di rischio connessi alla tipologia di attività e richiedere, ove ritenuto necessario, l’adeguamento di misure e mezzi antincendio. Resta inteso che l’intero procedimento dovrà essere contenuto nei termini temporali previsti dal D.P.R. n. 37/98. Ad adeguamento avvenuto, l’interessato inoltrerà al Comando istanza di sopralluogo a cui – rispondendo così al secondo quesito – è connesso il versamento d’importo corrispondente alla durata del servizio previsto per i sopralluoghi dal D.M. 4 maggio 1998.

 

Lettera circolare prot. n. P48/4101 sott. 72/C.2 (2) del 11-01-2001.

Servizio di prevenzione incendi.

 

Circolare prot. n. P959/4101 sott. 106/17 del 15-09-2000

Rilascio certificato prevenzione incendi per le attività di cui al D.M. 16 febbraio 1982 gestite dall’Amministrazione della Difesa.

 

Nota prot. n. P513/4101 Sott 72/E del 22-06-2000.

Modalità in seno ad organi collegiali – art. 3 comma 6 D.P.R. 37/98.

L’art. 3, comma 6, del DPR 37/1998 ha previsto, al fine di evitare duplicazioni, che il sopralluogo effettuato dal Comando nell’ambito di organi collegiali è da ritenersi anche valido ai fini degli accertamenti previsti al comma 2 del citato articolo. Si ritiene comunque che quanto sopra si applichi alle sole attività oggetto di controllo da parte dell’organo collegiale, del quale fa parte il Comando VV.F.

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Tenuto conto che agli stabilimenti e impianti che comprendono più attività deve essere rilasciato un unico Certificato di Prevenzione Incendi, il quesito è volto a conoscere se il componente dei Vigili del fuoco possa esprimersi in seno alla Commissione favorevolmente anche in presenza di difformità alla normativa antincendio delle altre eventuali attività presenti.
Il quesito ha come riferimento il caso di attività industriali e civili complesse dove sia presente un deposito oli minerali, ma può essere esteso alle altre attività in cui il personale dei Vigili del fuoco effettua sopralluoghi nell’ambito di organi collegiali previsti dalla vigente normativa [NdR].

 

Nota prot. n. P369/4101 del 24-05-2000.

Ferrovie dello Stato S.p.A. – Legge 26 aprile 1974, n. 191.

In relazione a quanto prospettato …, si chiarisce che l’esclusione – peraltro ribadita dal Consiglio di Stato nel parere n. 2386/94 in data 20 settembre 1995 – delle Ferrovie dello Stato S.p.A. dall’obbligo di richiedere ai Vigili del Fuoco il controllo ai fini della prevenzione incendi, è da intendere circoscritta alle attività e agli impianti di stretta pertinenza ferroviaria.

Per questi ultimi, sempreché soggetti a pericoli d’incendio, la Soc. Ferrovie dello Stato, ai sensi dell’art. 33 della legge 26 aprile 1974, n. 191, ha l’obbligo di richiedere ai competenti Comandi VV.F. il solo parere inerente l’organizzazione antincendi da porre in essere nonché le apparecchiature ed i mezzi di spegnimento da predisporre.

Si chiarisce, infine, che eventuali altre attività, da chiunque gestite, presenti all’interno di stazioni o complessi ferroviari che non siano funzionalmente connesse all’organizzazione tecnica e logistica del trasporto ferroviario, sono soggetti agli obblighi di cui alla legge n. 966/1965 e D.P.R. n. 37/1998 qualora ricomprese nell’elenco delle attività allegato al D.M. 16 febbraio 1982.

 

Nota prot. n. P401/4101 sott. 106 del 18-05-2000

Legge n. 46 del 1990. D.M. 4 maggio 1998. Dichiarazioni di conformità.

Si riscontra la nota indicata al margine per rappresentare il parere di questo Ufficio in merito al quesito prospettato, relativo alla possibilità di presentare in allegato alla domanda di rilascio del certificato di prevenzione incendi, i certificati di collaudo in alternativa alle dichiarazioni di conformità. Al riguardo, questo Ufficio fa presente che il rilascio della dichiarazione di conformità è un atto imposto dalla legge n. 46/1990 e che tale legge conferisce alla dichiarazione di conformità i requisiti sufficienti a renderla equivalente, ai fini del rilascio del C.P.I., al certificato di collaudo.

Atteso, quindi, che ogni impianto realizzato successivamente all’entrata in vigore della Legge n. 46 del 1990 è corredato della relativa dichiarazione di conformità, nel D.M. 4 maggio 1998 non è stata fatta menzione dei certificati di collaudo. Tali documenti, infatti, attestano quanto gli installatori sono obbligati a dichiarare in forza di legge assumendo le relative responsabilità nei riguardi degli aspetti di sicurezza.

 

Lettera circolare n. 13 MI.SA 99 Prot. n° P627/4101 sott. 72/C2 del 22-05-1999

Servizio di prevenzione incendi e di vigilanza antincendi. Criteri e modalità di utilizzazione del fondo di cui all’art. 61 del C.C.N.L. emanato con D.P.C.M. del 26/2/1996.

 

Lettera circolare prot. n. P03/4101 sott. 72/E del 05-02-1999

Articolo 4 del D.P.R. 12 gennaio 1998, n. 37 – Istanza di rinnovo del Certificato di Prevenzione Incendi presentate in data successiva alla scadenza.

 

Lettera circolare prot. n. P1434/4101 sott. 72/E del 19-10-1998

Articolo 4 del D.P.R. n. 37/1998 – Rinnovo del certificato di prevenzione incendi – Chiarimenti.

 

Lettera circolare prot. n. P1113/4101 sott. 72/E del 31-07-1998.

Titolare dell’attività soggetta a rilascio del certificato di prevenzione incendi non coincidente con il gestore della stessa. Chiarimenti sugli adempimenti procedurali di prevenzione incendi.

 

Nota prot. n. P1483/4101 sott. 72/E.

Rilascio del certificato di abitabilità da parte del Comune.

[…] si concorda con il parere espresso da codesto Ispettorato, conformemente al dettato del DPR 12/1/1998, n. 37.

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Il quesito è relativo al rilascio, da parte del Comune, del certificato di abitabilità ad una ditta in possesso della autorizzazione provvisoria, rilasciata dal Comando competente, ai sensi dell’articolo 3 del D.P.R. n. 37/98.
Al riguardo si chiarisce che il Comune può rilasciare il certificato di abitabilità, qualora si accerti che l’interessato sia in possesso di autorizzazione provvisoria all’esercizio dell’attività rilasciata dal Comando dei Vigili del fuoco, sottolineando la necessità di dare, ai fini dell’adozione dei provvedimenti di competenza, comunicazione all’interessato ed alle autorità competenti qualora all’atto del sopralluogo venga riscontrata la mancanza dei requisiti di sicurezza ai fini antincendio.

 

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[1] Le note ministeriali di risposta a singoli quesiti di prevenzione incendi sono di norma riferiti a casi specifici e, pur se non hanno alcuna efficacia vincolante o giuridica, possono costituire un utile riferimento nell’esame di casi analoghi. I pareri espressi ed i riferimenti presenti nel testo devono essere letti in relazione al periodo in cui sono stati emessi, tenendo conto dei vari aggiornamenti normativi succeduti nel tempo. Questo vale sia per quanto concerne le innovazioni previste dal nuovo regolamento di prevenzione incendi di cui al DPR 1° agosto 2011, n° 151 (in vigore dal 7 ottobre 2011), sia per le specifiche regole tecniche relative all’argomento che hanno aggiornato o sostituito le precedenti. I testi, i commenti, i chiarimenti e le informazioni contenute nella pubblicazione sono a cura dell’autore e non hanno carattere di ufficialità.