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Asili nido – testo coordinatoNorme di prevenzione incendi sugli asili nido

Testo coordinato del DM 16 luglio 2014 sulle norme di prevenzione incendi per gli asilo nido, con chiarimenti e commenti.

Si fa presente che per gli asilo nido, in alternativa al DM 16 luglio 2014, è applicabile il “codice di prevenzione incendi” di cui al DM 3 agosto 2015 e s.m.i., facendo riferimento alla specifica regola tecnica verticale (Capitolo V.9 Asili nido) introdotta con DM 6 aprile 2020 (in vigore dal 29 aprile 2020).

Norme transitorie e proroghe

Con la legge 26 febbraio 2021, n. 21, il termine di adeguamento alla normativa antincendio, sia per gli edifici scolastici sia per gli asili nido, è stato prorogato al 31 dicembre 2022.

Con il D.L. 30/12/2016, n. 244 convertito con legge 27/2/2017, n. 19 (c.d. “Milleproroghe 2016”), il termine per l’adeguamento alla normativa antincendio per edifici e locali adibiti ad asilo nido era stato stabilito, in relazione agli adempimenti richiesti dalla lettera a) dell’art. 6 comma 1 del D.M. 16 luglio 2014, al 31 dicembre 2017, restando fermi i termini indicati per gli adempimenti di cui alle lettere b) e c) dello stesso articolo.

Indicazioni programmatiche

Con DM 21 marzo 2018 sono state fornite indicazioni programmatiche prioritarie ai fini dell’adeguamento alla normativa di sicurezza antincendio, pur non prorogando i termini per l’adeguamento che erano scaduti il 31/12/2017.

Successive proroghe

Con la legge 21/9/2018, n. 108 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 luglio 2018, n° 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative” (GU n° 220 del 21-09-2018), il termine di adeguamento di cui alla legge 27/2/2017, n° 19 era stato prorogato al 31 dicembre 2018.

Successivamente, con la legge 8 agosto 2019, n° 81 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 giugno 2019, n° 59 …” (GU n° 188 del 12-8-2019), il termine di adeguamento di cui alla legge 27/2/2017, n° 19 era stato prorogato al 31 dicembre 2019.

Infine, con la legge 26 febbraio 2021, n° 21 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183, recante disposizioni urgenti in materia di termini legislativi…” (GU n° 51 del 01-03-2021), il termine di adeguamento di cui alla legge 27/2/2017, n° 19 è stato prorogato al 31 dicembre 2022.

Regolamento di prevenzione incendi

Con l’entrata in vigore il 7 ottobre 2011 del nuovo regolamento di prevenzione incendi di cui al DPR 1° agosto 2011, n° 151, le scuole e gli asili nido sono stati ricompresi al punto 67 dell’allegato I al decreto con una diversa formulazione rispetto a quanto previsto dal vecchio elenco del DM 16/2/1982 (ex attività n° 85).

Si può evincere che sono stati inseriti tra le “attività soggette” gli asili nido, che in precedenza non erano soggetti ai controlli di prevenzione incendi. Questi, infatti, non erano ricompresi nel punto 85 dell’elenco allegato al DM 16/2/1982, come era stato chiarito con nota prot. n° P1991/4122 sott. 32 del 14/10/1997. Gli asili nido, inoltre, non sono definibili scuole e pertanto non rientrano nel campo di applicazione DM 26/8/1992. Per tali attività, come si è detto, si applica la regola tecnica di cui al DM 16 luglio 2014 oppure, in alternativa, la regola tecnica verticale del Codice di prevenzione incendi per gli asili nido (Capitolo V.9) approvata con DM 6 aprile 2020.

Per quanto concerne gli asili nido con oltre 30 persone presenti, questi sono individuati in maniera univoca attraverso il codice di attività 67.3.B dell’allegato III al DM 7 agosto 2012.

Testo ufficiale normativa asili nido

Il testo non ha carattere di ufficialità. I testi ufficiali sono pubblicati nelle Gazzette Ufficiali della R.I. Eventuali refusi o suggerimenti di rilevanza possono essere segnalati a mauro.malizia@vigilfuoco.it. Il testo ufficiale del D.M. 16 luglio 2014 è pubblicato sulla GU n. 174 del 29-07-2014.

Attività n° 67 dell’allegato I al DPR n° 151/2011

N.

Attività

Cat. A

Cat. B

Cat. C

67

(85)

Scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie con oltre 100 persone presenti;[1][2][3][4][5]

Asili nido con oltre 30 persone presenti.

fino a 150 persone

oltre 150 e fino a 300 persone;
Asili nido

oltre 300 persone

Attività n. 67 secondo l’allegato III al DM 7 agosto 2012

Attività
Sottoclasse
Categoria

Descrizione attività

Descrizione sottoclasse

67.1.A

Scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie con oltre 100 persone presenti;

Fino a 150 persone

67.2.B

Scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie;

Oltre 150 e fino a 300 persone

67.3.B

Asili nido con oltre 30 persone presenti.

Asili nido

67.4.C

Scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie;

Oltre 300 persone

[1] Le “scuole di catechismo“, per le quali non si può individuare un’attività scolastica stabilmente esercita ma piuttosto un complesso parrocchiale multifunzionale aperto alla collettività, non sono comprese al punto 67 del DPR n. 151/2011, né rientrano nel campo di applicazione del DM 26/8/1992 (Nota DCPREV prot. n. 12513 del 13-09-2013).

[2] L’organo competente ad avanzare la richiesta del certificato di prevenzione incendi è il dirigente scolastico, nella sua qualità di soggetto responsabile dell’attività. L’ente locale è tenuto a collaborare con il dirigente scolastico, attuando tutte le doverose attività preliminari alla richiesta e all’accoglimento della domanda di rilascio o rinnovo del certificato che rientrino nelle funzioni allo stesso attribuite (in particolare la progettazione e realizzazione delle opere di manutenzione e di messa a norma). La tesi alternativa, secondo cui l’obbligo di richiedere il certificato di prevenzione incendi incombe sul rappresentante legale (a seconda dei casi) dei Comune o della Provincia, può trovare applicazione nei casi in cui, per qualunque motivo (ad es. immobile di nuova costruzione), il dirigente scolastico non risulti ancora individuato nel momento in cui sorge l’esigenza di munirsi del certificato in questione (Nota prot. n. P503/4122 sott. 32 del 31-03-2004).

[3] I seminari rientrano tra le attività n. 84 e 85 del DM 16/2/1982 (ora n. 66 e 67 del DPR n. 151/2011) qualora superino, rispettivamente, 25 posti letto e 100 persone. Relativamente alla normativa di prevenzione incendi da osservare si precisa che il DM 26/8/1992 è applicabile ai locali del seminario adibiti a attività scolastiche (Nota prot. n. P1177/4122/1 sott. 3 del 30-12-2003).

[4] Le università e gli istituti di istruzione universitaria sono compresi al punto 85 del DM 16/2/1982 (ora punto 67 del DPR n. 151/2011) e rientrano nel campo di applicazione del DM 26/8/1992. Inoltre, sono escluse dalla tipologia di “Amministrazione dello Stato” e pertanto, anche in passato, erano soggette al pagamento dei servizi di prevenzione incendi. Ad oggi tutte le Amministrazioni, anche dello Stato, sono soggette al pagamento dei servizi (argomenti trattati, tra le altre, dalle note prot. n. P2167/4122 sott. 32 del 20-11-1997, n. P285/4122 sott. 32 del 07-04-2000, n. P884/4122 sott. 32 del 18-07-2001, n. P287/4118/1 sott. 44 del 04-04-2002).

[5] Le comunità religiose non rientrano tra le attività soggette a controllo VVF né sono dotate di norme specifiche di prevenzione incendi. L’obbligo di osservanza delle norme di prevenzione incendi sussiste ove, nell’ambito della comunità religiosa, siano operanti scuole con più di cento persone presenti, o in genere attività aventi caratteristiche tali da rientrare tra le attività soggette a controllo di prevenzione incendi (alberghi, ospedali, locali di spettacolo o trattenimento, depositi‚ centrali termiche, autorimesse, ecc.) (Circolare n. 14 del 28-05-1985).