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Edifici di civile abitazioneEdifici di civile abitazione norme di prevenzione incendi

Edifici di civile abitazione – testo coordinato del DM 16 maggio 1987 n. 246 recante norme di sicurezza antincendi per edifici di civile abitazione, aggiornato con le modifiche introdotte dal DM 25 gennaio 2019,(*) dal DM 15 settembre 2005(**) e da vari chiarimenti e commenti.

(*) DM 25 gennaio 2019 recante «Modifiche ed integrazioni all’allegato del decreto 16 maggio 1987, n. 246 concernente norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione».

(**) DM 15 settembre 2005 recante «Regola tecnica di prevenzione incendi per i vani degli impianti di sollevamento ubicati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi».

Inoltre, è in fase di aggiornamento il «codice di prevenzione incendi» di cui al DM 3 agosto 2015 e s.m.i., con l’inserimento, nella Sezione V, delle nuove regole tecniche verticali inerenti a «Edifici di civile abitazione» e «Chiusure d’ambito degli edifici civili», ad oggi ancora in bozza.

Sicurezza antincendio delle facciate negli edifici civili

Il tema connesso alla sicurezza antincendio delle facciate negli edifici civili è stato affrontato, per la prima volta in Italia con la lettera circolare n. 5643 del 31-03-2010, attraverso una Guida Tecnica, riferita agli edifici aventi altezza antincendio superiore a 12 metri, la quale è stata successivamente sostituita dalla nuova Guida Tecnica allegata alla lettera circolare prot. n. 5043 del 15-04-2013. La suddetta circolare, pur raccomandandone l’utilizzo, avverte che la nuova Guida Tecnica, anche in attesa di ulteriori sviluppi conoscitivi a livello europeo, continuerà a mantenere lo status di «Documento Volontario di Applicazione». È precisato, inoltre, che l’applicazione di tale documento normativo non esplica necessariamente gli effetti di indirizzo e coordinamento per l’applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza secondo la definizione di cui all’art. 2, comma 1, lettera z) del D.lgs. n. 81/2008 e s.m.i.

Regolamento di prevenzione incendi

Con l’entrata in vigore il 7/10/2011 del nuovo regolamento di prevenzione incendi di cui al DPR 1° agosto 2011, n. 151, gli “edifici destinati ad uso civile ” sono stati ricompresi al punto 77 dell’allegato I al decreto. La definizione è stata riformulata, stabilendo una diversa definizione rispetto a quanto previsto dal vecchio elenco del DM 16/2/1982, ove erano compresi al n° 94 e l’assoggettabilità era legata al parametro di “altezza in gronda”. Il parametro adottato per determinare l’assoggettabilità degli edifici civili è ora quello della “altezza antincendio”, in linea con la relativa regola tecnica di prevenzione incendi di cui al DM 16 maggio 1987 n° 246.

Inoltre, a differenza di quanto previsto dal vecchio elenco del DM 16/2/1982, il termine “civile abitazione” è stato sostituito con “uso civile”. Ciò ha però ingenerato interpretazioni non chiare e talvolta contraddittorie su quali eventuali altri “edifici ad uso civile” siano da considerare tra le attività soggette oltre agli edifici di civile abitazione di cui al DM 16 maggio 1987 n. 246.

Per quanto concerne gli Edifici destinati ad uso civile, con altezza antincendio superiore a 24 m, questi sono individuati in maniera univoca attraverso i codici di attività 77.1.A (fino a 32 m), 77.2.B (oltre 32 m e fino a 54 m) e 77.3.C (oltre 54 m) dell’allegato III al DM 7 agosto 2012. Al fine di rendere più chiara e univoca l’individuazione delle attività, il DM 7 agosto 2012 ha introdotto un numero crescente denominato “sottoclasse” associato a ulteriori classificazioni. Le attività vengono quindi individuate con un codice alfanumerico composto dal “numero attività/sottoclasse/categoria” che indicano: il numero dell’attività soggetta a controllo, dal numero 1 al numero 80; la sottoclasse, dal numero 1 fino a un valore che definisce in modo univoco tutte le varie possibilità; la categoria A, B o C dell’allegato I al DPR n° 151/2011.

Testi ufficiali

Il testo non ha carattere di ufficialità. Il testo ufficiale del DM 16 maggio 1987 n. 246 è pubblicato sulla GU n° 148 del 27 giugno 1987, mentre il testo del DM 25 gennaio 2019 è pubblicato sulla GU n° 30 del 5 febbraio 2019.

Attività n. 77 dell’allegato I al DPR n° 151/2011

N.

Attività

Cat. A

Cat. B

Cat. C

77

(94)

Edifici[1] destinati ad uso civile[2] con altezza antincendio[3] superiore a 24 m.

fino a 32 m

oltre 32 m e fino a 54 m

oltre 54 m

[1] Non rientrano nel punto 73 del DPR n. 151/2011 (Edifici e/o complessi edilizi a uso terziario e/o industriale caratterizzati da promiscuità strutturale e/o dei sistemi delle vie di esodo e/o impiantistica con presenza di persone superiore a 300 unità, ovvero di superficie complessiva superiore a 5.000 m2, indipendentemente dal numero di attività costituenti e dalla relativa diversa titolarità) le aree destinate a civile abitazione le quali, anche se parzialmente presenti nell’edificio o complesso di edifici, non concorrono nel computo dei parametri fissati per determinare l’assoggettamento o meno agli obblighi del DPR n. 151/2011.

[2] A differenza di quanto previsto dal vecchio elenco del DM 16/2/1982, il termine “civile abitazione” è stato sostituito con “uso civile”, ingenerando però interpretazioni non chiare e talvolta contraddittorie su quali siano da considerare tali cosiddetti “edifici ad uso civile”.

[3] Prima dell’entrata in vigore del DPR n. 151/2011, ai fini dell’assoggettabilità ai controlli di prevenzione incendi di cui al punto 94 del DM 16/2/1982, si doveva fare riferimento all’altezza in gronda (“l’altezza massima misurata dal piano esterno accessibile ai mezzi di soccorso dei vigili del fuoco all’intradosso del soffitto del più elevato locale abitabile”) come definita al punto 2.b), penultimo comma, della circolare n. 25 del 2/6/1982, e non all’altezza antincendi (Lettera circolare prot. n. 6140/4122 del 28-03-1987).