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Quesiti Resistenza al fuoco

Quesiti Resistenza al Fuoco ( pdf): Quesiti e chiarimenti di prevenzione incendi relativi alla resistenza al fuoco. [1]

La raccolta completa di circolari, note di chiarimenti e quesiti di interesse generale sui vari argomenti e attività di prevenzione incendi è scaricabile alla pagina Quesiti prevenzione incendi.

Sul testo Resistenza al fuoco è raccolta la normativa di prevenzione incendi sulla resistenza al fuoco, tra cui il D.M. 9 marzo 2007 sulle prestazioni di resistenza al fuoco e del D.M. 16 febbraio 2007 sulla classificazione di resistenza al fuoco, coordinata con chiarimenti e commenti.

Il Codice di prevenzione incendi di cui al D.M. 3 agosto 2015 e smi, tratta la Resistenza al fuoco al Capitolo S.2.

 

Circolare DCPREV prot. n. 8809 del 17-06-2022

Porte resistenti al fuoco ricadenti nel campo di applicazione del Regolamento (UE) n. 305/2011 sui prodotti da costruzione (CPR) – Porte pedonali esterne, porte e cancelli industriali, chiarimenti ed indirizzi applicativi – Precisazioni lettera circolare n. 16746 del 26/11/2019.

 

Circolare DCPREV prot. n. 9962 del 24-07-2020

Decreto 3 agosto 2015 e s.m.i. – Capitolo S.2 – Implementazione di soluzioni alternative di resistenza al fuoco. Chiarimenti e indirizzi applicativi.

 

Lettera circolare DCPREV prot. n. 16746 del 06-11-2019

Porte resistenti al fuoco ricadenti nel campo di applicazione del Regolamento (UE) n. 305/2011 sui Prodotti da Costruzione (CPR) – Porte pedonali esterne, porte e cancelli industriali, chiarimenti ed indirizzi applicativi.

 

Circolare DCPREV prot. n. 5014 del 05-04-2019

Armadi compattabili resistenti al fuoco impiegati ai fini della riduzione del carico di incendio specifico di progetto.

 

Circolare DCPREV prot. n. 7765 del 21-06-2016

Chiarimenti sulla modalità di predisposizione del fascicolo tecnico nel settore della resistenza al fuoco.

 

Nota DCPREV prot. n. 14801 del 15-12-2015

Classificazione di resistenza al fuoco per le scaffalature metalliche installate all’interno di un edificio magazzino. Quesito.

Si riscontra la nota a margine indicata inerente il quesito in oggetto e si esprimono le considerazioni che seguono.

Una scaffalatura metallica, installata all’interno di edificio magazzino, in caso di incendio potrebbe collassare e compromettere:

  1. la capacità portante degli altri elementi strutturali della costruzione in condizioni di incendio;
  2. l’efficacia di elementi costruttivi di compartimentazione;
  3. il funzionamento dei sistemi di protezione attiva;
  4. l’esodo in sicurezza degli occupanti;
  5. la sicurezza dei soccorritori.

Si ritiene pertanto che le valutazioni del rischio di incendio, effettuate dal progettista, debbano necessariamente considerare le problematiche sopra evidenziate.

 

Circolare DCPREV prot. n. 11074 del 23-09-2015

Prova di resistenza al fuoco su volta muraria – pubblicazione rapporto di prova.

 

Circolare DCPREV prot. n. 3396 del 18-03-2015

Chiarimenti in merito alla classificazione di resistenza al fuoco di partizioni vetrate.

 

Circolare DCPREV prot. n. 465 del 16-01-2014

Classificazione dei controsoffitti ai fini della resistenza al fuoco. Chiarimenti.

 

Circolare DCPREV prot. n. 17381 del 27-12-2013

Qualificazione di resistenza al fuoco di protettivi da applicare ad elementi in acciaio.

 

Circolare DCPREV prot. n. 9709 del 05-07-2013

Qualificazione di resistenza al fuoco di prodotti e sistemi protettivi da impiegare nel settore petrolchimico.

 

Circolare DCPREV prot. n. 4638 del 05-04-2013

Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale degli Annessi Nazionali degli Eurocodici.

 

Lettera circolare DCPREV prot. n. 14229 del 19-11-2012

Impiego di prodotti e sistemi per la protezione antincendio delle costruzioni.

 

Lettera circolare DCPREV prot. n. 9663 del 23-07-2012

Validità dei rapporti di prova di resistenza al fuoco emessi in base alla circolare n. 91 del 1961. Chiarimenti applicativi.

 

Nota DCPREV prot. n. 6528 del 09-05-2012

… valutazione del carico d’incendio.

[…] si rappresenta che il DM 9/3/2007 al punto 4.2 prescrive la verifica di resistenza al fuoco con riferimento a curve desunte sulla base del calcolo del carico di incendio specifico di progetto qfd definito al punto 2. Tale punto dà, come possibilità per la determinazione del potere calorifico inferiore dei materiali (Hi), la possibilità di ricorrere alla norma sperimentale UNI EN ISO 1716:2002 o alla letteratura tecnica.

In linea del lutto generale, si è convinti che una valutazione ad hoc del potere calorifico dei materiali sia preferibile a quella derivante dalla letteratura tecnica e si condivide l’impiego di un metodo sperimentale a condizione che lo stesso venga condotto nel rispetto della norma di prova citata, che sia condotto da un laboratorio autorizzato ed i cui risultati siano impiegati in relazioni redatte da professionisti abilitati.

Nel caso specifico, si propone di effettuare prove secondo la norma ISO 5660-1:2002 (prova al cono calorimetrico). L’effettuazione di prove secondo lo standard individuato non sembra appropriata al caso specifico in quanto trattasi di prova «in piccola scala», utile per una prima caratterizzazione dei materiali, ma non rappresentativa delle reali condizioni di impiego delle bobine. Con la prova suggerita, non si terrebbe conto, ad esempio, del fattore di scala condizionante l’evoluzione dell’incendio né della posizione relativa tra più bobine che influenza radicalmente la dinamica dell’incendio. Volendo adottare un approccio sperimentale al problema, sembra più appropriata l’effettuazione di prove in vera grandezza, partendo ad esempio con il metodo del «room corner test» di cui alla norma ISO 9705:1993 secondo una campagna sperimentale più aderente alle reali condizioni di impiego dei prodotti di cui al quesito.

Da un punto di vista procedimentale, in ultimo, si specifica che il metodo proposto rientra nel campo della modellazione di incendi naturali che prescinde dal concetto di classe di resistenza al fuoco. A tale proposito, si ricorda che il D.M. 9 marzo 2007, in caso di modellazione di incendi «naturali» impone comunque l’applicazione della tabella 5, da cui si evince una classe massima di resistenza al fuoco richiedibile elle strutture pari a 120 minuti ed inoltre si rammenta che la circolare P414/4122 sott 55 del 28 marzo 2008 consente l’istituto della deroga anche nei confronti del D.M. 9 marzo 2007.

 

Nota DCPREV prot. n. 8274 del 08-06-2011

Quesito in merito all’applicazione del D.M. 09/03/2007.

[…] relativo al progetto di realizzazione di una struttura metallica atta a realizzare un piano soppalco destinato ad archivio, ed acquisito il parere dell’Area V – Protezione Passiva, si formulano le seguenti considerazioni. Gli obiettivi di sicurezza connessi con la resistenza al fuoco delle strutture sinteticamente riportati all’interno del D.M. 9/3/2007, sono:

  • garantire un tempo utile ad assicurare il soccorso agli occupanti;
  • garantire la possibilità che gli occupanti lascino l’opera indenni o che gli stessi siano soccorsi in altro modo;
  • limitare la propagazione del fuoco e dei fumi, anche riguardo alle opere vicine;
  • assicurare che le squadre di soccorso possano operare in condizioni di sicurezza.

In generale la validità di detti obiettivi prescinde dal caso in cui le strutture appartengano all’edificio ovvero ad un soppalco metallico in esso contenuto.

Nel caso specifico, tenuto conto che i percorsi per abbandonare il locale destinato ad archivio si sviluppano sia sopra che sotto il soppalco metallico, questo Ufficio ritiene condivisibile la richiesta operata dal Comando … (classe 60 minuti) per gli elementi principali (colonne, travi, montanti delle scale), mentre è possibile applicare i contenuti del punto 5.6 dell’allegato al D.M. 9 marzo 2007 (classe 30 minuti) agli elementi secondari (correnti di solaio).

Si puntualizza, infine, che eventuali grigliati e gli elementi di controvento in questo caso possono essere privi di requisiti di resistenza al fuoco.

__________
Il Comando nell’esprimere un parere di conformità antincendio, valutando che il soppalco è incorporato in modo permanente nell’edificio (rif. art. 1 del DPR 246/93) pur se indipendente rispetto alle restanti strutture, ha prescritto che «tutte le strutture portanti, verticali e orizzontali, incluse le strutture del soppalco e gli elementi strutturali secondari, devono essere progettati e realizzati con riferimento alla classe 60 (livello II di prestazione)».
Alla luce di questo il richiedente ha avanzato il quesito ritenendo che la struttura metallica in oggetto, incombustibile, autoportante e non vincolata alla struttura portante principale dell’edificio, non deve garantire il rispetto dei requisiti previsti dal livello II di prestazione di cui al D.M. 9/3/2007 [NdR].

 

Circolare DCPREV n. 4845 del 04-04-2011

Certificazione della resistenza al fuoco di elementi costruttivi.

 

Nota DCPREV prot. n. 3845 del 24-03-2011

D.M. 9 marzo 2007. Quesito.

[…] si concorda con il parere espresso al riguardo da codesta Direzione Regionale ….

__________
Il quesito si riferisce alla necessità o meno del rispetto dei requisiti di resistenza al fuoco del locale destinato a stazione di pompaggio dell’impianto antincendio previsti dalle relative norme UNI, tenuto conto che il DM 9 marzo 2007 consentirebbe, nel caso specifico, in relazione al livello di prestazione, una classe di resistenza al fuoco di livello inferiore per le strutture portanti e separanti del fabbricato, o i fabbricati, in cui è esercitata l’attività industriale soggetta a controllo da parte dei Vigili del Fuoco.
Il Comando, nel precisare che i requisiti indicati al punto 3.2 dell’allegato al D.M. 9 marzo 2007 devono essere rispettati non solo nei confronti degli edifici «esterni» ma anche nei confronti edifici e dei relativi impianti di protezione attiva interni alla stessa area industriale, ritiene che il locale pompe antincendio, dovendo possedere strutture di separazione REI 60 ai sensi delle relative norme UNI, non potrà essere interno o adiacente all’edificio per il quale è prevista una classe di resistenza al fuoco di livello inferiore.
Al riguardo, la Direzione Regionale ritiene che le norme UNI, in qualità di nome di buona tecnica, debbano essere integralmente rispettate al fine di poter attestare la realizzazione a regola d’arte, mentre il D.M. 9 marzo 2007, trattandosi di norma di tipo orizzontale riporta le prestazioni minime di resistenza al fuoco richieste alle attività soggette a controllo da parte dei Vigili del Fuoco [NdR].

 

Circolare DCPREV n. 5642 del 31-03-2010

Certificazione della resistenza al fuoco di elementi costruttivi – Murature.

 

Lettera circolare prot. n. 2711/4135 del 06-04-2009

Porte di piano degli ascensori resistenti al fuoco.

 

Nota prot. n. 585 del 14-01-2009

Pareti resistenti al fuoco in muratura portante e non portante realizzate con elementi in calcestruzzo aerato autoclavato.

Si riscontra … la nota … con la quale si richiede l’adozione di valori tabellati per la determinazione delle prestazioni di resistenza al fuoco di murature realizzate con blocchi di calcestruzzo aerato autoclavato, essendo gli stessi mancanti nelle tabelle di cui all’allegato D del Decreto del Ministero dell’interno 16 febbraio 2007.

Esaminati i contenuti della proposta e alla luce dello stato dell’arte in materia, questa Direzione ritiene che, nelle more dell’implementazione dell’Appendice Nazionale dell’Eurocodice EN1996-1-2 per la determinazione degli spessori di murature con caratteristiche di resistenza al fuoco realizzate con blocchi di calcestruzzo aerato autoclavato, si possa fare riferimento ai valori relativi ai blocchi di calcestruzzo leggero di cui alla tabella D.4.3 (colonna blocchi pieni) dell’Allegato D al citato D.M. 16/2/2007 per le murature non portanti e alla tabella allegata alla Lettera-Circolare del Ministero dell’interno n. 1968 del 15 febbraio 2008 (quarta riga) per le murature portanti.

I valori succitati possono essere utilizzati nel rispetto delle limitazioni previste nelle rispettive tabelle.

 

Circolare prot. n. P414/4122 sott. 55 del 28 marzo 2008

DM 9 marzo 2007. Chiarimenti ed indirizzi applicativi.

 

Circolare prot. n. 1968 del 15-02-2008

Pareti di muratura portanti resistenti al fuoco.

 

Nota prot. n. P1568/4122 sott. 55 del 22-01-2008

D.M. 9 marzo 2007. Quesiti.

Con riferimento ai quesiti posti da codesto Comando, in merito alla corretta interpretazione del D.M. 9 marzo 2007, si informa che è in corso di predisposizione una lettera circolare di chiarimento in cui verranno affrontate molte delle problematiche evidenziate.

In ogni caso per quanto attiene ai quesiti n° 1, 2, 3, 4, 13, 15, e 17, si concorda con le valutazioni espresse da codesta Direzione nella nota indicata a margine, con le seguenti precisazioni:

  • il riferimento corretto per quanto riguarda le norme tecniche per le costruzioni è il decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti 14 settembre 2005 (quesito n° 3);
  • l’applicazione del livello II di prestazione è consentita, senza margini di discrezionalità, qualora risultino integralmente rispettate tutte le condizioni indicate al punto 3.2 dell’allegato al decreto in parola (quesito n° 13).

__________
Parere della Direzione Regionale:
1. Si osserva che il testo approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici in data 30/04/2005, in fase di revisione, salvaguardava – per le attività soggette al controllo dei vigili del fuoco – le specifiche disposizioni emesse dal Ministero dell’interno.

2. Si ritiene che il quesito trovi risposta nell’art. 5 del DM 16/02/2007.
3. Si condivide l’interpretazione del Comando sulla base di quanto indicato nella bozza del T.U. approvata in data 30/04/2005.

4. Con riferimento all’art. 4 comma 4 del DM 09/03/2007 si ritiene che l’organo di controllo per l’accertamento dei requisiti di resistenza al fuoco di attività soggette al controllo VVF sia il Comando provinciale e che per «accertamento» – in analogia a quanto previsto all’ art. 5 comma 3 del DM 16/02/2007 – possa intendersi anche l’approvazione del progetto prima dell’entrata in vigore del decreto in argomento.
13. Si ritiene che le condizioni indicate al punto 3.2 dell’allegato al DM 09/03/2007 non consenta discrezionalità nella scelta del livello II di prestazione.

15. Si ritiene che nella tipologia costruttiva indicata dal Comando non sia individuabile una struttura secondaria (riferito all’utilizzo di copponi portanti staticamente autonomi, come tipologia edilizia).
17. Nel caso di modifiche di costruzioni esistenti le cui prestazioni di resistenza al fuoco siano già state accertate vale quanto previsto all’art. 4, comma 4 del DM 09/03/2007 [NdR].

 

Lettera circolare prot. n. P902/4122 sott. 55 del 20-07-2007

DM 9 marzo 2007. Chiarimenti al punto 5 dell’allegato.

 

Nota prot. n. P780/4122 sott. 55 del 17-07-2003

Porte REI.

È stato chiesto di conoscere se «i documenti e le punzonature a corredo delle porte REI possano ritenersi sufficienti in luogo dei certificati di omologazione richiesti dalla normativa vigente anche in considerazione degli anni di costruzione ed installazione delle porte (1989 – 1990)». Al riguardo, acquisito anche il parere dell’Area Protezione Passiva di questa Direzione Centrale, si conferma che la classificazione di resistenza al fuoco delle porte si effettua oggi in base alla norma UNI-CNVVF 9723 recepita con D.M. 14 dicembre 1993 e che la scadenza dei certificati di porte resistenti al fuoco, emessi ai sensi della circolare n. 91/61 tra il 1° gennaio 1988 ed il 1° gennaio 1990, è stato fissato, dalla circolare n. 17/92, al 31 dicembre 1993 e per le porte giacenti nei magazzini dei cantieri in attesa di semplice montaggio è stata fissata, dalla circolare n. 21/93 al 30 aprile 1994.

Premesso quanto sopra si ritiene che alla luce delle suddette disposizioni il certificato di prevenzione incendi, per l’attività in argomento, possa essere rilasciato unicamente se viene prodotta la documentazione di cui al punto 2 dell’allegato II al D.M. 4 maggio 1998 sulla scorta dei relativi rapporti di prova e delle connesse certificazioni.

 

Nota prot. n. P895/4122 sott. 55 del 31-08-2000

Caratteristiche di resistenza al fuoco delle strutture di separazione fra attività regolamentate da specifica regola tecnica ed attività non ad esse pertinenti.

[…] si concorda con il parere espresso al riguardo dal Comando provinciale VV.F. …

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La prescrizione nelle regole tecniche di prevenzione incendi di un valore minimo della resistenza al fuoco per le strutture di separazione dell’attività da altri locali è finalizzata alla tutela delle opere di terzi, ossia solo ad impedire che l’eventuale incendio dall’attività oggetto della norma non si propaghi agli ambenti adiacenti non ad essa pertinenti [NdR].

 

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[1] Le note ministeriali di risposta a singoli quesiti di prevenzione incendi sono di norma riferiti a casi specifici e, pur se non hanno alcuna efficacia vincolante o giuridica, possono costituire un utile riferimento nell’esame di casi analoghi. I pareri espressi ed i riferimenti presenti nel testo devono essere letti in relazione al periodo in cui sono stati emessi, tenendo conto dei vari aggiornamenti normativi succeduti nel tempo. Questo vale sia per quanto concerne le innovazioni previste dal nuovo regolamento di prevenzione incendi di cui al DPR 1° agosto 2011, n° 151 (in vigore dal 7 ottobre 2011), sia per le specifiche regole tecniche relative all’argomento che hanno aggiornato o sostituito le precedenti. I testi, i commenti, i chiarimenti e le informazioni contenute nella pubblicazione sono a cura dell’autore e non hanno carattere di ufficialità.