Menu Chiudi

Locali di pubblico spettacolo

Locali di pubblico spettacolo norme di prevenzione incendiTesto coordinato del D.M. 19 agosto 1996 sulle norme di prevenzione incendi dei locali di pubblico spettacolo e trattenimento, con le modifiche introdotte dal D.M. 6 marzo 2001 , dal D.M. 18 dicembre 2012 e vari chiarimenti e commenti.

La regola tecnica è stata aggiornata, insieme ad altre, dal D.M. 10 marzo 2020 relativo alle disposizioni di prevenzione incendi per gli impianti di climatizzazione inseriti nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, consentendo ove in precedenza era prevista solamente la possibilità di impiegare fluidi refrigeranti non infiammabili o non tossici, di utilizzare refrigeranti classificati A1 o A2L secondo la norma ISO 817. Si vedano a tal proposito anche i chiarimenti forniti con la nota DCPREV prot. n° 9833 del 22-07-2020. Inoltre, i requisiti di reazione al fuoco dei materiali costituenti le condotte di distribuzione e ripresa aria degli impianti di condizionamento e ventilazione sono stati stabiliti dall’art. 2 del D.M. 31 marzo 2003, che ha abrogato le precedenti disposizioni di prevenzione incendi impartite in materia.

In appendice sono riportate varie disposizioni di rilevanza relativamente ai locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo.

Codice di prevenzione incendi

È in fase di aggiornamento il «codice di prevenzione incendi» di cui al D.M. 3 agosto 2015 e s.m.i., con l’inserimento, nella Sezione V, della nuova regola tecnica verticale inerenti alle «Attività di intrattenimento e di spettacolo a carattere pubblico», inviata alla Commissione europea il 09/11/2021 per la procedura di informazione comunitaria ai sensi della direttiva (UE) 2015/1535, terminata rispettivamente il 10/02/2022.

Proroga norme di semplificazione per la realizzazione di spettacoli dal vivo

Il D.L. 24 marzo 2022, n. 24, coordinato con la legge di conversione 19 maggio 2022, n. 52 (GU n. 70 del 24 marzo 2022), recante: «Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza, e altre disposizioni in materia sanitaria» stabilisce con l’art. 10, comma 1 che «I termini previsti dalle disposizioni legislative di cui all’allegato A sono prorogati fino al 31-12-2022 […]». All’allegato A è stato aggiunto il punto 5-bis che riporta: «Articolo 38-bis del decreto-legge 16-7-2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120. semplificazione per la realizzazione di spettacoli dal vivo».

Il citato articolo 38-bis stabilisce, al comma 1, che, fuori dei casi di cui agli articoli 142 e 143 del regolamento di cui al R.D. 6 maggio 1940, n. 635 (cioè fuori dai casi di competenza delle Commissioni provinciali di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. Sono invece comprese le attività di competenza delle Commissioni comunali di vigilanza), per la realizzazione di spettacoli dal vivo che comprendono attività culturali quali il teatro, la musica, la danza e il musical, che si svolgono in un orario compreso tra le ore 8 e le ore 23, destinati ad un massimo di 1.000 partecipanti, ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, richiesto per l’organizzazione di spettacoli dal vivo, il cui rilascio dipenda esclusivamente dall’accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, è sostituito dalla segnalazione certificata di inizio attività di cui all’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, presentata dall’interessato allo sportello unico per le attività produttive o ufficio analogo, fermo restando il rispetto delle disposizioni e delle linee guida adottate per la prevenzione e il contrasto della diffusione del contagio da COVID-19 e con esclusione dei casi in cui sussistono vincoli ambientali, paesaggistici o culturali nel luogo in cui si svolge lo spettacolo in oggetto.

Normativa precedente

Il D.M. 19 agosto 1996 ha costituito la prima norma tecnica di prevenzione incendi specifica per i locali di pubblico spettacolo, adottata secondo quanto previsto, da ultimo, dall’articolo 15 del D.Lgs 8/3/2006, n° 139.

Precedentemente la normativa di riferimento era la circolare n° 16 del 15/2/1951 (Norme di sicurezza per la costruzione, l’esercizio e la vigilanza dei teatri, cinematografi e altri locali di spettacolo in genere). Come precisato dalla circolare n. 1 MI.SA. (97) del 23/1/1997, tutte quelle disposizioni della circolare n° 16 del 15/2/1951, non attinenti a problematiche di prevenzione incendi (norme procedurali, igiene e salubrità, acustica, assistenza sanitaria, stabilità delle strutture, misure antinfortunistiche, ecc.) sono da ritenersi tuttora in vigore, fatte salve successive modifiche.

Regolamento di prevenzione incendi e locali di pubblico spettacolo

Con l’entrata in vigore il 7/10/2011 del nuovo regolamento di prevenzione incendi di cui al D.P.R. 1° agosto 2011, n. 151, i “locali di spettacolo e di trattenimento” sono stati ricompresi al punto 65 dell’allegato I al decreto. Inoltre, è stata stabilita diversa formulazione rispetto al vecchio elenco del D.M. 16/2/1982, ove erano compresi al n° 83. Infatti, è stato introdotto il parametro relativo alla superficie lorda superiore a 200 m2 per impianti al chiuso, prima non presente. In tal caso, per effetto di questo nuovo parametro, attività prima “non soggette”, sono diventate “soggette” con il nuovo regolamento.

Non rientrano tra le “attività soggette” (in linea con i precedenti chiarimenti ministeriali) le manifestazioni temporanee, di qualsiasi genere, che si effettuano in locali o luoghi aperti al pubblico. Rientrano invece tra le “attività soggette” le palestre (anche queste in linea con i precedenti chiarimenti ministeriali).

I responsabili delle nuove attività introdotte all’Allegato I del D.P.R. 151/2011, esistenti al 22/9/2011, devono presentare la SCIA entro il 7/10/2017. Tale termine, previsto dall’articolo 11 comma 4 del D.P.R. n° 151/2011, è stato così modificato dall’articolo 38 comma 2 del DL 21/6/2013, n° 69 (convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n° 98) e successivamente dalla legge 27/2/2017 n° 19 (“Milleproroghe 2016”).

I riferimenti a vecchi regolamenti (D.P.R. 29/07/1982, n° 577, D.M. 16/2/1982), devono intendersi aggiornati tenuto conto dell’entrata in vigore del nuovo regolamento di prevenzione incendi (D.P.R. n° 151/2011, D.M. 7/8/2012).

Per quanto concerne i locali di spettacolo e di trattenimento in genere, impianti e centri sportivi, palestre, sia a carattere pubblico che privato, con capienza superiore a 100 persone, ovvero di superficie lorda in pianta al chiuso superiore a 200 m2, questi sono individuati in maniera univoca attraverso i codici di attività 65.1.B (fino a 200 persone) e 65.2.C (oltre 200 persone) dell’allegato III al D.M. 7 agosto 2012.

Al fine di rendere più chiara e univoca l’individuazione delle attività, il D.M. 7 agosto 2012 ha introdotto un numero crescente denominato “sottoclasse” associato a ulteriori classificazioni. Le attività vengono quindi individuate con un codice alfanumerico composto dal “numero attività/sottoclasse/categoria” che indicano: il numero dell’attività soggetta a controllo, dal numero 1 al numero 80; la sottoclasse, dal numero 1 fino a un valore che definisce in modo univoco tutte le varie possibilità; la categoria A, B o C dell’allegato I al D.P.R. n° 151/2011.

Infine, in merito ai richiami alle vecchie attività elencate nel D.M. 16/2/1982, presenti nel testo, si vedano i chiarimenti forniti con nota DCPREV prot. n. 6959 del 21-05-2013.

Testi ufficiali 

Il testo non ha carattere di ufficialità. I testi ufficiali sono pubblicati nelle Gazzette Ufficiali della R.I. Eventuali refusi o suggerimenti di rilevanza possono essere segnalati a mauro.malizia@vigilfuoco.it. Il testo ufficiale del D.M. 19 agosto 1996 è pubblicato sulla GU n° 214 del 12-09-1996 – S.O. n° 149. Il testo del D.M. 6 marzo 2001 è pubblicato sulla GU n° 65 del 19-03-2001, mentre il testo del D.M. 18 dicembre 2012 è pubblicato sulla GU n° 301 del 28-12-2012.

Attività n. 65 – allegato I al D.P.R. n° 151/2011

N.

Attività

Cat. A

Cat. B

Cat. C

65
(83)

Locali di spettacolo e di trattenimento in genere, [1][2][3] impianti e centri sportivi, palestre, sia a carattere pubblico che privato, con capienza [4] superiore a 100 persone, ovvero di superficie lorda in pianta al chiuso superiore a 200 m2. Sono escluse le manifestazioni temporanee [5][6], di qualsiasi genere, che si effettuano in locali o luoghi aperti al pubblico.[7]

 

fino a 200 persone

oltre 200 persone

[1] Un acquario all’interno di un edificio ove la gente si sposta attraverso percorsi obbligati tra vasche di esposizione dei pesci, non è soggetto a controllo VVF (punti 69 o 65 del D.P.R. 151/2011) né ai controlli della Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, non trattandosi di attività di intrattenimento o spettacolo (Nota DCPREV prot. n. 9518 del 08-07-2011).

[2] Le agenzie di scommesse sono soggette a controllo VVF (p.to 65 del D.P.R. 151/2011) in analogia alle attività di sale giochi e sale bingo (Nota DCPREV prot. n. 6244 del 10/05/2013).

[3] I “parchi avventura” non avendo all’interno del loro sedime alcun “locale di trattenimento” così come definito dal Titolo I del D.M. 19/8/1996, non rientrano tra le attività di cui al punto 65 del D.P.R. n° 151/2011. Per l’applicazione della regola tecnica i parchi avventura possono essere assimilati ai “parchi divertimenti” di cui alla lettera i) dell’art. 1 del D.M. 19 agosto 1996 (Nota DCPREV prot. n. 717 del 18-01-2018).

[4] La “capienza” di un locale di pubblico spettacolo e trattenimento costituisce l’affollamento massimo consentito ed è stabilita dalla Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, nel rispetto delle norme di sicurezza e di igiene vigenti (Lett. circ. n. P718/4118 sott. 20/C del 27-03-1997).

[5] Relativamente al concetto di temporaneità non è possibile procedere a una quantificazione in termini temporali. In generale per attività temporanee si possono intendere quelle caratterizzate da una durata breve e ben definita, non stagionali o permanenti, che ricorrano con cadenza prestabilita (Nota DCPREV prot. n. 5918 del 19-05-2015).

[6] Le attività accessorie quali depositi di GPL in bombole o serbatoi, centrali termiche, cucine, gruppi elettrogeni, ecc. il cui utilizzo è anch’esso temporaneo e legato alla manifestazione, non sono soggette a controllo VVF ai sensi del D.P.R. n. 151/2011 (Nota DCPREV prot. n. 9131 del 28-07-2015).

[7] Le pubbliche manifestazioni (tra le quali rientrano comizi, congressi politici, manifestazioni sindacali, ecc.) non sono da ritenersi, in linea di principio, soggette agli obblighi di cui all’art. 2, lett. b), della legge n. 966/1965 in quanto non configurabili nella fattispecie propria del “pubblico spettacolo” e/o del “trattenimento pubblico” e quindi non soggette al regime autorizzatorio di polizia di cui agli articoli 68 e 80 del T.U.L.P.S. (Nota prot. n. P989/4118 sott. 20/C5(I) del 21-06-2004).