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Locali di pubblico spettacolo

Locali di pubblico spettacolo norme di prevenzione incendiTesto coordinato del DM 19 agosto 1996 sulle norme di prevenzione incendi dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo, con le modifiche introdotte dal DM 6 marzo 2001 , dal DM 18 dicembre 2012 e vari chiarimenti e commenti.

In appendice sono riportate varie disposizioni di rilevanza relativamente ai locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo.

Normativa precedente

Il DM 19/8/1996 ha costituito la prima norma tecnica di prevenzione incendi specifica per i locali di pubblico spettacolo, adottata secondo quanto previsto, da ultimo, dall’articolo 15 del D.Lgs 8/3/2006, n° 139.

Precedentemente la normativa di riferimento era la circolare n° 16 del 15/2/1951 (Norme di sicurezza per la costruzione, l’esercizio e la vigilanza dei teatri, cinematografi e altri locali di spettacolo in genere). Come precisato dalla circolare n. 1 MI.SA. (97) del 23/1/1997, tutte quelle disposizioni della circolare n° 16 del 15/2/1951, non attinenti a problematiche di prevenzione incendi (norme procedurali, igiene e salubrità, acustica, assistenza sanitaria, stabilità delle strutture, misure antinfortunistiche, ecc.) sono da ritenersi tuttora in vigore, fatte salve successive modifiche.

Regolamento di prevenzione incendi e locali di pubblico spettacolo

Con l’entrata in vigore il 7/10/2011 del nuovo regolamento di prevenzione incendi di cui al DPR 1° agosto 2011, n. 151, i “locali di spettacolo e di trattenimento” sono stati ricompresi al punto 65 dell’allegato I al decreto. Inoltre, è stata stabilita diversa formulazione rispetto al vecchio elenco del DM 16/2/1982, ove erano compresi al n° 83. Infatti, è stato introdotto il parametro relativo alla superficie lorda superiore a 200 m2 per impianti al chiuso, prima non presente. In tal caso, per effetto di questo nuovo parametro, attività prima “non soggette”, sono diventate “soggette” con il nuovo regolamento.

Non rientrano tra le “attività soggette” (in linea con i precedenti chiarimenti ministeriali) le manifestazioni temporanee, di qualsiasi genere, che si effettuano in locali o luoghi aperti al pubblico. Rientrano invece tra le “attività soggette” le palestre (anche queste in linea con i precedenti chiarimenti ministeriali).

I responsabili delle nuove attività introdotte all’Allegato I del DPR 151/2011, esistenti al 22/9/2011, devono presentare la SCIA entro il 7/10/2017. Tale termine, previsto dall’articolo 11 comma 4 del DPR n° 151/2011, è stato così modificato dall’articolo 38 comma 2 del DL 21/6/2013, n° 69 (convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n° 98) e successivamente dalla legge 27/2/2017 n° 19 (“Milleproroghe 2016”).

I riferimenti a vecchi regolamenti (DPR 29/07/1982, n° 577, DM 16/2/1982), devono intendersi aggiornati tenuto conto dell’entrata in vigore del nuovo regolamento di prevenzione incendi (DPR n° 151/2011, DM 7/8/2012).

Infine, in merito ai richiami alle vecchie attività elencate nel DM 16/2/1982, presenti nel testo, si vedano i chiarimenti forniti con nota DCPREV prot. n. 6959 del 21-05-2013.

Testi ufficiali normativa locali di pubblico spettacolo

Il testo non ha carattere di ufficialità. I testi ufficiali sono pubblicati nelle Gazzette Ufficiali della R.I. Eventuali refusi o suggerimenti di rilevanza possono essere segnalati a mauro.malizia@vigilfuoco.it.

Il testo ufficiale del DM 19 agosto 1996 è pubblicato sulla GU n° 214 del 12-09-1996 – S.O. n° 149. Il testo del DM 6 marzo 2001 è pubblicato sulla GU n° 65 del 19-03-2001, mentre il testo del DM 18 dicembre 2012 è pubblicato sulla GU n° 301 del 28-12-2012.

Punto 65 dell’allegato I al DPR n° 151/2011

N.

Attività

Cat. A

Cat. B

Cat. C

65

(83)

Locali di spettacolo e di trattenimento in genere, [1][2][3] impianti e centri sportivi, palestre, sia a carattere pubblico che privato, con capienza [4] superiore a 100 persone, ovvero di superficie lorda in pianta al chiuso superiore a 200 m2. Sono escluse le manifestazioni temporanee [5][6], di qualsiasi genere, che si effettuano in locali o luoghi aperti al pubblico.[7]

 

fino a 200 persone

oltre 200 persone

[1] Un acquario all’interno di un edificio ove la gente si sposta attraverso percorsi obbligati tra vasche di esposizione dei pesci, non è soggetto a controllo VVF (punti 69 o 65 del DPR 151/2011) né ai controlli della Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, non trattandosi di attività di intrattenimento o spettacolo (Nota DCPREV prot. n. 9518 del 8/7/2011).

[2] Le agenzie di scommesse sono soggette a controllo VVF (p.to 65 del DPR 151/2011) in analogia alle attività di sale giochi e sale bingo (Nota DCPREV prot. n. 6244 del 10/05/2013).

[3] I “parchi avventura” non avendo all’interno del loro sedime alcun “locale di trattenimento” così come definito dal Titolo I del DM 19/8/1996, non rientrano tra le attività di cui al punto 65 del DPR n° 151/2011. Per l’applicazione della regola tecnica i parchi avventura possono essere assimilati ai “parchi divertimenti” di cui alla lettera i) dell’art. 1 del DM 19/8/1996 (Nota DCPREV prot. n. 717 del 18/1/2018).

[4] La “capienza” di un locale di pubblico spettacolo e trattenimento costituisce l’affollamento massimo consentito ed è stabilita dalla Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, nel rispetto delle norme di sicurezza e di igiene vigenti (Lett. circ. n. P718/4118 sott. 20/C del 27/3/1997).

[5] Relativamente al concetto di temporaneità non è possibile procedere a una quantificazione in termini temporali. In generale per attività temporanee si possono intendere quelle caratterizzate da una durata breve e ben definita, non stagionali o permanenti, che ricorrano con cadenza prestabilita (Nota DCPREV prot. n. 5918 del 19-05-2015).

[6] Le attività accessorie quali depositi di GPL in bombole o serbatoi, centrali termiche, cucine, gruppi elettrogeni, ecc. il cui utilizzo è anch’esso temporaneo e legato alla manifestazione, non sono soggette a controllo VVF ai sensi del DPR n. 151/2011 (Nota DCPREV prot. n. 9131 del 28-07-2015).

[7] Le pubbliche manifestazioni (tra le quali rientrano comizi, congressi politici, manifestazioni sindacali, ecc.) non sono da ritenersi, in linea di principio, soggette agli obblighi di cui all’art. 2, lett. b), della legge n. 966/1965 in quanto non configurabili nella fattispecie propria del “pubblico spettacolo” e/o del “trattenimento pubblico” e quindi non soggette al regime autorizzatorio di polizia di cui agli articoli 68 e 80 del T.U.L.P.S. (Nota prot. n. P989/4118 sott. 20/C5(I) del 21/6/2004).