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Corsi di formazione per addetti antincendio

Corsi antincendio: il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, c.d. testo unico sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro prescrive, tra le altre cose, che il datore di lavoro deve fornire ai lavoratori una adeguata informazione e formazione sui rischi di incendio presenti presso la propria attività. Si riporta di seguito il materiale didattico utile per la preparazione.

  • Manuale addetti antincendio: Manuale di prevenzione incendi per i lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, evacuazione dei luoghi di lavoro e gestione delle emergenze (addetti al servizio antincendio) ai sensi dell’art. 37, comma 9 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81.
  • Corso antincendio slide: Presentazioni per corsi di formazione antincendio per i lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, evacuazione dei luoghi di lavoro e gestione dell’emergenza (addetti al servizio antincendio) ai sensi dell’art. 37, comma 9 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81.
  • Questionario vero falso: Quiz antincendio per l’accertamento dell’idoneità tecnica degli addetti al servizio antincendio – domande di tipo «Vero o Falso».
  • Questionario risposta multipla: Quiz esame antincendio per l’accertamento dell’idoneità tecnica degli addetti al servizio antincendio – domande di tipo «a risposta multipla».

All’esito della valutazione dei rischi d’incendio e sulla base delle misure di gestione della sicurezza antincendio in esercizio ed in emergenza, il datore di lavoro designa i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, (c.d. «addetti al servizio antincendio»), ai sensi dell’art. 18, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81. I lavoratori designati devono frequentare appositi corsi di formazione e di aggiornamento.

Le direttive sui corsi di formazione e le modalità di accertamento dell’idoneità tecnica del personale incaricato alle mansioni di «addetto antincendio», ai sensi dell’art. 37, comma 9 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. e del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 512 coordinato con la legge di conversione 28 novembre 1996, n. 609, sono state fornite, per la prima volta, con la lettera circolare prot. n. 770/6104 del 12 marzo 1997, mentre i contenuti minimi dei corsi di aggiornamento sono stati riportati nella lettera circolare prot. n. 5987 del 23 febbraio 2011.

La materia è stata aggiornata con il D.M. 2 settembre 2021 recante «Criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, ai sensi dell’articolo 46, comma 3, lettera a), punto 4 e lettera b) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81», in vigore dal 5 ottobre 2022.

Il numero dei lavoratori aziendali incaricati di attuare le misure di prevenzione incendi, di lotta antincendi e di gestione delle emergenze deve essere stabilito dallo stesso datore di lavoro che ha la responsabilità della organizzazione e della gestione della sicurezza della propria azienda.

Corsi di formazione e aggiornamento antincendio per addetti al servizio antincendio

I contenuti minimi dei corsi di formazione devono essere correlati alla tipologia di attività ed al livello di rischio di incendio dell’azienda. Tenendo conto dei suddetti criteri, sono state previste le seguenti tipologie di corsi di formazione, i cui contenuti sono da ritenersi i minimi necessari per fornire ai soggetti interessati un primo ed essenziale approccio alle problematiche della sicurezza antincendio e della sua gestione (corso antincendio rischio alto, corso antincendio rischio medio, corso antincendio rischio basso).

Pertanto, in relazione ai particolari e specifiche situazioni di rischio, su richiesta degli utenti, i contenuti dei corsi previsti nella presente disposizione, possono essere oggetto di una adeguata implementazione.

Attività a rischio di incendio alto (livello 3)

Ai fini dell’organizzazione dei corsi di formazione per addetti antincendio (corso antincendio rischio alto) sono individuati tre gruppi di percorsi formativi in funzione della complessità dell’attività e del livello di rischio.

A titolo esemplificativo e non esaustivo si riporta un elenco di attività da considerare a rischio di incendio alto (di livello 3), aggiornato ai sensi dell’articolo 5, comma 2 del D.M. 2 settembre 2021 secondo quanto previsto nell’allegato III al decreto.

  • stabilimenti di «soglia inferiore» e di «soglia superiore» come definiti all’articolo 3, comma 1, lettere b) e c) del D.Lgs. 26 giugno 2015, n. 105;
  • fabbriche e depositi di esplosivi;
  • centrali termoelettriche;
  • impianti di estrazione di oli minerali e gas combustibili;
  • impianti e laboratori nucleari;
  • depositi al chiuso di materiali combustibili aventi superficie superiore a 20.000 m2;
  • attività commerciali ed espositive con superficie aperta al pubblico superiore a 10.000 m2;
  • aerostazioni, stazioni ferroviarie, stazioni marittime con superficie coperta accessibile al pubblico superiore a 5.000 m2; metropolitane in tutto o in parte sotterranee;
  • interporti con superficie superiore a 20.000 m2;
  • alberghi con oltre 200 posti letto;
  • strutture sanitarie che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero o residenziale a ciclo continuativo o diurno; case di riposo per anziani;
  • scuole di ogni ordine e grado con oltre 1000 persone presenti;
  • uffici con oltre 1000 dipendenti;
  • cantieri temporanei o mobili in sotterraneo per la costruzione, manutenzione e riparazione di gallerie, caverne, pozzi ed opere simili di lunghezza superiore a 50 metri;
  • cantieri temporanei o mobili ove si impiegano esplosivi.
  • stabilimenti ed impianti che effettuano stoccaggio di rifiuti, ai sensi dell’articolo 183, comma 1, lettera aa) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nonché operazioni di trattamento di rifiuti, ai sensi dell’articolo 183, comma 1, lettera s) del medesimo decreto legislativo; sono esclusi i rifiuti inerti come definiti dall’articolo 2, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36.

Attività a rischio di incendio medio (livello 2)

Rientrano in tale categoria di attività (corso antincendio rischio medio) i luoghi di lavoro compresi tra quelli soggetti ai controlli di prevenzione incendi (ora allegato I al D.P.R. 1° agosto 2011, n° 151) con esclusione delle attività di livello 3, nonché i cantieri temporanei e mobili ove si detengono ed impiegano sostanze infiammabili e si fa uso di fiamme libere, esclusi quelli interamente all’aperto

Attività a rischio di incendio basso (livello 1)

Rientrano in tale categoria di attività (corso antincendio rischio basso) quelle non presenti nelle fattispecie indicate ai precedenti punti e dove, in generale, le sostanze presenti e le condizioni di esercizio offrono scarsa possibilità di sviluppo di focolai e ove non sussistono probabilità di propagazione delle fiamme.

Idoneità tecnica degli addetti al servizio antincendio

L’accertamento di idoneità consiste in un questionario, una prova orale ed una prova pratica, e sarà effettuato da una commissione, nominata dal Direttore regionale dei vigili del fuoco competente per territorio.

Si riporta l’elenco dei luoghi di lavoro  ove si svolgono attività per le quali, ai sensi dell’articolo 5, comma 2 del D.M. 2 settembre 2021 (che ha aggiornato quello di cui all’allegato X al D.M. 10 marzo 1998), è previsto che i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, conseguano l’attestato di idoneità tecnica di cui all’articolo 3 del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 512.

  • stabilimenti di «soglia inferiore» e di «soglia superiore» come definiti all’articolo 3, comma 1, lettere b) e c) del D.Lgs. 26 giugno 2015, n. 105;
  • fabbriche e depositi di esplosivi;
  • centrali termoelettriche;
  • impianti di estrazione di oli minerali e gas combustibili;
  • impianti e laboratori nucleari;
  • depositi al chiuso di materiali combustibili aventi superficie superiore a 10.000 m2;
  • attività commerciali e/o espositive con superficie aperta al pubblico superiore a 5.000 m2;
  • aerostazioni, stazioni ferroviarie, stazioni marittime con superficie coperta accessibile al pubblico superiore a 5.000 m2; metropolitane in tutto o in parte sotterranee;
  • alberghi con oltre 100 posti letto; campeggi, villaggi turistici e simili con capacità ricettiva superiore a 400 persone;
  • strutture sanitarie che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero o residenziale a ciclo continuativo o diurno; case di riposo per anziani;
  • scuole di ogni ordine e grado con oltre 300 persone presenti;
  • uffici con oltre 500 persone presenti;
  • locali di spettacolo e trattenimento con capienza superiore a 100 posti;
  • edifici sottoposti a tutela ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, aperti al pubblico, destinati a contenere biblioteche ed archivi, musei, gallerie, esposizioni e mostre con superficie aperta a pubblico superiore a 1000 m2;
  • cantieri temporanei o mobili in sotterraneo per la costruzione, manutenzione e riparazione di gallerie, caverne, pozzi ed opere simili di lunghezza superiore a 50 m;
  • cantieri temporanei o mobili ove si impiegano esplosivi.
  • stabilimenti ed impianti che effettuano stoccaggio di rifiuti, ai sensi dell’articolo 183, comma 1, lettera aa) del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, nonché operazioni di trattamento di rifiuti, ai sensi dell’articolo 183, comma 1) del D.Lgs. 13 gennaio 2003, n. 36.