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Quesiti reazione al fuocoQuesiti reazione al fuoco

Quesiti Reazione Fuoco ( pdf): Quesiti e chiarimenti di prevenzione incendi relativi alla reazione al fuoco di materiali, arredi, prodotti da costruzione, ecc. [1]

La raccolta completa di circolari, note di chiarimenti e quesiti di interesse generale sui vari argomenti e attività di prevenzione incendi è scaricabile alla pagina Quesiti prevenzione incendi.

Sul testo Reazione al fuoco è raccolta la normativa di prevenzione incendi sulla reazione al fuoco, tra cui il DM 15 marzo 2005 e smi, sui requisiti di reazione al fuoco, il DM 10 marzo 2005 e smi sulla classificazione di resistenza al fuoco, il DM 26 giugno 1984, modificato dal DM 3 settembre 2001, che costituisce il primo decreto che ha stabilito norme, criteri e procedure per la classificazione di reazione al fuoco e l’omologazione dei materiali.

Il Codice di prevenzione incendi di cui al DM 3 agosto 2015 e smi, tratta la reazione al fuoco al Capitolo S.1.

 

Circolare DCPREV prot. n. 4367 del 23-03-2022

Applicazione della classificazione europea di reazione al fuoco a tutti i prodotti da costruzione.

 

Nota DCPREV prot. n. 11297 del 02-09-2020

Reazione al fuoco di materiali ed arredi e porte di piano degli ascensori.

[…] si forniscono di seguito alcuni indirizzi di carattere generale, rimandando al confronto con le strutture territoriali del C.N.VV.F. per una più ampia ed approfondita disamina delle questioni segnalate attuabile anche sulla base della documentazione tecnica a corredo delle singole concrete progettualità.

Premesso quanto sopra e con riferimento al capitolo S.1 del D.M. 3 agosto 2015 e s.m.i., si rappresenta che la tabella S.1-5 elenca puntualmente i materiali che necessitano di requisiti di reazione al fuoco, peraltro espressi in soli termini di classe italiana perché, non trattandosi di prodotti da costruzione, la classificazione europea è non applicabile [na].

Analogamente, preme sottolineare che i particolari requisiti di reazione al fuoco previsti da alcune Regole tecniche verticali (RTV) sono limitati ai soli materiali installati «nelle vie d’esodo verticali, percorsi d’esodo (es. corridoi, atri, filtri, …) e spazi calmi», per i quali, altrimenti, si applicherebbero i livelli di prestazione fissati dalla tabella S.1-2 in funzione dei criteri di attribuzione; per gli altri ambienti dell’attività si applica invece la tabella S.1-3.

Infine, relativamente alle caratteristiche di resistenza al fuoco delle porte di piano degli ascensori, si rappresenta come il capitolo V.3 del Codice detta indicazioni sui vani corsa degli ascensori in quanto ambiti dell’opera da costruzione.

Nell’adozione del livello di prestazione III della compartimentazione (capitolo S.3), il progettista dovrà anche verificare che la presenza di particolari ambiti o elementi impiantistico/costruttivi non inficino la prestazione richiesta; quindi, qualora le caratteristiche della macchina ascensore non garantiscano quanto previsto, si potrà far ricorso alle soluzioni alternative di cui al paragrafo S.3.4.2 del Codice o, più semplicemente, ad una rivisitazione progettuale dell’interfacciamento tra vano corsa ascensore e piani dell’opera da costruzione.

 

Nota DCPREV prot. n. 12637 del 26-09-2017

Quesito inerente la modalità di certificazione, ai fini della reazione al fuoco, di teli appoggiati su parquet lignei di impianti sportivi adibiti occasionalmente a manifestazioni di trattenimento o pubblico spettacolo.

[…] si rappresenta che i teli appoggiati su pavimentazioni sportive, destinati alla protezione delle stesse in caso di manifestazioni occasionali di trattenimento o pubblico spettacolo in impianti sportivi, debbono essere classificati ai fini della reazione al fuoco così come già previsto dalle note dell’ex Ispettorato insediamenti civili, commerciali, artigianali e industriali prott. P384/4139 del 4/4/1998 e P1059/4109 sott. 53 del 17/10/2000. In particolare, le citate note prevedono che i teli protettivi di cui trattasi debbano avere classe di reazione al fuoco non superiore ad 1 ed essere certificati nelle reali condizioni di impiego ai fini dell’omologazione (ossia appoggiati sulla pavimentazione prevista o presente in opera).

Premesso quanto sopra, ai fini del rilascio da parte dei Laboratori della certificazione necessaria per l’emissione di atti di omologazione di reazione al fuoco ai sensi dell’art. 8 del D.M. 26/6/1984 o, nelle fattispecie previste, per l’applicazione dell’art. 10 del medesimo decreto, si ritiene che i teli protettivi, quando non provati in abbinamento con la pavimentazione su cui essi saranno appoggiati, debbano essere testati con le stesse modalità previste per i pavimenti sopraelevati (rif. risoluzione n. 20 della raccolta delle risoluzioni di reazione al fuoco). Nello specifico, pertanto, i teli andranno sottoposti alle seguenti prove sperimentali privi di supporto incombustibile:

  • UNI 8457 (1987) e UNI 8457/A1(maggio 1996), piccola fiamma su singola faccia;
  • UNI 9174 (1987) e UNI 9174/Al (maggio 1996), pannello radiante;
  • UNI 9176 (gennaio 1998) metodo C, per la preparazione dei provini;
  • UNI 9177 (ottobre 1987), per la classificazione di reazione al fuoco.

Inoltre, dal momento che, in genere, i teli protettivi in oggetto non presentano alcuna differenziazione tra le superfici, si ritiene che trovi applicazione la chiosa della citata risoluzione n. 20 che indica nell’esecuzione della prova al pannello radiante, con esposizione nella posizione «soffitto», la corretta modalità di esecuzione del test.

Pertanto, i teli protettivi omologati in classe 1 di reazione al fuoco con l’impiego «PAVIMENTAZIONE SOPRAELEVATA», potranno essere considerati idonei all’impiego dai Comandi Provinciali VVF.

Parimenti, saranno considerati idonei all’impiego i pacchetti, costituiti da un telo protettivo appoggiato su una ben determinata pavimentazione, omologati in classe 1 di reazione al fuoco con l’impiego «PAVIMENTAZIONE» e con posa in opera «INCOLLATO SU SUPPORTO INCOMBUSTIBILE» o «AVVITATO SU SUPPORTO INCOMBUSTIBILE» o «CHIODATO SU SUPPORTO INCOMBUSTIBILE» a seconda dei casi.

 

Circolare DCPREV n. 1/2016 prot. n. 5212 del 18-04-2017

Marcatura CE di materassi antidecubito.

 

Lettera circolare DCPREV n. 1349 del 01-02-2017

Trasmissione dei certificati di reazione al fuoco ai sensi dell’art. 10 del d.M. 26/6/1984. Revisione della circolare DCPST/A5/n°489/sott. 3 del 26/2/2007.

 

Circolare DCPREV prot. n. 5623 del 04-05-2016

Certificazione di prova e omologazione di cuscini con caratteristiche di reazione al fuoco. Chiarimenti.

 

Circolare DCPREV n. 1/2016 prot. n. 2307 del 24-02-2016

Omologazione di materiali ai sensi del DM 26 giugno 1984.

 

Circolare prot. n. 5981 del 09-06-2009

Requisiti di reazione al fuoco dei materiali costituenti le condotte di distribuzione dell’aria degli impianti di condizionamento e ventilazione.

 

Nota prot. n. P1002/4122 sott. 32 del 31-10-2007

D.M. 26 agosto 1992 «Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica». Art. 3.1 «Reazione al fuoco dei materiali». Quesito.

[…] questo Ufficio concorda con il parere espresso da codesta Direzione Regionale.

__________
La Direzione ritiene che l’installazione di pavimentazioni in legno sia ammessa, anche per strutture di nuova costruzione, con le seguenti caratteristiche di reazione al fuoco:

  1. vie di esodo: classe di reazione al fuoco 1 (con il limite del 50 della superficie totale);
  2. altri ambienti: classe di reazione al fuoco 2;
  3. il secondo capoverso della lettera b) del punto 3.1 del decreto in argomento si ritiene che sia riferito alle condizioni per il mantenimento in opera di qualunque tipo di rivestimento in legno (indipendentemente dalle condizioni di posa in opera), con l’esclusione delle vie di esodo e dei laboratori [NdR].

 

Circolare n. 10 prot. n. DCPST/A2/3163 del 21-04-2005

D.M. 10 marzo 2005 …. Chiarimenti e primi indirizzi applicativi.

 

Circolare n. 9 MI.SA prot. n. P525/4122 sott. 56 del 18-04-2005

D.M. 15/03/2005 … – Chiarimenti e primi indirizzi applicativi.

 

Circolare n. 7 prot. n. DCPST/A5/1968/OM/9003 del 18-06-2004

DD.MM. 26/06/1984 e 03/09/2001 – Omologazione di mobili fissati, e non, agli elementi strutturali, realizzati con più materiali omogenei.

 

Circolare n. 22 del 24-11-2003

DD.MM. 26/06/1984 e 03/09/2001 – Omologazione di copriletti e coperte ai fini della reazione al fuoco.

 

Circolare n. 13 del 16-10-2002

DD.MM. 26/06/1984 e 03/09/2001 – Omologazione di divani-letto e poltrone­-letto ai fini della reazione al fuoco.

 

Nota prot. n. P891/4101 sott. 106/33 del 26-07-2000 (stralcio)

D.M. 19.6.1999 – D.M. 01.02.1986 – D.M. 30.11.1983 – D.M. 16.05.1987 – D.M. 12.04.1996 – Circ. n. 91/1961 e D.P.R. n. 246/1993 – Richiesta di chiarimenti.

[…] si forniscono di seguito i chiarimenti richiesti sulla base del pareri espressi al riguardo dal Comitato Centrale Tecnico Scientifico per la prevenzione incendi.

Quesito n. 1 – (punto 2.3.2 – D.M. 19/08/96 [NdR])

Si ritiene che, se il materiale da installare è dotato di certificato di reazione al fuoco e relativo atto di omologazione in cui alla descrizione della posa in opera è dichiarato «incollato (ovvero appoggiato) su supporto incombustibile», tale materiale deve essere installato su un supporto incombustibile che abbia almeno la stessa conduttività termica del cemento amianto. Sono pertanto da escludersi supporti quali lastre di alluminio o acciaio. […]

 

Nota prot. n. P1484-1322 del 04-02-2000 (stralcio)

Materiali di arredamento e/o rivestimento omologati ai fini della reazione al fuoco. Quesiti.

[…] si forniscono i seguenti chiarimenti: 

1) Il C.C.T.S. per la prevenzione incendi, esaminando nella riunione dell’8 luglio 1997 un quesito analogo, ha chiarito che i prodotti vernicianti ignifughi non possono esser impiegati sui sedili in legno dei locali di pubblico spettacolo. Resta confermata la possibilità di classificare i suddetti sedili lignei già in opera mediante la prova «ad hoc» di cui all’art. 10 del D.M. 26 giugno 1984.

2) La circolare n° 27 del 21 settembre 1985 avente per oggetto: «Caratteristiche non essenziali di omologazione nel campo della reazione al fuoco. Estensione delle omologazioni» stabilisce, tra l’altro, la procedura da seguire per la modifica di poltrone installate in attività soggette ai controlli di prevenzione incendi. Al riguardo si chiarisce che detta procedura, pur non essendo più applicabile all’adeguamento di mobili imbottiti esistenti, essendo scaduti i termini temporali transitori, deve considerarsi tuttora vigente per interventi di sostituzione di materiali imbottiti deteriorati di poltrone omologate già installate, nonché per il caso prospettato di trasformazione di sedili in legno in poltrone imbottite.

3) Nei locali di trattenimento e di pubblico spettacolo, le pavimentazioni in legno sono ammesse negli atri, nei corridoi, nei disimpegni, nelle rampe, nei passaggi e in generale nelle vie di esodo solo alle condizioni previste al punto 2.3.2, lettera a), del D.M. 19 agosto 1996; si condivide il parere di codesto Comando Provinciale VV.F. in merito alla possibilità di poter utilizzare in tutti gli altri ambienti pavimenti in legno non classificati purché questi siano stabilmente aderenti a strutture non combustibili o rivestiti con materiali di classe 0. Tale ultima prescrizione non è richiesta per la sala ed il palcoscenico.

4) Si concorda con l’avviso di codesti uffici circa l’applicazione del punto 2.3.2, lettera m), del D.M. 19 agosto 1996 per la pavimentazione in legno dell’area destinata all’attività sportiva quando la stessa venga utilizzata per manifestazioni occasionali.

5) Nel caso in cui l’area dell’impianto destinata all’attività sportiva, con pavimentazione in legno, venga utilizzata per manifestazioni occasionali a carattere non sportivo, è consentito il suo rivestimento con materiale protettivo purché lo stesso abbia classe di reazione al fuoco non superiore a 1, in analogia con quanto previsto al punto 2.3.2, lettera g), del D.M. 19 agosto 1996 per i materiali di rivestimento posti non in aderenza agli elementi costruitivi.

6) Alla luce della circolare n. 3 del 28 febbraio 1995 si ritiene che negli edifici scolastici sia consentita l’installazione di controsoffitti e di materiali di rivestimento anche non in aderenza agli elementi costruttivi purché abbiano classe di reazione al fuoco non superiore a 1 e siano omologati tenendo conto delle effettive condizioni di impiego anche in relazione alle possibili fonti di innesco. Quanto sopra trova riscontro anche nelle specifiche regole tecniche di prevenzione incendi per altre attività civili (alberghi, locali di pubblico spettacolo, impianti sportivi).

 

Nota prot. n. P1931-2278/4109 sott. 53 del 18-11-1996

Materiale in lastre per realizzazione condotte coibentate di ventilazione per riscaldamento – Quesito.

[…] si fa presente che, ove la norma prescriva materiali con classe di reazione al fuoco 0, non possono essere utilizzati materiali con doppia classificazione, anche se classificati in classe 01.

 

Circolare prot. n. 15580/4190 del 30-12-1993

Omologazione di serie di mobili imbottiti.

 

Circolare prot. n. 7949/4122 del 09-05-1989

Pilastri e travi in legno – Reazione al fuoco.

 

Circolare n. 17 MI.SA del 16-04-1987

Reazione al fuoco. Omologazioni ed estensioni delle omologazioni per i materiali omogenei prodotti in spessori e colori variabili.

 

Circolare n. 27 MI.SA prot. n. 19648/4190 del 21-09-1985

Caratteristiche non essenziali di omologazione nel campo della reazione al fuoco – Estensione delle omologazioni.

 

Circolare n. 39 prot. n. 23543/4101 sott. 120 del 22-11-1984

Certificazioni sulla classificazione di reazione al fuoco dei materiali. D.M. 26 giugno 1984.

 

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[1] Le note ministeriali di risposta a singoli quesiti di prevenzione incendi, sono di norma riferiti a casi specifici e, pur se non hanno alcuna efficacia vincolante o giuridica, possono costituire un utile riferimento nell’esame di casi analoghi. I pareri espressi ed i riferimenti presenti nel testo devono essere letti in relazione al periodo in cui sono stati emessi, tenendo conto dei vari aggiornamenti normativi succeduti nel tempo. Questo vale sia per quanto concerne le innovazioni previste dal nuovo regolamento di prevenzione incendi di cui al DPR 1° agosto 2011, n. 151 (in vigore dal 7 ottobre 2011), sia per le specifiche regole tecniche relative all’argomento che hanno aggiornato o sostituito le precedenti. I testi, i commenti, i chiarimenti e le informazioni contenute nella pubblicazione sono a cura dell’autore e non hanno carattere di ufficialità.