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Attività commerciali – testo coordinato

Attività commerciali testo coordinato di prevenzione incendi Ing. Mauro MaliziaAttività commerciali – testo coordinato del DM 27 luglio 2010 relativo alla regola tecnica di prevenzione incendi sulle attività commerciali, con vari chiarimenti e commenti.

La regola tecnica è stata aggiornata, insieme ad altre, dal DM 10 marzo 2020 relativo alle disposizioni di prevenzione incendi per gli impianti di climatizzazione inseriti nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, consentendo ove in precedenza era prevista solamente la possibilità di impiegare fluidi refrigeranti non infiammabili o non tossici, di utilizzare refrigeranti classificati A1 o A2L secondo la norma ISO 817. Si vedano a tal proposito anche i chiarimenti forniti con la nota DCPREV prot. n° 9833 del 22-07-2020.

Si fa presente che per le attività commerciali, in alternativa al DM 27 luglio 2010, è applicabile il “codice di prevenzione incendi” di cui al DM 3 agosto 2015 e s.m.i., facendo riferimento allo specifico capitolo V.8 introdotto dal DM 23 novembre 2018 (in vigore dal 2 gennaio 2019) e successivamente sostituito dal DM 14 febbraio 2020 (in vigore dal 5 aprile 2020).

Normativa precedente per attività commerciali

Il DM 27/7/2010 ha costituito la prima norma tecnica di prevenzione incendi specifica per le attività commerciali, adottata secondo quanto previsto dall’articolo 15 del D.Lgs 8 marzo 2006, n° 139.

Precedentemente per tali attività erano state emanate la circolare n° 75 del 3 luglio 1967 recante “Criteri di prevenzione incendi per grandi magazzini, empori, ecc.”, modificata successivamente dalla lettera circolare prot. n. 5210/4118/4 del 17 febbraio 1975. Queste circolari continuano comunque a disciplinare le attività preesistenti al 11 settembre 2010 (data di entrata in vigore del DM 27 luglio 2010) alle condizioni ivi indicate e continuano, altresì, a disciplinare le fattispecie espressamente indicate nel decreto.

Regolamento di prevenzione incendi

Con l’entrata in vigore il 7 ottobre 2011 del nuovo regolamento di prevenzione incendi di cui al DPR 1° agosto 2011, n° 151, i “locali di esposizione e/o vendita” sono stati ricompresi al punto 69 dell’allegato I al decreto. Inoltre, è stata stabilita una diversa formulazione rispetto al vecchio elenco del DM 16/2/1982, ove era compresa al n° 87. Si può evincere che rientrano tra le “attività soggette” (in linea con le precedenti risposte a quesiti o chiarimenti ministeriali) le fiere e quartieri fieristici. Invece, non rientrano tra le “attività soggette” (al contrario delle precedenti risposte a quesiti) le manifestazioni temporanee, di qualsiasi genere, che si effettuano in locali o luoghi aperti al pubblico.

Per quanto concerne i locali adibiti ad esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio, fiere e quartieri fieristici, con superficie lorda superiore 400 m2, questi sono individuati in maniera univoca attraverso i codici di attività 69.1.A (fino a 600 m2), 69.2.B (oltre 600 e fino a 1.500 m2) e 69.3.C (oltre 1500 m2) dell’allegato III al DM 7 agosto 2012. Al fine di rendere più chiara e univoca l’individuazione delle attività, il DM 7 agosto 2012 ha introdotto un numero crescente denominato “sottoclasse” associato a ulteriori classificazioni. Le attività vengono quindi individuate con un codice alfanumerico composto dal “numero attività/sottoclasse/categoria” che indicano: il numero dell’attività soggetta a controllo, dal numero 1 al numero 80; la sottoclasse, dal numero 1 fino a un valore che definisce in modo univoco tutte le varie possibilità; la categoria A, B o C dell’allegato I al DPR n° 151/2011.

Infine, in merito ai richiami alle vecchie attività elencate nel DM 16/2/1982, presenti nel testo, si vedano i chiarimenti forniti con nota DCPREV prot. n. 6959 del 21-05-2013.

Testi ufficiali

Il testo non ha carattere di ufficialità. I testi ufficiali sono pubblicati nelle Gazzette Ufficiali della R.I. Eventuali refusi o suggerimenti di rilevanza possono essere segnalati a mauro.malizia@vigilfuoco.it. Il testo ufficiale del DM 27/7/2010 è pubblicato sulla GU n° 187 del 12-08-2010.

Punto 69 dell’allegato I al DPR n° 151/2011

N.

Attività

Cat. A

Cat. B

Cat. C

69

(87)

Locali adibiti ad esposizione [1] e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio, fiere e quartieri fieristici, con superficie lorda superiore a 400 mq comprensiva dei servizi e depositi. Sono escluse le manifestazioni temporanee, [2][3] di qualsiasi genere, che si effettuano in locali o luoghi aperti al pubblico.

fino a 600 m2

oltre 600 e fino a 1.500 m2

oltre 1.500 m2

[1] Un acquario all’interno di un edificio ove la gente si sposta attraverso percorsi obbligati tra vasche di esposizione dei pesci, non è soggetto ai controlli di prevenzione incendi (punti 69 o 65 del DPR n° 151/2011) né ai controlli della Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, non trattandosi di attività di intrattenimento o spettacolo (Nota DCPREV prot. n. 9518 del 08-07-2011).

[2] Relativamente al concetto di temporaneità non è possibile procedere a una quantificazione in termini temporali. In generale per attività temporanee si possono intendere quelle caratterizzate da una durata breve e ben definita, non stagionali o permanenti, che ricorrano con cadenza prestabilita (Nota DCPREV prot. n. 5918 del 19-05-2015).

[3] Le attività accessorie quali depositi di GPL in bombole o serbatoi, centrali termiche, cucine, gruppi elettrogeni, ecc. il cui utilizzo è anch’esso temporaneo e legato alla manifestazione, non sono soggette a controllo di prevenzione incendi ai sensi del DPR n. 151/2011 (Nota DCPREV prot. n. 9131 del 28-07-2015).