Menu Chiudi

Vani degli ascensoriVani degli ascensori

Testo coordinato del DM 15 settembre 2005 relativo alle norme di prevenzione incendi per i vani degli ascensori  o impianti di sollevamento ubicati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi. In corsivo rosso sono riportati vari chiarimenti e commenti dell’autore.

Il decreto abroga e sostituisce con l’allegata regola tecnica tutte le precedenti disposizioni tecniche di prevenzione incendi impartite in materia. Inoltre, modifica i punti relativi agli ascensori, ascensori antincendio e montalettighe utilizzabili in caso di incendio delle regole tecniche di cui al DM 16 maggio 1987, n. 246 «edifici di civile abitazione», al DM 9 aprile 1994 «attività ricettive turistico-alberghiere» e al DM 18 settembre 2002 «strutture sanitarie».

La regola tecnica si riferisce ai vani degli impianti di sollevamento, i quali possono rappresentare una via preferenziale di propagazione dell’incendio e per questo motivo devono essere progettati in modo da limitare la propagazione dei prodotti della combustione nei vari ambiti collegati. In relazione alle pareti del vano di corsa la regola tecnica distingue tre tipi di impianti di sollevamento: in vano aperto, in vano protetto e in vano a prova di fumo. Ulteriori requisiti rispetto a questi ultimi definiscono inoltre gli ascensori in vani di corsa per ascensore antincendio e in vani di corsa per ascensore di soccorso.

Si fa presente inoltre che per le attività per quali si applica il «codice di prevenzione incendi» di cui al DM 3 agosto 2015 e s.m.i., si deve fare riferimento allo specifico capitolo V.3 – Vani degli ascensori. In generale, le suddette disposizioni di prevenzione incendi riguardano i vani degli ascensori per trasporto di persone e merci installati nelle attività soggette. Le prescrizioni tecniche o impiantistiche relative al macchinario e agli impianti di sollevamento sono rimandate alle norme tecniche di settore (UNI EN 81/72, UNI EN 81/73, ecc.). Per vani degli ascensori devono intendersi: i locali macchinario, i locali pulegge di rinvio; i vani di corsa; le aree di lavoro destinate agli impianti di sollevamento.

Normativa precedente

Prima dell’entrata in vigore del DM 15 settembre 2005 non esisteva una vera e propria regola di prevenzione incendi per i vani degli impianti di sollevamento. Il riferimento normativo per gli ascensori ed i montacarichi era costituito dal DPR 29 maggio 1963, n° 1497 recante «Approvazione del regolamento per gli ascensori ed i montacarichi in servizio privato» (GU n. 298 del 16 novembre 1963) che però tratta l’aspetto relativo ai requisiti di prevenzione incendi dei vani degli impianti di sollevamento in maniera generica.

Regolamento di prevenzione incendi

Con l’entrata in vigore il 7/10/2011 del nuovo regolamento di prevenzione incendi di cui al DPR 1° aprile 2011, n. 151, i «vani degli impianti di sollevamento…» non costituiscono più attività soggetta a controllo dei Vigili del fuoco in quanto non ricompresi nell’elenco dell’allegato I al decreto. Precedentemente erano ricompresi nel vecchio elenco del DM 16 febbraio 1982 al n. 95 «Vani di ascensori e montacarichi in servizio privato, aventi corsa sopra il piano terreno maggiore di 20 metri, installati in edifici civili aventi altezza in gronda maggiore di 24 metri e quelli installati in edifici industriali di cui all’art. 9 del decreto del Presidente della Repubblica 29 maggio 1963, n. 1497».

Si deve comunque tenere presente che il DM 15 settembre 2005 riguarda i «vani degli impianti di sollevamento ubicati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi» e quindi deve essere applicato, in questi casi, alle attività soggette di cui al DPR n. 151/2011.

A tal proposito, in merito ai richiami, specifici o generici, alle vecchie attività elencate nel DM 16 febbraio 1982 presenti nelle regole tecniche preesistenti all’entrata in vigore del DPR n. 151/2011, si vedano i chiarimenti forniti con nota DCPREV prot. n. 6959 del 21-05-2013.

Testi ufficiali

Il testo ufficiale del DM 15 settembre 2005 è pubblicato sulla GU n° 232 del 5 ottobre 2005.