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Quesiti Distributori carburanti

Quesiti Distributori carburanti ( pdf): Quesiti di prevenzione incendi relativi a impianti distribuzioni carburanti (liquidi, GPL, metano) per autotrazione, depositi e rivendite olii lubrificanti e di GPL in bombole presso l’impianto di distribuzione carburanti, titolare dell’attività e gestore, distributori presso linee ferroviarie, distributore di gasolio agricolo, locali vendita di merci varie, ecc.[1]

La raccolta completa di circolari, note di chiarimenti e quesiti di interesse generale sui vari argomenti e attività di prevenzione incendi è scaricabile alla pagina Quesiti prevenzione incendi.

Per distributori stradali di carburanti liquidi si applica la Circolare n. 10 del 10 febbraio 1969 altri riferimenti antincendio riportati nel D.M. 31 luglio 1934.

Per quanto concerne i contenitori distri­bu­tori rimovibili di carburanti liquidi fino a 9 m3 con pun­to d’infiam­mabilità superiore a 65 °C, si rimanda alle disposizioni del D.M. 22 novembre 2017 «Regola tecnica di prevenzione incendi per l’installazione e l’esercizio di contenitori-distributori, ad uso privato, per l’erogazione di carburante liquido di categoria C».

I distributori stradali di GPL sono regolamentati dal D.P.R. 24 ottobre 2003 n° 340. I distributori stradali di metano dal D.M. 24 maggio 2002 (con allegato sostituito dal D.M. 28/6/2002). I distributori stradali di idrogeno dal D.M. 23 ottobre 2018. Il gas naturale per autotrazione dal D.M. 30 aprile 2012.

Con l’entrata in vigore il 7 ottobre 2011 del nuovo regolamento di prevenzione incendi di cui al D.P.R. 1° agosto 2011, n° 151, gli «impianti di distribuzione di carburanti» sono stati ricompresi al punto 13 dell’allegato I al decreto.

 

Nota DCPREV prot. n. 7995 del 06-07-2013

Attività di rivendita in bombole di G.P.L. presso impianti stradali di distribuzione carburanti – Riscontro.

[…] fermo restando le competenze degli enti preposti all’autorizzazione amministrativa dell’attività in parola, si ritiene che la possibilità di ubicare depositi e rivendite di GPL in bombole con quantitativi complessivi non superiori a 500 kg prevista dalle lettere circolari P522/4113 sott. 87 del 20/04/2007 e prot. n. 7588/4106 del 06/05/2010, possa essere ammessa anche per gli impianti di distribuzione di soli carburanti liquidi nel rispetto delle misure di sicurezza, inclusi gli obblighi connessi con l’esercizio, previste dalle vigenti normative di prevenzione incendi per le diverse attività pericolose presenti.

 

Nota DCPREV prot. n. 8820 del 20-06-2013

Attività n. 74 e n. 13 dell’Allegato I al D.P.R. 1° agosto 2011 n. 151.

[…] Inoltre si rappresenta che, ai fini dell’assoggettabilità degli impianti fissi di distribuzione carburanti, gli stessi sono ascrivibili alle categorie B o C del D.P.R. 151/11 in relazione alle caratteristiche dei carburanti liquidi classificati come indicato nel Titolo II del D.M. 31/07/1934.

 

Nota DCPREV prot. n. 9519 del 19-07-2012

Richiesta parere su caratteristiche del pozzetto di contenimento da realizzare sopra il passo d’uomo dei serbatoi interrati.

[…] si rappresenta che l’indicazione normativa del punto 64 del D.M. 31/07/1934 che recita «I passi d’uomo, devono essere racchiusi in un pozzetto in muratura a pareti impermeabili, coperto da chiusino, provvisto di serratura a chiave» non è stata oggetto di modifica. È utile rammentare inoltre, che in data 22 settembre 2000 l’ex Ispettorato insediamenti civili, commerciali, artigianali e industriali, con nota prot. n. P1030/4113 sott. 149 si è espresso, anche su conforme parere del Comitato Tecnico Scientifico per la prevenzione incendi, ritenendo ammissibile l’utilizzo presso gli impianti di distribuzione carburanti, in aree non carrabili, di pozzetti di contenimento installati sopra il passo d’uomo dei serbatoi realizzati in polietilene ad alta densità e muniti di coperchi realizzati con lo stesso materiale.

Si rammenta infine che, qualora l’attività presenti caratteristiche tali da non consentire l’integrale osservanza della regola tecniche di prevenzione incendi vigente, l’interessato può presentare al Comando istanza di deroga al rispetto della normativa antincendio ai sensi dell’art. 7 del d.P.R. 151/11.

 

Nota DCPREV prot. n. 14851 del 11-11-2011

Richiesta in merito alle tecnologie ed alle modalità di prova di tenuta idraulica periodica nei serbatoi e nelle tubazioni presenti negli impianti di distribuzione di prodotti petroliferi per uso autotrazione (distributori stradali di gasoli e benzine). Riscontro.

[…] si rappresenta che:

  1. per i serbatoi esistenti, privi del sistema di rilevamento in continuo, in analogia a quanto stabilito dal D.M. 29/11/2002 per le nuove installazioni e nello spirito sotteso dall’abrogato art. 11 del D.M. 24/05/1999 n. 246, si ritiene auspicabile una verifica di tenuta da effettuarsi ogni anno; corre l’obbligo evidenziare che tale previsione tuttavia, attiene le competenze dell’autorità preposta alla tutela dell’ambiente. Le modalità di prova per i controlli in argomento ed i relativi requisiti richiesti devono essere riferibili a metodi riconosciuti a livello internazionale o nazionale, quali ad esempio, quelli riportati nei Manuali UNICHIM “Prove di tenuta sui serbatoi interrati”, nel rispetto delle condizioni di applicabilità ed eventuali limitazioni ivi indicate;
  2. i serbatoi interrati, nelle nuove installazioni devono essere progettati ed installati in conformità alla regola dell’arte applicabile ed assicurare gli obiettivi di sicurezza indicati all’art. 2 comma 1 del D.M. 29/11/2002 ed essere al contempo realizzati nelle tipologie costruttive dettagliatamente descritte al comma 2 dello stesso articolo. Considerato che le modalità costruttive adottate, in applicazione del D.M. 29/11/2002, per i serbatoi di nuova installazione negli impianti di distribuzione carburanti, assicurano il conseguimento dell’obiettivo di sicurezza che era sotteso dalla prova di tenuta in pressione dei serbatoi prevista dal decreto del 1934, si ritiene che detta prova possa essere omessa al momento dell’installazione di detti serbatoi e non più ripetuta nel tempo. Resta comunque fermo il rispetto delle indicazioni normative di cui all’art. 3 del D.M. 29/11/2002;
  3. per quanto concerne la certificazione delle apparecchiature adottate per l’esecuzione delle prove, essendo le stesse utilizzate in atmosfera potenzialmente esplosiva, devono essere dotate di marcatura CE e da quant’altro richiesto da D.P.R. 126/1998.

 

Nota DCPREV prot. n. 2731 del 28-02-2011

Distributori di pellets in area di pertinenza di distributori stradali di carburante.

Con riferimento alla richiesta di chiarimenti …, si fa tenere copia della nota pervenuta dall’Area VII della D.C.P.S.T.

Parere dell’Area VII della D.C.P.S.T.: Con riferimento … si concorda con il parere espresso dal Comandante …

__________
Parere del Comando condiviso dalla Direzione:
… quesito inerente alla possibilità di collocare all’interno delle aree di servizio stradali per la distribuzione dei carburanti, degli appositi distributori automatici costituiti da un contenitore di metallo e policarbonato per la distribuzione di pellets e simili.
Il quantitativo massimo di materiale in deposito nel distributore automatico è di circa 200 kg, mentre la scorta tenuta all’interno dei locali magazzino dell’impianto di distribuzione dei carburanti è di circa 600 kg.
L’istanza è volta a conoscere se tale installazione e il deposito di scorta del materiale ligneo, sebbene non ricompreso nell’allegato al D.M. 16 febbraio 1982, comporti una modifica al certificato di prevenzione incendi già rilasciato nonché se vi sono particolari misure di prevenzione incendi.
È parere del Comando che tale apparecchiatura, se gestita dal gestore dell’impianto di carburanti, sia posta ad una distanza di sicurezza interna fissata dalla regola tecnica di riferimento (D.M. 31 luglio 1934 per le benzine e gasoli, D.M. 24 maggio 2002 per il gas metano, D.P.R. 24 ottobre 2003, n° 340 per il GPL), fatto salvo lo sgancio in emergenza dell’impianto elettrico congiunto a quello dell’impianto di distribuzione del carburante.
Il deposito di combustibile ligneo all’interno dei locali magazzino facenti parte della stessa attività di distribuzione carburanti sia collocato in apposito locale adeguatamente aerato e separato con strutture REI 120 da altri locali non pertinenti (es. deposito di oli lubrificanti e/o piccole officine).
Infine, in considerazione che tale installazione non costituisce di per sé attività elencata nel D.M. 16 febbraio 1982, il certificato di prevenzione incendi in essere rimane valido fino a che non vengono alterate le condizioni di sicurezza ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. n. 37/98.
La predetta apparecchiatura, inoltre, dovrà essere oggetto di specifica valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs 81/2008, mentre si ritiene opportuno che agli atti del fascicolo di prevenzione incendi sia acquisita apposita relazione ed elaborato grafico a firma di professionista abilitato attestante il rispetto delle distanze di sicurezza previste caso per caso dalla normativa vigente e per l’aggiornamento del certificato di prevenzione incendi alla sua normale scadenza relativamente alle parti «sostanze che presentano pericolo di incendio» [NdR].

 

Nota prot. n. P73 del 29-01-2009

Impianto distribuzione stradale carburanti contiguo a locale vendita merci varie con superficie superiore a 200 mq. Circolare M.I. dell’11 ottobre 1988, n. 17.

Si fa riferimento alle note indicale a margine, concernenti l’oggetto, per osservare come, per il caso rappresentato, non appare cogente la Circolare del Ministero dell’Interno dell’11 ottobre 1988, n. 17 emanata per individuare le attività indicate genericamente nella circolare 10 del 1969 come “motel, bar, ristoranti, ecc.” esistenti nell’ambito della stazione di rifornimento. Tuttavia, seppure il locale adibito alla vendita di merci varie non faccia parte della stazione di rifornimento, si ritiene che le distanze di sicurezza indicate nelle suddette circolari costituiscano un valido rifermento nel caso di installazione di nuovi distributori, congiuntamente al rispetto delle eventuali limitazioni imposte da regolamenti edilizi comunali.

__________
Il quesito è relativo ad un impianto costituito da un singolo erogatore multiprodotto (MPD) monofacciale a 4 pistole erogante carburanti e collegato a n. 4 serbatoi interrati.
La suddetta colonnina per carburanti risulta installata su apposto basamento su area di proprietà comunale in concessione ad 1,85 metri dal fabbricato [NdR].

 

Nota prot. n. P24/4113 sott. 149 del 03-07-2007

Distributore di gasolio agricolo.

[…] si concorda con il parere fornito da codesta Direzione Regionale.

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Il quesito è relativo all’assoggettabilità di un serbatoio interrato di gasolio agricolo con capacità inferiore a 25 mc ad uso di azienda svolgente attività di lavori agricoli meccanizzati conto terzi. L’impianto risulta compreso al punto 18 dell’elenco allegato al D.M. 16 febbraio 1982, in quanto:

  • l’esenzione della richiesta di certificato di prevenzione incendi per distributori di carburanti ad uso agricolo o l’eventuale classificazione come deposito di carburante ai sensi della lettera circolare P322/4113 del 9 marzo 1998 riguarda i contenitori-distributori mobili conformi al D.M. 19 marzo 1990;
  • il serbatoio non può essere considerato semplice deposito di gasolio in quanto dotato di dispositivo di erogazione [NdR].

 

Lettera circolare prot. n. 7203 del 01-07-2009

D.M. 29/11/2002: caratteristiche tubazioni interrate in impianti distribuzione carburanti.

 

Lettera circolare prot. n. P325/4113 sott. 87 del 14-03-2006

Impianti fissi di distribuzione di benzina, gasolio e miscele per autotrazione ad uso pubblico e privato con o senza stazione di servizio comprendenti depositi e/o rivendite di olii lubrificanti e simili per capacità superiore ad 1 mc. – Validità del Certificato di Prevenzione Incendi.

 

Nota prot. n. P771/4113 sott. 149 del 13-10-2005

Distributori stradali di carburanti. Quesito.

[…] si conferma la validità sia del D.M. 29 novembre 2002 sia del D.M. 31 luglio 1934, art. 64. Pertanto, i serbatoi interrati di cui al D.M. 29 novembre 2002, devono essere costruiti in modo da osservare anche la profondità di interramento indicata dal citato art. 64.

 

Nota prot. n. 4492 del 01-06-2005

Distributori di carburante con dispositivo elettronico per l’identificazione degli automezzi, installato sulla pistola erogatrice.

[…] si comunica che con il recepimento della Direttiva 94/9/CE ATEX è stata superata, a partire dal 1° Luglio 2003, l’approvazione di tipo prevista dal Decreto Ministeriale 31 Luglio 1934 Titolo I – punto XVII per gli apparecchi e sistemi di protezione destinati ad essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva, nonché per i dispositivo necessari o utili per il funzionamento sicuro degli stessi, installati al di fuori di dette atmosfere.

Resta inteso che per i suddetti apparecchi, sistemi di protezione e dispositivo si dovranno comunque osservare tutte le prescrizioni previste delle leggi, regolamenti e direttive a questi applicabili.

Si soggiunge, inoltre, per utile informazione che è in corso di emanazione un decreto del Ministero dell’Interno recante “Requisiti degli apparecchi, sistemi di protezione e dispositivi utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva, ai sensi della Direttiva 94/9/CE, presenti nelle attività soggette ai controlli antincendio”, che potrà fornire ulteriori chiarimenti sull’argomento.

 

Nota prot. n. P379/4113 sott. 149 del 08-07-2004

Adeguamento degli erogatori di benzina, per uso marina ed aviazione, alla legge n° 413/97. Quesito.

[…] si condividono le considerazioni del Comando … circa la necessità che i distributori in argomento vengano dotati dei dispositivi di recupero dei vapori in virtù delle disposizioni contenute nel D.L.gs 626/94.

 

Nota prot. n. P716/4113 sott. 149 del 21-06-2004

Realizzazione impianti di adduzione prodotti petroliferi.

[…] in merito alle modalità di realizzazione degli impianti di adduzione dei prodotti petroliferi, questo Ufficio concorda con il parere espresso da codesta Direzione Regionale. 

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Al riguardo si ritiene di confermare che la prescrizione prevista al punto 4, lett. b) del D.M. 29 novembre 2002 (incamiciatura delle tubazioni o sistema equivalente al fine di garantire il recupero di eventuali perdite) riguarda unicamente le tubazioni interrate funzionanti in pressione [NdR].

 

Nota prot. n. P1013-P1109/4113 sott. 149 del 23-10-2003

Distributori fissi marini di benzina e gasolio.

[…] si fa presente che questo Ufficio concorda con il parere espresso al riguardo dalla Direzione regionale in indirizzo. Anche gli impianti per la distribuzione di carburanti per natanti, infatti, allorché caratterizzati da serbatoi fissi collegati a colonnine erogatrici fisse, sono ricompresi nella fattispecie degli impianti di cui al punto 18 dell’elenco allegato al D.M. 16 febbraio 1982.

 

Nota prot. n. P737/4113 sott. 170 del 12-08-2003

Depositi di gasolio rientranti fra le attività di cui al p.to 15 o al p.to 18 del D.M. 16 febbraio 1982.

[…] nel confermare quanto contenuto nella nota prot. n. P896/4113 sott. 170 del 2 ottobre 2002, si concorda con il parere espresso da codesto Ufficio nella nota indicata a margine.

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Il parere ministeriale prot. n. P896/4113 sott. 170 del 2 ottobre 2002 ha carattere generale in quanto pone il discrimine fra serbatoi fissi o serbatoi mobili e non fra esistenza o mancanza di sistema di misurazione dell’erogato.
Sulla base, quindi, del citato parere potrebbe configurarsi attività n. 18 anche a prescindere dall’esistenza del sistema di misurazione dell’erogato [NdR].

 

Nota prot. n. P829/4113 sott. 119 del 31-07-2003

Normativa di prevenzione incendi da applicare ai serbatoi a servizio degli impianti di distribuzione carburanti liquidi. Chiarimenti.

[…] si forniscono i seguenti chiarimenti.

Per i serbatoi interrati di nuova installazione, destinati allo stoccaggio di carburanti liquidi per autotrazione presso gli impianti di distribuzione, si applicano le disposizioni emanate con decreto del Ministero dell’Interno 29 novembre 2002.

Per i serbatoi preesistenti, restano in vigore le disposizioni di prevenzione incendi precedentemente emanate, con particolare riguardo a quelle di cui al D.M. 31 luglio 1934 e successive modifiche ed integrazioni.

L’intervenuta abrogazione del D.M. dell’Ambiente 24 maggio 1999, n. 246, fa decadere l’obbligo di osservarlo, fermo restando che gli adeguamenti operati in conformità al medesimo non inficiano, ai fini della sicurezza antincendio, la regolarità delle installazioni, purché non in contrasto con la richiamata normativa oggi in vigore.

 

Lettera circolare prot. n. P1517/4113 sott. 87 del 26-11-2002

Impianti di distribuzione stradale di carburanti liquidi per autotrazione – Sostituzione di carburanti di categoria “A” con carburanti di categoria “C” – Chiarimenti sulle procedure da attuare ai sensi delle vigenti disposizioni di prevenzione incendi.

 

Nota prot. n. P896/4113 sott. 170 del 02-10-2002

Depositi di gasolio rientranti fra le attività di cui al p.to 15 o di cui al p.to 18 del D.M. 16 febbraio 1982.

Si concorda con il parere espresso da codesto Ispettorato in merito al quesito …

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Il quesito è volto all’individuazione delle attività soggette relativamente al caso di serbatoi installati fuori terra a servizio di un’azienda agricola, di capacità complessiva inferiore a 25 mc (in particolare n. 2 serbatoi fuori terra della capacità geometrica rispettivamente pari a 3 e 5 mc) dotati di dispositivi per l’erogazione del gasolio a caduta e utilizzati per il rifornimento degli automezzi dell’impresa agricola.
L’Ispettorato concorda con determinazioni assunte dal Comando, per quanto riguarda i depositi fissi, mentre ritiene che i depositi mobili rientrino al punto 15 del D.M. 16 febbraio 1982. Il Comando, in analogia a quanto previsto per i contenitori distributori mobili di cui al D.M. 10.3.90, ritiene che:

  • qualora il gasolio venga utilizzato per autotrazione presso aziende agricole, cave, cantieri ovvero stabilimenti industriali o artigianali ed in generale per uso privato, indipendentemente dalla capacità geometrica del deposito, si configura l’att. n.18 del D.M. 16.2.82; in tal caso occorre applicare la normativa di sicurezza in vigore per i distributori di liquidi infiammabili/combustibili per autotrazione uso pubblico (interramento serbatoi dispositivi di sicurezza, apparecchiatura di aspirazione/spinta per erogazione, ecc.);
  • qualora il gasolio venga destinato ad altri usi, l’attività svolta è quella di deposito e, qualora la capacità volumetrica complessiva dei serbatoi superi i 0.5 mc (uso industriale e /artigianale) ovvero 25 mc (uso industriale, artigianale, agricolo e privato), si configura l’att. 15 del D.M. 16 febbraio 1982; resta inteso che anche nel caso in cui il quantitativo di liquido infiammabile/combustibile detenibile sia inferiore ai predetti limiti, il titolare dell’attività è tenuto, sotto la propria responsabilità, al rispetto della vigente norma va di sicurezza (bacino di contenimento di capacità pari ad almeno 1/4 del volume dei serbato tubo di equilibrio, messa a terra, ecc.) [NdR].

 

Nota prot. n. P1132/4101 sott. 106/66 del 05-08-2002

Quesito – Impianti di distribuzione di kerosene a servizio di elisuperfici.

[…] si conferma che la tipologia di impianto in argomento non rientra fra le fattispecie previste dal punto 18 del D.M. 16 febbraio 1982. Si fa comunque presente che gli impianti in oggetto debbono essere realizzati in conformità alle vigenti disposizioni tecniche di prevenzione incendi applicabili.

 

Nota prot. n. P848/4113 sott. 149 del 26-07-2002

Quesito sulla distanza di sicurezza dei distributori di carburanti dai fabbricati carcerari.

[…] considerato che la limitazione prevista dal punto 8 della circolare 10 febbraio 1969, n. 10 appare di tipo valutativo più che prescrittivo, si concorda con l’avviso di codesto Comando circa la possibilità, per il caso di specie, di adottare in analogia la distanza stabilita dalle vigenti disposizioni di prevenzione incendi che regolamentano i distributori di g.p.l. o gas naturale per autotrazione.

 

Nota prot. n. P268/4113 sott. 125 del 13-03-2002

Attività n° 18 del D.M. 16 febbraio 1982. – Impianti distribuzione carburanti per autotrazione totalmente automatizzati. – Quesito.

[…] nel richiamare la Lettera circolare prot. n. P1332/4113 sott. 87 datata 15 novembre 1999 avente per oggetto “Impianti di distribuzione carburanti per autotrazione completamente automatizzati e non presidiati – Ammissibilità ai fini della prevenzione incendi”, si concorda con il parere espresso da codesto Ispettorato regionale VVF …

__________
L’approvazione dei progetti è subordinata all’osservanza delle specifiche disposizioni tecniche di prevenzione incendi (in questo caso la lettera circolare prot. n. P1332/4113 sott. 87 del 15 novembre 1999) o, in mancanza, all’osservanza dei criteri tecnici di sicurezza ai fini della prevenzione incendi, che ciascun Comando riterrà opportuno applicare [NdR].

 

Nota prot. n. P76/4113 sott. 149 del 29-01-2002

Quesito – Distributori stradali di carburanti contigui a locali vendita di merci varie – Circolare n. 17 dell’11 ottobre 1988.

[…] si concorda con il parere espresso da Codesto Ispettorato Regionale VV.F. in merito al caso specifico rappresentato, ritenendo che eventuali difformità rispetto al dettato della Circ. n. 17 dell’11.10.88, potranno essere autorizzate unicamente facendo ricorso alla procedura di deroga di cui all’art. 6 del D.P.R. n. 37/98.

__________
Deve essere applicata la Circolare n. 17 dell’11 ottobre 1988, nonostante il modesto esubero di superficie eccedente i prescritti 200 m2, tra l’altro utilizzati quale deposito scorta merci.
Il quesito chiedeva specificamente se un locale, composto da un ambiente a livello del piano stradale di mq 191.54 destinato a superficie commerciale e da un soppalco di mq. 37.25 destinato a deposito senza soluzione di continuità col primo, rientri o meno nelle limitazioni previste dalla Circolare n. 17 MI.SA. (88) 10 dell’11 ottobre 1988, essendo la distanza minima dalle colonnine di erogazione carburanti pari a circa 6.70 m [NdR].

 

Lettera circolare prot. n. P80/4112 sott. 53 del 23-01-2002

Annullamento del decreto del Ministro dell’Ambiente n° 246/1999 recante norme concernenti i requisiti tecnici per la costruzione, l’installazione e l’esercizio di serbatoi interrati – Precisazioni sugli impianti di distribuzione stradale di carburante.

 

Lettera circolare prot. n. P1396/4113 sott. 87 del 18-12-2001

Eliminazione della benzina con piombo quale carburante per autotrazione – Precisazioni in materia di prevenzione incendi.

 

Nota prot. n. P1362/4113 sott. 149 del 11-12-2001

Modifiche su impianti distribuzioni carburanti per autotrazione (Att. n. 18 del D.M. 16 febbraio 1982). Procedure da attuare ai sensi del D.P.R. 12 gennaio 1998, n. 37. – Risposta a quesito.

[…] si richiama in generale la disposizione dell’art. 5, comma 3, del D.P.R. 37/1998. La citata disposizione prevede che, per ogni modifica degli impianti in oggetto indicati, la quale comporti una alterazione delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio, l’interessato è tenuto ad avviare nuovamente le procedure di cui agli articoli 2 e 3 del D.P.R. 37/1998 (esame progetto e sopralluogo per rilascio di un nuovo Certificato di prevenzione incendi).

Premesso quanto sopra, e fatto salvo quanto già chiarito con lettera-circolare P687/4113 sott. 87 del 22 giugno 1999 in merito alla installazione di sistemi di recupero vapori, le modifiche presso gli impianti in questione per le quali è necessario avviare le procedure del citato art. 5, comma 3, sono da correlare a:

  1. incremento di stoccaggio di carburanti;
  2. sostituzione di carburanti di categoria C con pari quantitativo di categoria A;
  3. installazione di nuovi erogatori;
  4. realizzazione di nuove strutture e locali a servizio dell’impianto.

Per i casi non ricadenti tra quelli sopra menzionati[*], si ritiene sufficiente una comunicazione al Comando VV.F., corredata da idonea documentazione tecnica.

__________
Il quesito è relativo alle frequenti richieste o comunicazioni, da parte di gestori di impianti di distribuzione carburanti, relative a modifiche di diversa natura inerenti ad impianti già in possesso di certificato di prevenzione incendi quali, ad esempio: installazione di attrezzature relative a “POS gestionali”, inversioni prodotto, sostituzione erogatori, ecc.
Tali interventi pur non potendo essere considerati quali modifiche sostanziali tali da prevedere l’obbligo di avviare nuovamente le procedure di prevenzione incendi ai sensi del D.P.R. n. 37/98, tuttavia comportano, a carico del Comando, oneri vari conseguenti all’acquisizione, successivo esame della documentazione ed aggiornamento del C.P.I., ecc.
Il quesito chiede di chiarire se tali procedimenti debbano essere considerati servizi a pagamento, con oneri a carico del richiedente, in analogia con quanto previsto per la procedura di rinnovo del C.P.I. La risposta ministeriale, oltre a definire quali sono le modifiche per le quali è necessario avviare nuovamente le procedure di cui agli articoli 2 e 3 del D.P.R. n. 37/1998 (esame progetto e sopralluogo per rilascio di un nuovo Certificato di prevenzione incendi), chiarisce che per gli altri casi è sufficiente una comunicazione al Comando VV.F., corredata da idonea documentazione tecnica, senza oneri a carico dell’interessato [NdR].

[*] Con nota prot. n. P691/4106/1 sott. 39 del 13-08-2007 (riportata di seguito) relativa alle procedure da attuare ai sensi del D.P.R. 12 gennaio 1998, n. 37 per modifiche su impianti di distribuzione stradale di g.p.l. per autotrazione, si è chiarito che le procedure del D.P.R. n. 37/98 (richiesta di parere di conformità sul progetto e successivo rilascio del Certificato di prevenzione incendi) devono essere applicate anche nei casi in cui siano previste sostituzioni dei serbatoi con altri nuovi di pari capacità [NdR].

 

Nota prot. n. P165/4112 sott. 53 del 20-03-2001

D.M. 246/99 – Tubazioni funzionanti in pressione.

[…] e concordando con il parere espresso al riguardo dall’Ispettorato Interregionale …, si ritiene che le tubazioni di carico dei serbatoi interrati ricadenti nel campo di applicazione del D.M. 246/1999,[*] non siano da considerarsi quali tubazioni funzionanti in pressione.

__________
In linea generale e fatti salvi casi singolari, le tubazioni di carico dei serbatoi non possono essere considerate quali tubazioni funzionanti in pressione, dal momento che la sovrapressione generatasi nelle operazioni di carico risulta in generale di poco superiore alla pressione di esercizio del serbatoio e comunque entro i valori di progetto dell’impianto [NdR].

[*] Il Decreto del Ministro dell’Ambiente n. 246 del 24 maggio 1999 è stato annullato con sentenza della Corte Costituzionale [NdR].

 

Nota prot. n. P1363/4101 sott. 106/27 del 10-01-2001

Deposito oli minerali per uso industriale in ambito officine manutenzione rotabili ferroviari.

[…] Ai sensi dell’art. 33 della legge 26 aprile 1974, n° 191, e del pronunciamento del Consiglio di Stato del 20 settembre 1995, per le attività e gli impianti di stretta pertinenza ferroviaria ricompresi nel D.M. 16 febbraio 1982, le Ferrovie dello Stato sono tenute a richiedere il parere del competente Comando Provinciale VV.F. ma non il rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi, essendo direttamente responsabili dell’osservanza della vigente normativa di prevenzione incendi. Ciò premesso, per il caso specifico rappresentato, si ritiene che per depositi di oli lubrificanti utilizzati per la manutenzione dei mezzi, vadano applicate le disposizioni relative ai depositi di oli minerali di cui al D.M. 31 luglio 1934 e successive modifiche ed integrazioni, mentre i depositi di gasolio per il rifornimento dei locomotori Diesel siano assimilabili a distributori di carburanti e come tali debbano osservare le relative norme tecniche ai fini della sicurezza antincendio.

In particolari l’erogatore deve essere di tipo approvato dal Ministero dell’Interno e per quanto attiene le caratteristiche dei serbatoi interrati occorre fare riferimento al decreto del Ministero dell’Ambiente n° 246/99 che tra l’altro, limita a 50 m3 la capacità dei singoli serbatoi facenti parte del deposito.

Si precisa inoltre che il citato D.M. 31 luglio 1934 prescrive una distanza di sicurezza esterna di 20 m tra le rotaie delle linee ferroviarie e il perimetro dei serbatoi, pertanto detto disposto non trova applicazione al caso in specie.

Infine si ritiene che non siano riferibili al caso in specie le norme di tipo amministrativo di cui al D.P.C.M./89 e al D.Lgs. n. 32/98; in ogni caso su tale specifico aspetto potrà essere acquisito il parere del Ministero dell’Industria, Commercio e Artigianato, competente in materia.

 

Nota prot. n. P1158/4101 sott. 106/27 del 01-12-2000

Quesito – Distributore carburanti presso stazione ferroviaria – Art. 41 del D.M. 31 luglio 1934.

[…] si precisa che il disposto di cui all’art. 41 del D.M. 31 luglio 1934, che prevede una distanza di 20 m tra le rotaie delle linee ferroviarie ed il perimetro di serbatoi di oli minerali, non è applicabile al caso in specie trattandosi di distanze di sicurezza esterna. Peraltro questo Ufficio ha di recente fornito chiarimenti direttamente alle Ferrovie dello Stato S.p.A. – Unità Tecnologie Materiale Rotabile – sull’argomento di che trattasi con nota prot. n. P1158/4101 sott. 106/27 del 1° dicembre 2000 che, per opportuna conoscenza, si allega in copia.

 

Nota prot. n. P155/4113 sott. 149 del 14-03-2000

Quesito. – Sistema riconoscimento veicoli denominato “Euro Shell Monitor”.

II sistema proposto dalla Shell Italia Spa per l’identificazione automatica dei veicoli da installare nei distributori di carburanti è soggetto all’applicazione della procedura di approvazione prevista dall’art. 2 del D.M 24 febbraio 1995 in quanto presenta soluzioni tecniche innovative. A tale scopo questo Ufficio ha provveduto ad acquisire il parere tecnico del Centro Studi ed Esperienze, comunicato con nota n. 2945 del 28 febbraio 2000, che quanto prima sarà sottoposto alla valutazione del Comitato Centrale Tecnico Scientifico per la prevenzione incendi. Pertanto, in attesa dell’atto finale di approvazione da parte del Ministero dell’Interno non è consentita l’installazione del dispositivo di che trattasi.

Si ritiene infine che l’introduzione del sistema di identificazione automatica dei veicoli, trattandosi di dispositivo approvato, non costituisce una modifica sostanziale dell’impianto esistente ai fini dell’applicazione ai quanto disposto dall’art. 5, comma 3 del D.P.R. n° 37/98. In ogni caso detta modifica va notificata al Comando Provinciale VV.F., allegando alla richiesta la relativa documentazione tecnica (approvazione di tipo, dichiarazione di corretta installazione).

__________
Sistema di identificazione automatica dei veicoli: non costituisce modifica sostanziale [NdR].

 

Lettera circolare prot. n. P1332/4113 sott. 87 del 15-11-1999

Impianti distributori carburanti per autotrazione completamente automatizzati e non presidiati. Ammissibilità ai fini della prevenzione incendi.

 

Lettera circolare prot. n. P687/4113 del 22-06-1999

Installazione di sistemi di recupero vapori presso impianti di distribuzione carburanti già esistenti. Chiarimenti in merito agli adempimenti di prevenzione incendi.

 

Lettera circolare n. P1113/4101 del 31-07-1998

Titolare dell’attività soggetta a rilascio del certificato di prevenzione incendi non coincidente con il gestore della stessa. Chiarimenti sugli adempimenti procedurali di prevenzione incendi.

 

Nota prot. n. P139/4113 sott. 125 del 03-07-1998

Impianti distributori carburanti autostradali – Installazione erogatori multiprodotto collegati a “pos gestionali”.

[…] in ordine alle installazioni di cui all’oggetto, lo scrivente Ufficio non può che rinviare a quanto già segnalato al riguardo con la nota che si allega in copia (vedi Nota prot. n. P1113/4113 sott. 87 del 26-05-1997 [NdR]).

Per quanto concerne, poi, le osservazioni espresse dal Comando … al Ministero dell’Industria D.G.F.E.I.B. Div. X in esito alle autorizzazioni provvisorie e da quest’ultimo concesse ad alcune Società petrolifere ai fini dell’installazione e dell’esercizio delle apparecchiature di che trattasi, giova sottolineare che tali decreti autorizzativi non omettono il richiamo alla completa osservanza di tutte le vigenti norme di sicurezza, tra cui quelle antincendi, per le aree di servizio interessate.

 

Nota prot. n. P1795/4113 sott. 149 del 21-10-1997

Circolare n. 17 dell’11 ottobre 1988 – Chiarimenti.

[…] si precisa che le distanze di sicurezza previste dalla circolare n. 10/69 sono applicabili alle stazioni di rifornimento in sede propria, vale a dire ad impianti che insistono su un’area privata ad essi esclusivamente destinata.

Sono pertanto escluse le stazioni di rifornimento non ubicate in sede propria bensì su aree pubbliche.

Ciò premesso per il caso di che trattasi, qualora il distributore stradale di carburanti sia ubicato in sede propria, si è del parere che la distanza di sicurezza di 9 m deve essere riferita all’edificio adibito a bar escludendo pertanto eventuali strutture provvisorie all’aperto quali tettoie, tendoni etc.

 

Circolare prot. n. P1113/4113 sott. 87 del 26-05-1997

Installazione erogatori multiprodotto collegati a “pos gestionali” presso le aree di servizio autostradali.

Con nota prot. n° 879611 del giorno 8 maggio 1997 il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato – D.G.F.E.I.B. ha comunicato a tutti i Comandi Provinciali VV.F. l’autorizzazione all’installazione ed all’esercizio delle attrezzature in oggetto. Al riguardo, si ritiene opportuno segnalare che anche per tali attrezzature codesti Comandi Provinciali VV.F. dovranno richiedere copia della documentazione relativa all’approvazione di tipo.

 

Nota prot. n. P440/4106/1 Sott. 34 del 20-03-1997

Installazione di impianti distributori di carburanti in adiacenza a linee ferrate delle Ferrovie dello Stato – Quesito.

Con riferimento al quesito …, relativo alla distanza di sicurezza da osservare tra i serbatoi degli impianti stradali di distribuzione carburanti e le linee ferroviarie, questo Ufficio concorda con le valutazioni espresse al riguardo da codesto Ispettorato. Si ritiene infatti che tra i depositi di oli minerali e i binari delle linee ferroviarie deve essere rispettata la distanza di sicurezza riportata nella tabella allegata all’art. 39 del D.M. 31 luglio 1934 e in ogni caso la distanza minima di 20 m prescritta dall’art. 41 dello stesso decreto.

Si precisa inoltre che alla luce del disposto dell’art. 49 del D.P.R. 11 luglio 1980 n. 753, qualora si tratti di serbatoi fuori terra, la distanza di che trattasi non dovrà essere inferiore a 30 m.

 

Lettera circolare prot. n. 2511 del 08-06-1995

Impianti di distribuzione di carburanti con colonnine allestite con dispositivo per il recupero dei vapori.

 

Lettera circolare prot. N. 2510 del 08-06-1995

Impianti di distribuzione di carburanti con colonnine allestite con dispositivo per il recupero dei vapori.

 

Circolare n. 17 MI.SA. (88) 10 del 11-10-1988

Modifica del punto 10.2 della Circolare n. 10 del 10 febbraio 1969 – Distributori stradali di carburanti.

 

Circolare n. 11 MI.SA. (88) 7 del 04-05-1988

D.M. 5 febbraio 1988, n. 53: Norme di sicurezza antincendi per impianti stradali di distribuzione di carburanti liquidi per autotrazione, di tipo self-service a predeterminazione e pre-pagamento, pubblicato nella G.U. n. 52 del 3 marzo 1988 – Chiarimenti.

In relazione a quanto contenuto all’art. 1, comma 2, del D.M. indicato in oggetto[*] si chiarisce che la verifica automatica della pressione all’interno della tubazione di erogazione può essere effettuata sia con misura diretta di pressione che con misura di portata.

__________
[*] D.M. 5 febbraio 1988, n. 53: Art. 1. (1) Gli impianti stradali di distribuzione di carburanti liquidi per autotrazione, di tipo self service a pre-determinazione e pre-pagamento, dovranno essere dotati, entro due anni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto, di un dispositivo di sicurezza contro la perdita accidentale di carburanti dai tubi di erogazione. (2) Tale dispositivo deve effettuare, ad ogni richiesta di erogazione, la verifica automatica della pressione all’interno della tubazione di erogazione provvedendo al blocco del gruppo motore-pompa, qualora il valore rilevato sia inferiore ad 1 bar e dovrà entrare in funzione entro 2 secondi. (3) Gli impianti elettrici devono essere a sicurezza in conformità a quanto stabilito dalla legge n. 186 del 1° marzo 1968. (4) Il dispositivo di sicurezza di cui trattasi deve essere «di tipo approvato» dal Ministero dell’Interno ai sensi di quanto previsto dal titolo 1, n. XVII, del D.M. 31 luglio 1934. Art. 2. Gli organismi preposti ai controlli dei predetti impianti dovranno verificare quanto indicato al precedente articolo in occasione degli adempimenti di competenza [NdR].

 

Lettera circolare n. 8500/4113 del 04-07-1987

Istanza di autorizzazione installazione apparecchiature per erogazione carburanti con sistema self-service post – payment.

 

Circolare n. 36 MI.SA. del 11-12-1985

Prevenzione incendi: chiarimenti interpretativi di vigenti disposizioni e pareri espressi dal Comitato centrale tecnico scientifico per la prevenzione incendi su questioni e problemi di prevenzione Incendi.

[…] – 3 – Decreto ministeriale 16 febbraio 1982 punto 18): Impianti fissi di distribuzione di benzina, gasolio e miscele per autotrazione ad uso pubblico e privato con o senza stazione di servizio.

Chiarimento: Per impianti fissi di distribuzione di benzina, gasolio o miscele per autotrazione si intendono quelli definiti all’art. 82 del decreto ministeriale 31 luglio 1934. […]

 

Lettera circolare n. 25340/4112 del 16-11-1983

Immagazzinamento olii lubrificanti presso gli Impianti stradali di distribuzione carburanti. – Vie di comunicazione ordinaria.

Ad integrazione di quanto disposto con lettera-circolare n. 13133/4112 del 26-09-1983 e su conforme avviso della Commissione Consultiva per le sostanze esplosive ed infiammabili, viene consentito tenere in deposito presso le stazioni di servizio in sede propria poste in fregio alle vie di comunicazione ordinaria, un quantitativo massimo di 15 mc di olii lubrificanti in confezioni originali, come già previsto per le stazioni di servizio ubicate sulle autostrade.

 

Lettera circolare n. 13133/4112 del 26-09-1983

Immagazzinamento olii lubrificanti presso gli Impianti stradali di distribuzione carburanti.

 

Lettera circolare n. 11474/4113 del 07-09-1981

Aree di servizio autostradali – Installazione lettori di banconote per erogazione carburanti a self-service.

 

Lettera circolare n. 22733/4112 del 25-10-1980

Detenzione di olii lubrificanti presso impianti distributori di carburanti.

 

Lettera circolare n. 4555/4113 del 23-02-1979

Distributori carburanti stradali – Posizionamento del tubo di equilibrio dei serbatoi – Chiarimenti.

 

Lettera circolare n. 22732/4113 del 10-11-1976

Detenzione olii lubrificanti presso impianti distributori di carburanti ubicati su autostrade.

 

Lettera circolare prot. n. 29657/4113 del 12-12-1974

Distributori di carburanti sottostanti ad elettrodotti.

Sono pervenuti a questo Ministero, da parte di alcuni Comandi Provinciali VV.F., quesiti riguardanti gli attraversamenti di impianti di distribuzione carburanti con elettrodotti a bassa tensione. Al riguardo si chiarisce che le aree destinate agli impianti di che trattasi possono essere attraversate dalle linee di trasporto di energia elettrica a bassa tensione che, a norma del D.P.R. n. 547 del 27 aprile 1955, sono le linee elettriche a corrente alternata di tensione inferiore a 400 volt e quelle a corrente continua di tensione inferiore a 600 volt.

 

Circolare n. 54 del 03-09-1974

Distribuzione di carburanti – Detenzione olii lubrificanti e petrolio lampante adulterato ad uso riscaldamento in confezione – Quantitativi massimi ammessi dalla legge e capacità singola dei contenitori.

 

Circolare n. 16 del 19-02-1974

Distributori automatici di carburanti. Detenzione olio lubrificante e petrolio lampante adulterato ad uso riscaldamento in confezione. Quantitativi massimi ammessi dalla legge.

 

Circolare n. 47 del 11-04-1973

Distributori automatici di carburanti con funzionamento a gettone o a moneta.

 

IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE GPL

Nota DCPREV prot. n. 12150 del 04-09-2013

Distanze di sicurezza tra i punti pericolosi di un impianto di distribuzione stradale per autotrazione e un attività ricettiva fino a 25 posti letto, ai sensi del punto 13.1.1 del d.P.R. 340/2003 – Riscontro.

[…] si ritiene che:

1) per l’edificio adibito a locale ristoro può essere applicata la distanza di sicurezza interna di cui al punto 13.1.2 del d.P.R. 340/2003 in quanto di superficie lorda non superiore a 200 mq;

2) l’attività ricettiva turistico-alberghiera (motel) indicata, può rientrare tra gli elementi costitutivi dell’impianto di distribuzione carburanti erogante anche g.p.l per autotrazione e dovrà essere ubicata nel rispetto della distanza di sicurezza esterna di cui al punto 13.2 del d.P.R. 340/2003, in quanto di superficie superiore a 200 mq.

 

Nota DCPREV prot. n. 7493 del 05-05-2010

Quesito di prevenzione incendi – Attività ricettiva turistico-alberghiera (motel) con posti letto inferiori a 25 all’interno di impianto misto distribuzione carburanti per autotrazione erogante anche GPL. Riscontro.

[…] si ritiene che un’attività ricettiva turistico-alberghiera (motel) con posti letto inferiori a 25, possa essere ammessa nell’ambito di un impianto di distribuzione carburanti erogante anche g.p.l. per autotrazione a condizione che venga ubicata nel rispetto della distanza di sicurezza esterna.

 

Nota prot. n. P691/4106/1 sott. 39 del 13-08-2007

Procedura da attuare ai sensi del D.P.R. 12 gennaio 1998, n. 37 per modifiche su impianti di distribuzione stradale di g.p.l. per autotrazione disciplinati dal D.P.R. 24 ottobre 2003, n. 340. Quesito.

Con le note indicate a margine codesti Uffici chiedono alla Direzione scrivente di specificare quali debbano essere, in generale, le procedure amministrative da applicare nel caso di interventi di adeguamento degli esistenti impianti di distribuzione stradale di g.p.l., previsti dalla normativa vigente.

In particolare, inoltre, viene chiesto se le sostituzioni dei vecchi serbatoi con dei nuovi di pari capacità determinano, o meno, l’attivazione delle procedure di cui all’art. 5, comma 3, del D.P.R. 12 gennaio 1998, n. 37. Al riguardo, si precisa che, poiché gli adeguamenti richiesti dal D.P.R. 24 ottobre 2003, n. 340 comportano interventi di tipo strutturale e/o impiantistico, i titolari delle attività in argomento debbono acquisire dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco il necessario parere di conformità sul progetto di adeguamento, ai fini del successivo rilascio del Certificato di prevenzione incendi, secondo le procedure del D.P.R. 12 gennaio 1998, n. 37. Le medesime procedure infine dovranno essere applicate anche nei casi in cui siano previste sostituzioni dei serbatoi con altri nuovi di pari capacità.

 

Lettera circolare prot. n. P721/4106/1 sott. 38 del 05-06-2007

Distributori stradali di GPL per autotrazione – Decreto ministeriale 3 aprile 2007 – Primi indirizzi applicativi.

 

Lettera circolare prot. n. P1252/4106/1 del 10-10-2005

D.P.R 24 Ottobre 2003 n° 340 – Chiarimenti in merito all’applicazione dell’art. 1, comma 2, agli impianti di distribuzione stradale di GPL per autotrazione esistenti.

 

Nota prot. n. P1619/4106/1 sott. 39 del 27-10-2004

Distributori stradali di G.P.L.

Si riscontrano le note indicate a margine concordando con il parere espresso sull’argomento da codesta Direzione Regionale.

__________
Il quesito è relativo all’interpretazione dei contenuti di cui all’art. 13.2 lettera C ove viene stabilito come le distanze di sicurezza esterna debbano essere aumentate del 50% in prossimità delle attività ivi richiamate.
Tra le suddette attività non risultano però comprese quelle di ristorazione e spaccio di bevande al pubblico che, pur non risultando soggette al controllo come specificato con lettera circolare prot. 25134/4101 del 22-11-1983, possono in ogni caso soprattutto per quelle di cospicue dimensioni, richiamare un afflusso di pubblico prossimo e/o superiore al valore di 0.4 pers/m2 e rappresentare per questo le medesime problematiche valutate per le attività descritte in norma.
Il quesito chiarisce che comunque, le uniche attività rispetto alle quali le distanze di sicurezza esterne devono essere aumentate del 50% sono quelle esplicitamente individuate al punto 13.2 lettera c), del D.P.R. 24 ottobre 2003 n. 340 [NdR].

 

Lettera circolare prot. n. P1122/4106/1 sott. 38 del 24-06-2004

D.P.R. 24 ottobre 2003, n. 340 – Chiarimenti su norme di esercizio e modalità di installazione dei serbatoi fissi.

 

Lettera circolare prot. n. P1545/4106/1 sott. 38 del 11-12-2003

Pubblicazione del D.P.R. 24 ottobre 2003, n. 340 – Chiarimenti ed indirizzi applicativi.

 

Nota prot. n. P681/4106/1 sott. 34 del 30-09-2003

Sala giochi annessa a locale ristoro in area adibita ad impianto distribuzione stradale di G.P.L.

[…] si ritiene che una sala giochi, anche se di capienza inferiore a 100 persone, possa essere ammessa nell’ambito di un impianto di distribuzione di g.p.l. per autotrazione a condizione che venga ubicata ad una distanza pari alla distanza di sicurezza esterna.

 

Nota prot. n. P234/4106 sott. 57 del 06-04-2000

Impianto Kilolitro per la verifica metrica di misuratori di G.P.L. montati su autoveicoli.

[…] si fa presente che, dalla documentazione tecnica trasmessa …, si evince che l’impianto di cui trattasi, ancorché provvisto di gruppo pompe e compressore, non può essere ricompreso tra le attività individuate al punto 18 dell’elenco allegato al D.M. 16 febbraio 1982, non essendo lo stesso finalizzato alla distribuzione stradale di g.p.l. per autotrazione. Detto impianto ricade pertanto nella fattispecie dei depositi di cui al punto 4/b ….

 

Nota prot. n. P77/4106/1 sott. 34 del 17-03-1998

Distanza di sicurezza esterna tra un impianto di distribuzione di g.p.l. per autotrazione e caserme militari – Chiarimenti.

Lo scrivente Ufficio con nota prot. n. P2034/4106/1 del 31 ottobre 1997 …, fornisce alcune precisazioni sull’osservanza delle distanze di sicurezza di 60 metri tra i punti pericolosi di un impianto di distribuzione g.p.l. e le caserme militari, ribadendo quanto espressamente previsto dal D.P.R. n. 28 del 1979 (art. 4, lettera b, comma 2) e cioè che detta distanza va rispettata solamente rispetto al “perimetro di luoghi ove suole verificarsi affluenza di pubblico” all’interno delle caserme.

 

Nota prot. n. P1885/4106/1 sott. 34 del 31-10-1997

D.P.R. 16.1.1979 n° 28 – Impianti di distribuzione stradale di gpl per autotrazione.

[…] si ritiene che la distanza di sicurezza esterna da osservare tra gli elementi pericolosi di un impianto di distribuzione stradale di g.p.l. e il confine di un’area circostante deve essere stabilita facendo riferimento alla definizione di distanza di sicurezza esterna riportata al punto 2.1 del D.M. 30 novembre 1983. Quanto sopra al fine di tener conto della destinazione d’uso prevista per le aree confinanti dagli strumenti urbanistici comunali.

 

IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE METANO

Circolare DCPREV prot. n. 5003 del 05-04-2019

D.M 31 marzo 2014 (modifiche ed integrazioni al d.M. 24 maggio 2002) grado di sicurezza di 1° grado – Chiarimenti per box e manufatti.

 

Nota DCPREV prot. n. 2660 del 22-02-2012

Formulazione quesito in merito alla marcatura CE “Atex” di due distributori di gas naturale compresso, … installati nella nuova stazione di rifornimento stradale con carburanti liquidi e gassosi sita in … – ex attività 7 e 18 del D.M. 16/2/1982.

[…] si concorda con il parere espresso al riguardo da codesta Direzione Regionale VV.F.

__________
Parere della Direzione Regionale:

  • la responsabilità dell’elaborazione del documento di valutazione dei rischi e in particolare dei rischi di esplosione grava sul datore di lavoro, ai sensi dell’art. 290 del D.Lgs. 81/08. Il documento preso in considerazione dal Comando non risulterebbe essere stato elaborato dallo stesso datore di lavoro, che pertanto non potrebbe essere gravato da responsabilità conseguenti;
  • il datore di lavoro è obbligato a classificare i luoghi in zone in base all’allegato XLIX, che prevede che esso “può” utilizzare le norme CEI EN. I requisiti obbligatori nella valutazione sono solo quelli indicati nell’art. 290. Pur in assenza di norme armonizzate, la Guida CEI 31-35/A seconda edizione appendice GD 11 individua, seppure quale esempio, la zona intorno la colonnina quale zona 2. È anche vero che l’esempio dei distributori di metano non è più presente nella terza edizione, ma non si conoscono ragioni o eventi che possano far ritenere non sufficienti i livelli di sicurezza previsti nella seconda edizione e presumibilmente presenti in molti impianti già esistenti;
  • il documento prodotto e valutato dal Comando non è il DVRE ma la documentazione tecnica del prodotto elaborata ai sensi dell’Allegato VIII al D.P.R 126/98. La vigilanza sui prodotti compete all’ex MICA ai sensi dell’art. 9 del citato decreto, per cui eventuali dubbi sulla conformità del prodotto ai requisiti essenziali del prodotto, adeguatamente documentati, andrebbero manifestati al suddetto ente. L’affermazione secondo cui la categoria non è ritenuta idonea, non risulta dimostrata né supportata da prove a sostegno di tale tesi e non fa riferimento a punti specifici della documentazione tecnica. In ogni caso appare che il produttore abbia già considerato il caso più sfavorevole, come auspicato dal Comando, dal momento che seppure alcune caratteristiche del prodotto avrebbero potuto dar luogo alla categoria 1 o 2, si è comunque optato, a favore della sicurezza, per la marcatura in categoria 3 rendendo pertanto idoneo il prodotto solo per zone 2;
  • la classificazione risultante (zona 2) deve essere adeguatamente esplicitata e giustificata nel documento sulla protezione contro le esplosioni ed in particolare nella parte prevista dall’art. 294, comma 2. Considerato in particolare che l’unico riferimento normativo (non deterministico) è il D.M. 27 gennaio 2006 e non ci sono altri riferimenti normativi vigenti, il datore di lavoro (SCAT e non DRESSER) dovrebbe elaborare tale documento nella maniera più accurata possibile facendo riferimento nel dettaglio alla specifica installazione [NdR].

 

Nota DCPREV prot. n. 12554 del 01-09-2010

Locale compressori di impianto di distribuzione stradale di gas naturale per autotrazione di cui al D M. 24 maggio 2002 e s.m.i.

Si fa riferimento alle note indicate a margine, concernenti l’oggetto, per concordare con codesto Comando sulla necessità che, durante l’attività dell’impianto di compressione, il requisito relativo alla sicurezza di 1° grado dei locali compressori sia assicurato anche in corrispondenza delle porte di accesso, la cui apertura deve essere asservita alla disattivazione dell’impianto stesso. Quanto sopra in ragione della disposizione dei locali e del fatto che tale requisito risulta conseguito quando le caratteristiche costruttive di un manufatto siano tali da garantire, in caso di scoppio, il contenimento dei materiali sia lateralmente che verso l’alto.

Per quanto riguarda la proposta di codesta Direzione Regionale c’è da rilevare che, ancorché non risolutiva, essa viene formulata in una fase avanzata dell’iter procedurale che vede già approvato il progetto da parte del Comando.

 

Lettera circolare prot. n. 7588/4106 del 06-05-2010

Recinzione di protezione deposito di bombole di GPL presso impianti stradali di distribuzione carburanti – Chiarimenti.

 

Nota DCPREV n. 6479 del 17-06-2009

Impianti di distribuzione stradale di gas naturale per autotrazione. Distanze di sicurezza rispetto ad edifici destinati alla collettività e a luoghi in cui suole verificarsi affluenza di persone (D.M. 28 giugno 2002, punto 3.1, lett. D).

Si fa riferimento alle note indicate a margine, concernenti l’oggetto, per concordare con codesti Uffici nel ritenere che gli edifici destinati alla collettività ed i luoghi in cui suole verificarsi affluenza di persone, così come indicati al punto 3.1, lettera D), del D.M. 28 giugno 2002, non possano essere identificati unicamente in alcune attività soggette alle procedure di prevenzione incendi di cui all’elenco del D.M. 16 febbraio 1982.

A tale proposito, le valutazioni del contesto in esame potranno tenere conto di quanto specificato al punto 2.5.3 del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 17 aprile 2008 recante “Regola tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e degli impianti di trasporto di gas naturale con densità non superiore a 0,8”, laddove vengono denominati “luoghi di concentrazione di persone” i fabbricati destinati a collettività (es. ospedali, scuole, alberghi, centri commerciali, uffici, ecc.), a trattenimento e/o pubblico spettacolo, con affollamento superiore a 100 unità.

 

Nota prot. n. 4987 del 19-05-2009

Assoggettabilità ai controlli di prevenzione incendi di microcompressori per il rifornimento domestico e/o aziendale di autovetture alimentate a gas. – Quesito.

Con riferimento all’argomento riportato in oggetto, si comunica che è stato istituito un gruppo di lavoro per la definizione di una specifica regola tecnica di prevenzione incendi. In attesa delle determinazioni del suddetto gruppo di lavoro si formulano le seguenti osservazioni:

  1. L’installazione in questione è ricompresa fra le attività previste al punto 7 dell’allegato al D.M. 16/02/1982;
  2. possono essere usati come utile riferimento, in generale, le indicazioni previste dal D.M. 28/06/2002 e dal D.M. 11/09/2008.

 

Lettera circolare prot. n. P522/4113 sott. 87 del 20-04-2007

Periodicità del certificato di prevenzione incendi in presenza di impianti di distribuzione stradale di carburanti per autotrazione, anche di tipo misto, con annesse attività accessorie – Chiarimento.

 

Nota prot. n. P1545/4105 sott. 92/B del 17-02-2003

Impianti di distribuzione metano uso autotrazione. – Sostituzione comandi manuali con erogatori automatici. Quesito.

[…] si concorda con le valutazioni di codesto Comando, significando che, nel caso in specie, le modifiche apportate (sostituzioni comandi manuali con erogatori automatici) non sono da ritenersi modifiche sostanziali.

 

Nota prot. n. P116/4105 Sott. 92/B del 29-01-2001

Impianto di distribuzione metano – Distanza di sicurezza esterna da cimitero.

[…] si concorda con il parere di codesto Ispettorato dovendosi intendere l’elencazione dei luoghi in cui suole verificarsi affluenza di persone, riportata al punto 3.1 del D.M. 8/6/93, indicativa e non esaustiva.

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Il quesito riguardava il D.M. 8 giugno 1993, successivamente sostituito dal D.M. 28 giugno 2002, e chiariva che i cimiteri erano da ricomprendere nei luoghi in cui suole verificarsi affluenza di persone ai fini dell’applicazione delle distanze di sicurezza esterna, che pertanto deve essere raddoppiata [NdR].

 

Nota prot. n. P897/4105 Sott. 92/B del 28-08-2000

Impianti di distribuzione gas per autotrazione. Distanza fra locale compressori e cabina di primo salto per la distribuzione cittadina.

[…] è stato richiesto un chiarimento in merito alle distanze di sicurezza da osservare tra gli elementi pericolosi di un impianto di distribuzione di gas metano per autotrazione e quelle di un impianto di adduzione e misura per la distribuzione cittadina e industriale di gas metano, ubicati all’interno di un unico sito, gestiti dalla stessa Società ed alimentati dal medesimo gasdotto della Snam. Al riguardo questo ufficio è del parere che per le attività di che trattasi possa essere rilasciato un unico certificato di Prevenzione Incendi ai sensi dell’ultimo comma[*] del D.M. 16 febbraio 1982, con scadenza triennale, applicando tra gli elementi pericolosi dei due impianti le distanze di sicurezza interna.

Qualora invece la Società intenda ottenere certificati distinti, le due attività andranno considerate separatamente e tra i rispettivi elementi pericolosi dovranno essere osservate le distanze di sicurezza esterna previste dalle vigenti disposizioni di Prevenzione Incendi.

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[*] Ultimo comma del D.M. 16 febbraio 1982: Agli stabilimenti ed impianti che comprendono, come parti integranti del proprio ciclo produttivo, più attività singolarmente soggette al controllo da parte dei comandi provinciali dei vigili del fuoco, dovrà essere rilasciato un unico Certificato di prevenzione incendi relativo a tutto il complesso e con scadenza triennale [NdR].

 

Nota prot. n. P13/4105 sott. 92/B del 05-01-1999

D.M. 8 giugno 1993 e lettera circolare n. P451/4105 del 1° marzo 1999 – Richiesta chiarimenti.

[…] questo Ufficio … ritiene che l’installazione di alcuni elementi costitutivi dell’impianto in locali interrati, cosi come descritta ai punto 1) della nota a cui si riscontra, non essendo espressamente vietata dalla normativa vigente, possa essere consentita a condizione che vengano rispettate le disposizioni generali previste dalla normativa di settore.

 

Lettera circolare M.I.S.A. prot. n. 13643/4105 del 02-09-1993

Decreto 8 giugno 1993 – Norme di sicurezza antincendi per gli impianti di distribuzione di gas naturale per autotrazione – Chiarimenti.

 

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[1] Le note ministeriali di risposta a singoli quesiti di prevenzione incendi sono di norma riferiti a casi specifici e, pur se non hanno alcuna efficacia vincolante o giuridica, possono costituire un utile riferimento nell’esame di casi analoghi. I pareri espressi ed i riferimenti presenti nel testo devono essere letti in relazione al periodo in cui sono stati emessi, tenendo conto dei vari aggiornamenti normativi succeduti nel tempo. Questo vale sia per quanto concerne le innovazioni previste dal nuovo regolamento di prevenzione incendi di cui al D.P.R. 1° agosto 2011, n° 151 (in vigore dal 7 ottobre 2011), sia per le specifiche regole tecniche relative all’argomento che hanno aggiornato o sostituito le precedenti. I testi, i commenti, i chiarimenti e le informazioni contenute nella pubblicazione sono a cura dell’autore e non hanno carattere di ufficialità.