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Codice di Prevenzione incendi

Codice di prevenzione incendi Ing. MaliziaIn questa pagina è scaricabile il “Codice di prevenzione incendi” di cui al D.M. 3 agosto 2015 “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139”.

Il testo è coordinato con le modifiche introdotte dal DM 10/7/2020 (RTV musei … archivi in edifici sottoposti a tutela aperti al pubblico), dal DM 15/5/2020 (nuova RTV Autorimesse), dal  DM 6/4/2020 (RTV Asili nido + correzione refusi), dal DM 14/2/2020 (Aggiornamento capitoli da V.4 a V.8), dal DM 18/10/2019 (Revisione Codice esclusi capitoli da V.4 a V.8) e dal DM 12/4/2019 (Fine cosiddetto “doppio binario”).

Aggiornamento del codice di prevenzione incendi

Il DM 10 luglio 2020, in vigore dal 21 agosto 2020, ha introdotto il capitolo V.10 (musei … archivi in edifici tutelati). Inoltre, ha introdotto nel campo di applicazione del codice l’attività n° 72 dell’allegato I del DPR 1° agosto 2011, n° 151, limitatamente agli edifici sottoposti a tutela aperti al pubblico, destinati a contenere musei, gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche e archivi.

Il DM 15 maggio 2020, in vigore dal 19 novembre 2020, oltre ad approvare la RTV per le attività di autorimessa (Capitolo V.6) revisionando il testo della precedente RTV, ha introdotto un’importante innovazione abrogando il DM 1° febbraio 1986 recante «Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio delle autorimesse e simili» rendendo così, per la prima volta, obbligatoria l’applicazione del codice anche per una “Regola Tecnica Verticale”.

Il DM 6 aprile 2020, in vigore dal 29 aprile 2020, oltre ad approvare la norme tecniche di prevenzione incendi per gli asili nido (Capitolo V.9) ha corretto alcuni refusi presenti nei capitoli V.4 (uffici), V.5 (attività ricettive turistico-alberghiere) e V.7 (scuole) allegati al DM 14 febbraio 2020, tra cui due tabelle relative alla quota dei piani dei capitoli V.4 e V.7 (in particolare alla lettera b del comma 1 dei paragrafi V.4.2 e V.7.2).

Il DM 14 febbraio 2020, in vigore dal 5 aprile 2020, ha sostituito integralmente i capitoli V.4, V.5, V.6, V.7 e V.8 della sezione V dell’allegato 1 al DM 3 agosto 2015, non introducendo alcuna modifica o necessità di adeguamento.

L’emanazione di tale decreto si è resa necessaria per allineare i contenuti delle citate RTV da V.4 a V.8 alle modifiche introdotte dal DM 18 ottobre 2019, tenuto conto che alcuni riferimenti rimandavano a tabelle e sottocapitoli del vecchio Allegato 1, non corrispondenti con il nuovo testo revisionato.

Inoltre, ai suddetti capitoli sono state apportate alcune lievi modifiche editoriali nonché migliorate alcune formulazioni al fine di rendere uniforme la terminologia usata nel codice.

Il DM 18 ottobre 2019, entrato in vigore il 1° novembre 2019, aveva sostituito integralmente l’allegato 1 al DM 3 agosto 2015 (Sezioni G, S, V, M) ad esclusione dei capitoli da V.4 a V.8.

Questi capitoli sono relativi ad attività che, prima dell’emanazione del DM 14 febbraio 2020, continuavano a essere regolamentate dalle norme tecniche approvate con DM 8/6/2016 (uffici), DM 9/8/2016 (attività ricettive turistico-alberghiere), DM 21/2/2017 (autorimesse), DM 7/8/2017 (scuole), DM 23/11/2018 (attività commerciali).

Monitoraggio e revisione del Codice

L’aggiornamento del Codice è scaturito dal monitoraggio, svolto ai sensi dell’articolo 4 del DM 3/7/2015, nel corso del quale sono emersi possibili ambiti di miglioramento che hanno riguardato l’intero codice.

Il processo di revisione dell’allegato al DM 3/8/2015 era stato avviato all’inizio dell’anno 2018 ravvisando la necessità di proseguire l’azione di semplificazione e razionalizzazione del corpo normativo relativo alla prevenzione degli incendi.

Sono state acquisiti vari rilievi sulla comprensione e all’applicazione del Codice pervenute dai Comandi provinciali dei Vigili del fuoco tramite le Direzioni regionali, dagli Ordini e Collegi professionali, da portatori di interesse in genere.

Fine del “doppio binario”

La revisione dell’allegato 1, approvata con il citato DM 18/10/2019, segue di qualche giorno l’entrata in vigore del DM 12 aprile 2019, con il quale si è posto fine al cosiddetto “doppio binario”.

In particolare, con l’entrata in vigore del DM 12 aprile 2019, a decorrere dal 20 ottobre 2019 è terminato il periodo transitorio di applicazione volontaria del Codice di prevenzione incendi per la progettazione delle attività non dotate di specifica regola tecnica.

Il citato decreto ha anche ampliato il campo di applicazione alle attività di cui all’allegato I del DPR 1° agosto 2011, n. 151. Infatti, sono state aggiunte al precedente elenco le attività da 19 a 26(*) e l’attività 73(**).

(*) Stabilimenti e impianti ove si producono, impiegano, detengono particolari sostanze pericolose, fabbriche di fiammiferi, ecc.

(**) Edifici a uso terziario/industriale.

In questo modo sono diventate quarantasette le attività soggette di cui al DPR n. 151/2011 rientranti nel campo di applicazione del Codice.

Di queste, quarantadue hanno l’obbligo di applicare il Codice di prevenzione incendi come unico riferimento normativo.

Per le altre, dotate di specifica regola tecnica, l’adozione del Codice resterà volontaria e alternativa alle rispettive vecchie regole tecniche di prevenzione incendi.

Inoltre, il DM 12 aprile 2019 ha previsto che il Codice può essere di riferimento per la progettazione anche delle attività non elencate nell’allegato I del DPR n° 151/2011. Quindi, non solamente per quelle elencate che non rientrano nei limiti di assoggettabilità previsti dal citato allegato I al decreto.

Obbiettivi del codice di prevenzione incendi

Per “Codice di prevenzione incendi” si intendono le norme tecniche di prevenzione incendi di cui all’allegato 1 al D.M. 3 agosto 2015.

Il progetto di semplificazione delle norme di prevenzione incendi fu avviato presso la Direzione Centrale per la Prevenzione e Sicurezza Tecnica del Dipartimento dei Vigili del fuoco alla fine dell’anno 2013. L’intento è stato quello di perseguire vari obiettivi, tra i quali:

  • disporre di un testo unico in luogo di innumerevoli regole tecniche.
  • semplificare la normativa di prevenzione incendi.
  • adottare regole meno prescrittive, più prestazionali.
  • individuare regole sostenibili, proporzionate al rischio reale, che garantiscano comunque un pari livello di sicurezza.
  • fare in modo che le norme tecniche di prevenzione incendi si occupino solo di “antincendio”.
  • aumentare la flessibilità e la possibilità di scelta fra diverse soluzioni.
  • favorire l’utilizzo dei metodi dell’ingegneria della sicurezza antincendio.

Come si è detto, tale processo di semplificazione è proseguito con l’aggiornamento del codice operato con il DM 18 ottobre 2019. Questo ha perseguito, tra le altre cose, l’intento di migliorare la leggibilità e la comprensibilità del testo con l’aggiunta di note esplicative, esempi, figure esplicative, accorpamento di argomenti simili, aggiunta di ulteriori definizioni, ecc.

Inoltre, si è tentato di porre rimedio ad alcune criticità che erano state riscontrate e segnalate nell’applicazione di varie disposizioni. Ad esempio, come l’utilizzo ai fini dell’esodo di rampe con pendenza superiore all’8%, corridoi ciechi, filtri a prova di fumo, requisito Sa, attività all’aperto, ecc.

Disclaimer

Il testo non ha carattere di ufficialità. I testi ufficiali sono pubblicati nelle Gazzette Ufficiali della R.I. Eventuali refusi o suggerimenti di rilevanza possono essere segnalati a mauro.malizia@vigilfuoco.it.

Testi ufficiali codice di prevenzione incendi

Il testo ufficiale del DM 3 agosto 2015 è pubblicato sulla GU n° 192 del 20-8-2015 – SO n° 51, il testo del DM 12 aprile 2019 è pubblicato sulla GU n° 95 del 23-4-2019, il testo del DM 18 ottobre 2019 è pubblicato sulla GU n° 256 del 31-10-2019 – SO n° 41, mentre il testo del DM 14 febbraio 2020 è pubblicato sulla GU n° 57 del 06-03-2020. Infine, il testo del DM 6 aprile 2020 è pubblicato sulla GU n° 98 del 14-4-2020.