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Reazione al fuocoNorme di prevenzione incendi sulla reazione al fuoco

Testo coordinato del DM 15 marzo 2005 sui requisiti di reazione al fuoco e del DM 10 marzo 2005 sulle classi di reazione al fuoco, con chiarimenti e commenti a cura dell’autore.

Si riporta anche il testo del DM 26 giugno 1984, modificato dal DM 3 settembre 2001, che costituisce il primo decreto che ha stabilito norme, criteri e procedure per la classificazione di reazione al fuoco e l’omologazione dei materiali, facendo seguito alla circolare n° 12 del 17 maggio 1980.

Sono inoltre riportati altri provvedimenti di rilevanza inerenti alla classificazione di reazione al fuoco.

La verifica dei requisiti minimi di reazione al fuoco dei materiali da costruzione (qualsiasi prodotto fabbricato al fine di essere permanentemente incorporato in opere da costruzione) deve essere effettuata rispettando il DM 10 marzo 2005 con riferimento al sistema di classificazione europeo, mentre per gli altri materiali (tendaggi, mobili imbottiti, ecc.) va effettuata rispettando il DM 26 giugno 1984.

In caso di norme armonizzate devono essere utilizzati materiali conformi a quanto previsto dal Regolamento (UE) n° 305/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2011, in vigore dal 1° luglio 2013, che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione, e abroga la Direttiva Prodotti da Costruzione 89/106/CEE. L’articolo 4 del nuovo Regolamento prevede che l’immissione sul mercato di un prodotto da costruzione che rientra nell’ambito di applicazione di una norma armonizzata o per il quale è stata rilasciata una valutazione tecnica europea, debba essere accompagnata da una Dichiarazione di Prestazione (DoP) in relazione alle caratteristiche essenziali del prodotto da costruzione.

Definizioni sulla reazione al fuoco

Secondo la definizione del punto 1.10 del DM 30 novembre 1983, la reazione al fuoco è il “grado di partecipazione di un materiale combustibile al fuoco al quale è sottoposto. In relazione a ciò i materiali sono assegnati … alle classi 0, 1, 2, 3, 4, 5 con l’aumentare della loro partecipazione alla combustione; quelli di classe 0 sono non combustibili”.

Secondo la definizione del punto 1 del paragrafo G.1.13 dell’allegato 1 al DM 3 agosto 2015 (cd. “Codice di prevenzione incendi”), la reazione al fuoco è “una delle misure antincendio di protezione da perseguire per garantire un adeguato livello di sicurezza in condizione di incendio ed in particolare nella fase di prima propagazione dell’incendio (pre-flashover). Essa esprime il comportamento di un materiale che, con la sua decomposizione, partecipa al fuoco al quale è stato sottoposto in specifiche condizioni”.

Come indicato al paragrafo S.1.1 del Codice di prevenzione incendi, “La reazione al fuoco è una misura antincendio di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell’incendio, con l’obiettivo di limitare l’innesco dei materiali e la propagazione dell’incendio. Essa si riferisce al comportamento al fuoco dei materiali nelle effettive condizioni d’uso finali, con particolare riguardo al grado di partecipazione all’incendio che essi manifestano in condizioni standardizzate di prova”.

Testi ufficiali

Il testo ufficiale del DM 15 marzo 2005 è pubblicato sulla GU n° 73 del 30-03-2005, il DM 10 marzo 2005 è pubblicato sulla GU n° 73 del 30-03-2005.

Provvedimenti contenuti nel testo

  • DM 15 marzo 2005 “Requisiti di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione installati in attività disciplinate da specifiche disposizioni tecniche di prevenzione incendi in base al sistema di classificazione europeo” (GU n° 73 del 30-03-2005).
  • DM 10 marzo 2005 Classi di reazione al fuoco per i prodotti da costruzione da impiegarsi nelle opere per le quali è prescritto il requisito della sicurezza in caso d’incendio (GU n° 73 del 30-03-2005).
  • DM 31 marzo 2003 “Requisiti di reazione al fuoco dei materiali costituenti le condotte di distribuzione e ripresa dell’aria degli impianti di condizionamento e ventilazione” (GU n° 86 del 12-04-2003).
  • DM 6 marzo 1992 “Norme tecniche e procedurali per la classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei prodotti vernicianti ignifughi applicati su materiali legnosi” (GU n° 66 del 19-03-1992).
  • DM 14 gennaio 1985 “Attribuzione ad alcuni materiali della classe di reazione al fuoco 0 (zero) prevista dall’allegato A1.1 al decreto ministeriale 26 giugno 1984: «Classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei materiali ai fini della prevenzione incendi» (GU n° 16 del 19-01-1985).
  • DM 26 giugno 1984 “Classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei materiali ai fini della prevenzione incendi” (O. alla GU n° 234 del 25-08-1984), con le modifiche apportate dal DM 3 settembre 2001 recante “Modifiche ed integrazioni al decreto 26 luglio 1984 concernente classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei materiali ai fini della prevenzione incendi” (GU n° 242 del 17-10-2001).
  • Circolare n° 10 prot. n° DCPST/A2/3163 del 21/04/2005 “D.M. 10 marzo 2005 concernente “Classi di reazione al fuoco per i prodotti da costruzione da impiegarsi nelle opere per le quali è prescritto il requisito della “sicurezza in caso d’incendio”. Chiarimenti e primi indirizzi applicativi”.
  • Circolare n° 9 – MI.SA prot. n° P525/4122 sott. 56 del 18/04/2005 “D.M. 15/03/2005 recante “Requisiti di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione installati in attività disciplinate da specifiche disposizioni tecniche di prevenzione incendi in base al sistema di classificazione europeo” – Chiarimenti e primi indirizzi applicativi”.