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DM 2 settembre 2021

Criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e caratteristiche dello specifico servizio di pre­venzione e protezione antincendio, ai sensi dell’articolo 46, comma 3, lettera a), punto 4 e lettera b) del decreto legislati­vo 9 aprile 2008, n. 81[1]

Il DM 2 settembre 2021 ( pdf) è pubblicato nella G.U. n. 237 del 04-10-2021.

 

IL MINISTRO DELL’INTERNO DI CONCERTO CON IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

Visto l’art. 2, comma 1, lettera c) della legge 26 luglio 1965, n. 966, recante la «Disciplina delle tariffe, delle modalità di pagamento e dei compensi del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco per i servizi a paga­mento» e successive modificazioni; Visto il decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 512, recante le «Disposizioni urgenti concernenti l’incremento e il ripianamento di organico dei ruoli del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e misure di razionalizzazione per l’im­piego del personale nei servizi d’istituto» convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 609; Visto il decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758 recante: «Modificazioni alla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro»; Visto il decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 re­cante: «Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti»; Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 re­cante il «Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sen­si dell’art. 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137»; Visto il decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, re­cante il «Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell’art. 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229» e successive modificazioni; Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 recan­te: «Norme in materia ambientale»; Visto il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante l’«Attuazione dell’art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luo­ghi di lavoro» e successive modificazioni ed, in partico­lare, l’art. 46, comma 3, che prevede l’adozione di uno o più decreti per la definizione, tra l’altro, dei criteri diretti ad individuare misure per la gestione delle emergenze, nonché la definizione delle caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, com­presi i requisiti del personale addetto e la sua formazione; Visto il decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105, re­cante l’«Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose»; Vista la direttiva (UE) 2019/882 del Parlamento euro­peo e del Consiglio del 17 aprile 2019 sui requisiti di ac­cessibilità dei prodotti e dei servizi; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 di­cembre 2000, n. 445 recante «Testo unico delle disposi­zioni legislative e regolamentari in materia di documen­tazione amministrativa»; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 1° ago­sto 2011, n. 151, recante il «Regolamento recante semplifica­zione della disciplina dei procedimenti relativi alla preven­zione degli incendi, a norma dell’art. 49, comma 4-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122»; Visto il decreto del Ministro dell’interno 30 novem­bre 1983 recante: «Termini, definizioni generali e simboli gra­fici di prevenzione incendi», pubblicato nella Gazzetta Uffi­ciale della Repubblica italiana n. 339 del 12 dicembre 1983; Visto il decreto del Ministro dell’interno di concer­to con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale 10 marzo 1998, recante i «Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repub­blica italiana n. 81 del 7 aprile 1998; Visto il decreto del Ministro dell’interno 9 maggio 2007 recante «Direttive per l’attuazione dell’approccio ingegneri­stico alla sicurezza antincendio», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 117 del 22 maggio 2007; Visto il dM dell’interno 5 agosto 2011, recante le «Procedure e requisiti per l’autorizzazio­ne e l’iscrizione dei professionisti negli elenchi del Mini­stero dell’interno di cui all’art. 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139», pubblicato nella Gazzetta Uffi­ciale della Repubblica italiana n. 198 del 26 agosto 2011; Visto il decreto del Ministro dell’interno 14 marzo 2012 recante «Tariffe per l’attività di formazione del per­sonale addetto ai servizi di sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81», pub­blicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 76 del 30 marzo 2012; Visto il decreto del Ministro dell’interno 3 agosto 2015, recante «Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’art. 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Re­pubblica italiana, Serie generale, n. 192 del 20 agosto 2015 – Supplemento ordinario n. 51, così come modificato dal dM dell’interno 18 ottobre 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana Serie generale, n. 256 del 31 ottobre 2019 – Supplemento ordinario n. 41; Ritenuto di dare attuazione al disposto dell’art. 46, com­ma 3, del richiamato decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, che prevede l’adozione di uno o più decreti da parte dei Ministri dell’interno e del lavoro concernenti, tra l’altro, l’individuazione dei criteri per la gestione delle emergenze, nonché la definizione delle caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, compresi i requisiti del personale addetto e la sua formazione, sosti­tuendo le vigenti disposizioni in materia di cui al richiama­to dM dell’interno 10 marzo 1998; Sentito il Comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi di cui all’art. 21 del decreto legisla­tivo 8 marzo 2006, n. 139; Espletata la procedura di informazione ai sensi della direttiva (UE) 2015/1535;

Decreta:

 

Art. 1. Campo di applicazione

1. Il presente decreto stabilisce i criteri per la gestione in esercizio ed in emergenza della sicurezza antincendio, in attuazione dell’art. 46, comma 3, lettera a) punto 4 e lettera b)[2] del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

2. Il presente decreto si applica alle attività che si svolgono nei luoghi di lavoro come definiti dall’art. 62[3] del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

3. Per le attività che si svolgono nei cantieri temporanei o mobili di cui al titolo IV del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e per le attività di cui al decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105, le disposizioni di cui al presente decreto si applicano limitatamente alle prescrizioni di cui agli articoli 4, 5 e 6.

Art. 2. Gestione della sicurezza antincendio in esercizio ed in emergenza

1. Il datore di lavoro adotta le misure di gestione della sicurezza antincendio in esercizio ed in emergenza, in funzione dei fattori di rischio incendio presenti presso la propria attività, secondo i criteri indicati negli allegati I e II, che costituiscono parte integrante del presente decreto.

2. Nei casi sottoelencati il datore di lavoro predispone un piano di emergenza in cui sono riportate le misure di gestione della sicurezza antincendio in emergenza di cui al comma 1:

  • luoghi di lavoro ove sono occupati almeno dieci lavoratori;
  • luoghi di lavoro aperti al pubblico caratterizzati dalla presenza contemporanea di più di cinquanta persone, indipendentemente dal numero dei lavoratori[4];
  • luoghi di lavoro che rientrano nell’allegato I al decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151.

3. Nel piano di emergenza sono, altresì, riportati i nominativi dei lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e di gestione delle emergenze, o quello del datore di lavoro, nei casi di cui all’art. 34 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

4. Per i luoghi di lavoro che non rientrano in nessuno dei casi indicati al comma 2, il datore di lavoro non è obbligato a redigere il piano di emergenza, ferma restando la necessità di adottare misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio; tali misure sono riportate nel documento di valutazione dei rischi o nel documento redatto sulla base delle procedure standardizzate di cui all’art. 29, comma 5[5], del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

Art. 3. Informazione e formazione dei lavoratori

1. Il datore di lavoro adotta le misure finalizzate a fornire ai lavoratori una adeguata informazione e formazione sui rischi di incendio secondo i criteri di cui all’allegato I, in funzione dei fattori di rischio incendio presenti presso la propria attività.

Art. 4. Designazione degli addetti al servizio antincendio

1. All’esito della valutazione dei rischi d’incendio e sulla base delle misure di gestione della sicurezza antincendio in esercizio ed in emergenza, ivi incluso il piano di emergenza, laddove previsto, il datore di lavoro designa i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, di seguito chiamati «addetti al servizio antincendio», ai sensi dell’art. 18, comma 1, lettera b)[6] del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, o se stesso nei casi previsti dall’art. 34 del medesimo decreto.

2. I lavoratori designati frequentano i corsi di formazione e di aggiornamento di cui all’art. 5 del presente decreto.

Art. 5. Formazione ed aggiornamento degli addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione dell’emergenza

1. Conformemente a quanto stabilito dall’art. 37, comma 9[7], del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, il datore di lavoro assicura la formazione degli addetti al servizio antincendio, secondo quanto previsto nell’allegato III, che costituisce parte integrante del presente decreto.

2. Per le attività di cui all’allegato IV, che costituisce parte integrante del presente decreto, gli addetti al servizio antincendio conseguono l’attestato di idoneità tecnica di cui all’art. 3 del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 512.

3. Fermo restando quanto previsto al comma 2, se il datore di lavoro ritiene necessario comprovare l’idoneità tecnica del personale esaminato con apposita attestazione, la stessa è acquisita secondo le procedure di cui all’art. 3[8] del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 512.

4. Conformemente a quanto stabilito dall’art. 43, comma 3[9], del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, il personale del Ministero della difesa «addetto al servizio antincendio» può assolvere l’obbligo di formazione e di idoneità tecnica di cui ai commi 1, 2 e 3 del presente articolo attraverso la formazione specifica e il superamento delle specifiche prove di accertamento tecnico svolti presso gli istituti di formazione o le scuole della propria amministrazione.

5. Gli addetti al servizio antincendio frequentano specifici corsi di aggiornamento con cadenza almeno quinquennale[10], secondo quanto previsto nell’allegato III.

6. Oltre che dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, i corsi di cui al presente articolo possono essere svolti anche da soggetti, pubblici o privati, tenuti ad avvalersi di docenti in possesso dei requisiti di cui all’art. 6.

7. I corsi di cui al presente articolo possono anche essere svolti direttamente dal datore di lavoro, ove il medesimo abbia i requisiti di cui all’art. 6, oppure avvalendosi di lavoratori dell’azienda in possesso dei medesimi requisiti

Art. 6. Requisiti dei docenti

1. I docenti[11] dei corsi di formazione ed aggiornamento degli addetti antincendio sono abilitati ad effettuare le docenze se in possesso dei requisiti[12] di seguito indicati.

2. I docenti della parte teorica e della parte pratica devono aver conseguito almeno il diploma di scuola secondaria di secondo grado ed essere in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:

a) documentata esperienza di almeno novanta ore come docenti in materia antincendio, sia in ambito teorico che in ambito pratico, alla data di entrata in vigore del presente decreto;

b) avere frequentato con esito positivo un corso di formazione[13] per docenti teorico/pratici di tipo A erogato dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ai sensi dell’art. 26-bis del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, secondo le modalità definite nell’allegato V, che costituisce parte integrante del presente decreto;

c) essere iscritti negli elenchi del Ministero dell’interno di cui all’art. 16, comma 4, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 e aver frequentato, con esito positivo, un corso di formazione per docenti di cui al comma 5, lettera b) del presente articolo, limitatamente al modulo 10 di esercitazioni pratiche;

d) rientrare tra il personale cessato dal servizio nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che ha prestato servizio per almeno dieci anni nei ruoli operativi dei dirigenti e dei direttivi, dei direttivi aggiunti, degli ispettori antincendi nonché dei corrispondenti ruoli speciali ad esaurimento.

3. I docenti della sola parte teorica devono aver conseguito almeno il diploma di scuola secondaria di secondo grado ed essere in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:

  • documentata esperienza di almeno novanta ore come docenti in materia antincendio, in ambito teorico, alla data di entrata in vigore del presente decreto;
  • avere frequentato con esito positivo un corso di formazione di tipo B per docenti teorici erogato dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ai sensi dell’art. 26-bis del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, secondo le modalità definite nell’allegato V, che costituisce parte integrante del presente decreto;
  • iscrizione negli elenchi del Ministero dell’interno di cui all’art. 16, comma 4, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139;
  • rientrare tra il personale cessato dal servizio nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che ha prestato servizio per almeno dieci anni nei ruoli operativi dei dirigenti e dei direttivi, dei direttivi aggiunti, degli ispettori antincendi nonché dei corrispondenti ruoli speciali ad esaurimento.

4. Alla data di entrata in vigore del presente decreto, si ritengono qualificati i docenti che possiedono una documentata esperienza come formatori in materia teorica antincendio di almeno cinque anni con un minimo di quattrocento ore all’anno di docenza.

5. I docenti della sola parte pratica devono essere in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:

a) documentata esperienza di almeno novanta ore come docenti in materia antincendio, in ambito pratico, svolte alla data di entrata in vigore del presente decreto;

b) avere frequentato con esito positivo un corso di formazione di tipo C per docenti pratici erogato dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ai sensi dell’art. 26-bis del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, secondo le modalità definite all’allegato V;

c) rientrare tra il personale cessato dal servizio nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che ha prestato servizio nel ruolo dei capi reparto e dei capi squadra per almeno dieci anni.

6. I docenti frequentano specifici corsi di aggiornamento con cadenza almeno quinquennale[14], secondo quanto previsto nell’allegato V.

7. I docenti esibiscono, su richiesta dell’organo di vigilanza, la documentazione attestante i requisiti di cui al presente articolo o dichiarazione sostitutiva resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 di­cembre 2000, n. 445.

Art. 7. Disposizioni transitorie e finali

1. I corsi di cui all’art. 5, già programmati con i contenuti dell’allegato IX del decreto del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale del 10 marzo 1998, sono considerati validi se svolti entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente decreto.

2. Fatti salvi gli obblighi di informazione, formazione e aggiornamento in capo al datore di lavoro in occasione di variazioni normative, il primo aggiornamento degli addetti al servizio antincendio dovrà avvenire entro cinque anni dalla data di svolgimento dell’ultima attività di formazione o aggiornamento. Se, alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono trascorsi più di cinque anni dalla data di svolgimento delle ultime attività di formazione o aggiornamento, l’obbligo di aggiornamento è ottemperato con la frequenza di un corso di aggiornamento entro dodici mesi dall’entrata in vigore del decreto stesso.

3. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogati l’art. 3, comma 1, lettera f) e gli articoli 5, 6 e 7 del decreto del Ministro dell’interno 10 marzo 1998.[15]

Art. 8. Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore un anno dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.[16]


ALLEGATO I
GESTIONE DELLA SICUREZZA ANTINCENDIO IN ESERCIZIO

(Articolo 2, comma 1)

1.1 Generalità

  1. È obbligo del datore di lavoro fornire ai lavoratori un’adeguata informazione e formazione sui principi di base della prevenzione incendi e sulle azioni da attuare in presenza di un incendio, secondo le indicazioni riportate nel presente allegato.
  2. Tutti i lavoratori esposti a rischi di incendio o di esplosione correlati al posto di lavoro, in relazione al livello di rischio a cui la mansione espone il lavoratore, devono ricevere una specifica ed adeguata formazione antincendio da parte del datore di lavoro.

1.2 Informazione e formazione antincendio

  1. L’informazione e la formazione antincendio dei lavoratori deve essere effettuata sui seguenti argomenti:
    1. i rischi di incendio e di esplosione legati all’attività svolta;
    2. i rischi di incendio e di esplosione legati alle specifiche mansioni svolte;
    3. le misure di prevenzione e di protezione incendi adottate nel luogo di lavoro con particolare riferimento a:
      • osservanza delle misure di prevenzione degli incendi e relativo corretto comportamento negli ambienti di lavoro;
      • accorgimenti comportamentali correlati agli scenari di emergenza (ad esempio, in relazione all’uso degli ascensori e delle porte e della connessa modalità di apertura);
    4. l’ubicazione delle vie d’esodo;
    5. le procedure da adottare in caso di incendio, ed in particolare informazioni inerenti:
      • le azioni da attuare in caso di incendio;
      • l’azionamento dell’allarme;
      • le procedure da attuare all’attivazione dell’allarme e di evacuazione fino al punto di raccolta in luogo sicuro;
      • la modalità di chiamata dei vigili del fuoco.
    6. i nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze e primo soccorso;
    7. il nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione.
  2. L’informazione e la formazione devono essere basate sulla valutazione dei rischi, devono essere fornite al lavoratore all’atto dell’assunzione ed aggiornate nel caso in cui si verifichi un mutamento della situazione del luogo di lavoro che comporti una variazione della valutazione stessa.
  3. L’informazione deve essere fornita e trasmessa in maniera tale che il lavoratore possa apprenderla facilmente. Adeguate e specifiche informazioni devono essere fornite agli addetti alla manutenzione e agli appaltatori per garantire che essi siano a conoscenza delle misure generali di sicurezza antincendio nel luogo di lavoro, delle azioni da adottare in caso di incendio e delle procedure di evacuazione.
  4. Nei luoghi di lavoro di piccole dimensioni l’informazione può limitarsi ad avvisi riportati tramite apposita cartellonistica.
  5. L’informazione e le istruzioni antincendio possono essere fomite ai lavoratori anche predisponendo avvisi scritti che riportino le azioni essenziali che devono essere attuate in caso di allarme. Tali istruzioni, a cui possono essere aggiunte delle semplici planimetrie indicanti le vie di esodo, devono essere collocate in punti opportuni per essere chiaramente visibili e opportunamente orientate.
  6. Qualora ritenuto opportuno, gli avvisi devono essere riportati anche in lingue straniere.
  7. La comunicazione deve essere accessibile a tutti, anche attraverso strumenti compatibili con specifiche esigenze dei lavoratori.

1.3 Preparazione all’emergenza

  1. Nei luoghi di lavoro ove, ai sensi dell’articolo 2, comma 2 del presente decreto, ricorre l’obbligo della redazione del piano di emergenza connesso con la valutazione dei rischi, i lavoratori devono partecipare ad esercitazioni antincendio con cadenza almeno annuale, a meno di diverse indicazioni contenute nelle specifiche norme e regole tecniche di prevenzione incendi, per l’addestramento inerente le procedure di esodo e di primo intervento. Nei luoghi di lavoro di piccole dimensioni, tali esercitazioni devono prevedere almeno:
    • la percorrenza delle vie d’esodo;
    • l’identificazione delle porte resistenti al fuoco, ove esistenti;
    • l’identificazione della posizione dei dispositivi di allarme;
    • l’identificazione dell’ubicazione delle attrezzature di estinzione.
  2. L’allarme dato in occasione delle esercitazioni non deve essere realmente indirizzato ai vigili del fuoco.
  3. I lavoratori devono partecipare all’esercitazione e, qualora ritenuto opportuno, devono essere coinvolte anche le ulteriori persone presenti normalmente durante l’esercizio dell’attività (ad esempio utenti, pubblico, personale delle ditte di manutenzione, appaltatori).
  4. Lo svolgimento delle esercitazioni deve tener conto di eventuali situazioni di notevole affollamento e della presenza di persone con specifiche esigenze.
  5. I lavoratori la cui attività è essenziale al mantenimento delle condizioni della sicurezza del luogo di lavoro possono essere esclusi, a rotazione, dalle esercitazioni.
  6. Il datore di lavoro dovrà effettuare un’ulteriore esercitazione in caso di:
    • adozione di provvedimenti per la risoluzione di gravi carenze emerse nel corso di precedenti esercitazioni;
    • incremento significativo del numero dei lavoratori o dell’affollamento (numero di presenze contemporanee);
    • modifiche sostanziali al sistema di esodo.
  7. Il datore di lavoro deve documentare l’evidenza delle esercitazioni svolte.
  8. Se nello stesso edificio coesistono più datori di lavoro, è necessaria la collaborazione e il coordinamento tra i soggetti occupanti l’edificio per la realizzazione delle esercitazioni antincendio.

ALLEGATO II
GESTIONE DELLA SICUREZZA ANTINCENDIO IN EMERGENZA

(Articolo 2, comma 1)

2.1 Generalità

  1. In tutti i luoghi di lavoro dove ricorra l’obbligo di cui all’articolo 2, comma 2, del presente decreto, il datore di lavoro predispone e tiene aggiornato un piano di emergenza, che deve contenere:
    1. le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di incendio;
    2. le procedure per l’evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti[17];
    3. le disposizioni per chiedere l’intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo;
    4. le specifiche misure per assistere le persone con esigenze speciali.
  2. Il piano di emergenza deve identificare un adeguato numero di addetti al servizio antincendio incaricati di sovrintendere e attuare le procedure previste. Il numero complessivo di personale designato alla gestione delle emergenze deve essere congruo, in relazione alle turnazioni e alle assenze ordinariamente prevedibili.
  3. Il piano di emergenza deve essere aggiornato in occasione di ogni modifica che possa alterare le misure di prevenzione e protezione; l’aggiornamento deve prevedere l’informazione dei lavoratori ed il coinvolgimento degli addetti alla gestione dell’emergenza.

2.2 Contenuti del piano di emergenza

  1. I fattori da tenere presenti nella compilazione e da riportare nel piano di emergenza sono:
    1. le caratteristiche dei luoghi, con particolare riferimento alle vie di esodo;
    2. le modalità di rivelazione e di diffusione dell’allarme incendio;
    3. il numero delle persone presenti e la loro ubicazione;
    4. i lavoratori esposti a rischi particolari;
    5. il numero di addetti all’attuazione ed al controllo del piano nonché all’assistenza per l’evacuazione (addetti alla gestione delle emergenze, dell’evacuazione, della lotta antincendio, del primo soccorso);
    6. il livello di informazione e formazione fornito ai lavoratori.
  2. Il piano di emergenza deve essere è basato su chiare istruzioni scritte e deve includere:
    1. i compiti del personale di servizio incaricato di svolgere specifiche mansioni con riferimento alla sicurezza antincendio, quali, a titolo di esempio: telefonisti, custodi, capi reparto, addetti alla manutenzione, personale di sorveglianza;
    2. i compiti del personale cui sono affidate particolari responsabilità in caso di incendio;
    3. i provvedimenti necessari per assicurare che tutto il personale sia informato sulle procedure da attuare;
    4. le specifiche misure da porre in atto nei confronti di lavoratori esposti a rischi particolari;
    5. le specifiche misure per le aree ad elevato rischio di incendio;
    6. le procedure per la chiamata dei vigili del fuoco, per informarli al loro arrivo e per fornire la necessaria assistenza durante l’intervento.
  3. Il piano deve includere anche una o più planimetrie nelle quali sono riportati almeno:
    1. le caratteristiche distributive del luogo, con particolare riferimento alla destinazione delle varie aree, alle vie di esodo ed alle compartimentazioni antincendio;
    2. l’ubicazione dei sistemi di sicurezza antincendio, delle attrezzature e degli impianti di estinzione;
    3. l’ubicazione degli allarmi e della centrale di controllo;
    4. l’ubicazione dell’interruttore generale dell’alimentazione elettrica, delle valvole di intercettazione delle adduzioni idriche, del gas e di altri fluidi tecnici combustibili;
    5. l’ubicazione dei locali a rischio specifico;
    6. l’ubicazione dei presidi ed ausili di primo soccorso;
    7. i soli ascensori utilizzabili in caso di incendio.
  4. Per più luoghi di lavoro ubicati nello stesso edificio, ma facenti capo a titolari diversi, i piani di emergenza devono essere coordinati.
  5. In attuazione delle previsioni di specifiche norme e regole tecniche o per adottare più efficaci misure di gestione dell’emergenza in esito alla valutazione dei rischi, potrà essere predisposto un apposito centro di gestione delle emergenze.
  6. È necessario evidenziare che gli ascensori non devono essere utilizzati per l’esodo, salvo che siano stati appositamente realizzati per tale scopo.

2.3 Assistenza alle persone con esigenze speciali in caso di incendio

  1. Il datore di lavoro deve individuare le necessità particolari delle persone con esigenze speciali e ne tiene conto nella progettazione e realizzazione delle misure di sicurezza antincendio, nonché nella redazione delle procedure di evacuazione dal luogo di lavoro.
  2. Occorre, altresì, considerare le altre persone con esigenze speciali che possono avere accesso nel luogo di lavoro, quali ad esempio le persone anziane, le donne in stato di gravidanza, le persone con disabilità temporanee ed i bambini.
  3. Nel predisporre il piano di emergenza, il datore di lavoro deve prevedere una adeguata assistenza alle persone con esigenze speciali, indicando misure di supporto alle persone con ridotte capacità sensoriali o motorie, tra le quali adeguate modalità di diffusione dell’allarme, attraverso dispositivi sensoriali (luci, scritte luminose, dispositivi a vibrazione) e messaggi da altoparlanti (ad esempio con sistema EVAC).

Nota: Utile riferimento è la norma UNI EN 17210 – Accessibilità e fruibilità dell’ambiente costruito – Requisiti funzionali

2.4 Misure semplificate per la gestione dell’emergenza

  1. Per gli esercizi aperti al pubblico ove sono occupati meno di 10 lavoratori e caratterizzati dalla presenza contemporanea di più di 50 persone, ad esclusione di quelli inseriti in attività soggette ai controlli di prevenzione incendi e in edifici complessi caratterizzati da presenza di affollamento, il datore di lavoro può predisporre misure semplificate per la gestione dell’emergenza, costituite dalla planimetria prevista dal punto 2.2, numero 3) e da indicazioni schematiche contenenti tutti gli elementi previsti dai punti 2.2, numeri 1 e 2.

ALLEGATO III
CORSI DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO ANTINCENDIO PER ADDETTI AL SERVIZIO ANTINCENDIO

(Articolo 5, comma 1)

3.1 Generalità

  1. Tutti i lavoratori che svolgono incarichi relativi alla prevenzione incendi, lotta antincendi o gestione delle emergenze devono ricevere una specifica formazione antincendio e svolgere specifici aggiornamenti, i cui contenuti minimi sono riportati nel presente allegato.

3.2 Corsi di formazione e aggiornamento antincendio

3.2.1 Generalità

  1. I contenuti minimi dei corsi di formazione e dei corsi di aggiornamento antincendio per addetti al servizio antincendio devono essere correlati al livello di rischio dell’attività così come individuato dal datore di lavoro e sulla base degli indirizzi riportati di seguito.
  2. L’attività di formazione ed aggiornamento, limitatamente alla parte teorica, può utilizzare metodologie di apprendimento innovative, anche in modalità FAD (formazione a distanza) di tipo sincrono e con ricorso a linguaggi multimediali che consentano l’impiego degli strumenti informatici quali canali di divulgazione dei contenuti formativi.
  3. I contenuti previsti nel presente allegato possono essere oggetto di adeguata integrazione in relazione a specifiche situazioni di rischio.
  4. Ai fini dell’organizzazione delle attività formative sono individuati tre gruppi di percorsi formativi in funzione della complessità dell’attività e del livello di rischio.

3.2.2 Attività di livello 3

  1. Ricadono in tale fattispecie almeno le seguenti attività:
    1. stabilimenti di «soglia inferiore» e di «soglia superiore» come definiti all’articolo 3, comma 1, lettere b) e c) del decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105;
    2. fabbriche e depositi di esplosivi;
    3. centrali termoelettriche;
    4. impianti di estrazione di oli minerali e gas combustibili;
    5. impianti e laboratori nucleari;
    6. depositi al chiuso di materiali combustibili aventi superficie superiore a 20.000 m2;
    7. attività commerciali ed espositive con superficie aperta al pubblico superiore a 10.000 m2;
    8. aerostazioni, stazioni ferroviarie, stazioni marittime con superficie coperta accessibile al pubblico superiore a 5.000 m2; metropolitane in tutto o in parte sotterranee;
    9. interporti con superficie superiore a 20.000 m2;
    10. alberghi con oltre 200 posti letto;
    11. strutture sanitarie che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero o residenziale a ciclo continuativo o diurno; case di riposo per anziani;
    12. scuole di ogni ordine e grado con oltre 1.000 persone presenti;
    13. uffici con oltre 1.000 persone presenti;
    14. cantieri temporanei o mobili in sotterraneo per la costruzione, manutenzione e riparazione di gallerie, caverne, pozzi ed opere simili di lunghezza superiore a 50 metri;
    15. cantieri temporanei o mobili ove si impiegano esplosivi;
    16. stabilimenti ed impianti che effettuano stoccaggio di rifiuti, ai sensi dell’articolo 183, comma 1, lettera aa) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nonché operazioni di trattamento di rifiuti, ai sensi dell’articolo 183, comma 1, lettera s) del medesimo decreto legislativo; sono esclusi i rifiuti inerti come definiti dall’articolo 2, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36.
  2. I corsi di formazione e i corsi di aggiornamento per gli addetti operanti nelle sopra riportate attività devono essere basati sui contenuti e la durata riportati nei punti 3.2.5 e 3.2.6 per i corsi di tipo 3 (FOR o AGG).

3.2.3 Attività di livello 2

  1. Ricadono in tale fattispecie almeno le seguenti attività:
    1. i luoghi di lavoro compresi nell’allegato I al decreto del Presidente della Repubblica 1° ago­sto 2011, n 151, con esclusione delle attività di livello 3;
    2. i cantieri temporanei e mobili ove si detengono ed impiegano sostanze infiammabili e si fa uso di fiamme libere, esclusi quelli interamente all’aperto.
  2. I corsi di formazione e i corsi di aggiornamento per gli addetti operanti nelle sopra riportate attività devono essere basati sui contenuti e la durata riportati nei punti 3.2.5 e 3.2.6 per i corsi di tipo 2 (FOR o AGG).

3.2.4 Attività di livello 1

  1. Rientrano in tale categoria di attività quelle non presenti nelle fattispecie indicate ai precedenti punti e dove, in generale, le sostanze presenti e le condizioni di esercizio offrono scarsa possibilità di sviluppo di focolai e ove non sussistono probabilità di propagazione delle fiamme.
  2. I corsi di formazione e i corsi di aggiornamento per gli addetti operanti nelle sovrariportate attività devono essere basati sui contenuti e le durate riportati nei punti 3.2.5 e 3.2.6 per i corsi di tipo 1 (FOR o AGG).

3.2.5 Contenuti minimi dei corsi di formazione

CORSO DI TIPO 1-FOR: CORSO DI FORMAZIONE ANTINCENDIO PER ADDETTI ANTINCENDIO IN ATTIVITÀ DI LIVELLO 1 (DURATA 4 ORE, compresa verifica di apprendimento)
1-FOR
MODULI ARGOMENTI DURATA
1 L’INCENDIO E LA
PREVENZIONE
  • Principi della combustione;
  • prodotti della combustione;
  • sostanze estinguenti in relazione al tipo di incendio;
  • effetti dell’incendio sull’uomo;
  • divieti e limitazioni di esercizio;
  • misure comportamentali.
1 ora
2 PROTEZIONE ANTINCENDIO E PROCEDURE DA ADOTTARE IN CASO DI INCENDIO
  • Principali misure di protezione antincendio;
  • evacuazione in caso di incendio;
  • chiamata dei soccorsi.
1 ora
3 ESERCITAZIONI PRATICHE
  • Presa visione e chiarimenti sugli estintori portatili;
  • esercitazioni sull’uso degli estintori portatili;
  • presa visione del registro antincendio, chiarimenti ed esercitazione riguardante l’attività di sorveglianza.
2 ore
   DURATA TOTALE 4 ore
CORSO DI TIPO 2-FOR: CORSO DI FORMAZIONE ANTINCENDIO PER ADDETTI ANTINCENDIO IN ATTIVITÀ DI LIVELLO 2 (DURATA 8 ORE, compresa verifica di apprendimento)
2-FOR
MODULI ARGOMENTI DURATA
1 L’INCENDIO E LA
PREVENZIONE INCENDI
Principi sulla combustione e l’incendio:

  • le sostanze estinguenti;
  • il triangolo della combustione;
  • le principali cause di un incendio;
  • i rischi alle per le persone in caso di incendio;
  • i principali accorgimenti e misure per prevenire gli incendi.
2 ore
2 STRATEGIA ANTINCENDIO
(prima parte)
Misure antincendio (prima parte):

  • reazione al fuoco;
  • resistenza al fuoco;
  • compartimentazione,
  • esodo;
  • controllo dell’incendio;
  • rivelazione ed allarme;
  • controllo di fumi e calore;
  • operatività antincendio;
  • sicurezza degli impianti tecnologici e di servizio.
2 ore
3 STRATEGIA ANTINCENDIO
(seconda parte)
Gestione della sicurezza antincendio in esercizio ed in emergenza, con approfondimenti su controlli e manutenzione e sulla pianificazione di emergenza. 1 ora
4 ESERCITAZIONI PRATICHE
  • Presa visione e chiarimenti sulle attrezzature ed impianti di controllo ed estinzione degli incendi più diffusi;
  • presa visione e chiarimenti sui dispositivi di protezione individuale;
  • esercitazioni sull’uso degli estintori portatili e modalità di utilizzo di naspi e idranti;
  • presa visione del registro antincendio, chiarimenti ed esercitazione riguardante l’attività di sorveglianza.
3 ore
   DURATA TOTALE 8 ore
CORSO DI TIPO 3-FOR: CORSO DI FORMAZIONE ANTINCENDIO PER ADDETTI ANTINCENDIO IN ATTIVITÀ DI LIVELLO 3 (DURATA 16 ORE, compresa verifica di apprendimento)
3-FOR
MODULI ARGOMENTI DURATA
1 L’INCENDIO E LA
PREVENZIONE INCENDI
  • Principi sulla combustione;
  • le principali cause di incendio in relazione allo specifico ambiente di lavoro;
  • le sostanze estinguenti;
  • i rischi alle persone ed all’ambiente;
  • specifiche misure di prevenzione incendi; accorgimenti comportamentali per prevenire gli incendi;
  • l’importanza del controllo degli ambienti di lavoro;
  • l’importanza delle verifiche e delle manutenzioni sui presidi antincendio.
4 ore
2 STRATEGIA ANTINCENDIO
(prima parte)
  • Le aree a rischio specifico. La protezione contro le esplosioni.

Misure antincendio (prima parte):

  • reazione al fuoco;
  • resistenza al fuoco;
  • compartimentazione;
  • esodo;
  • rivelazione ed allarme;
  • controllo di fumo e calore.
4 ore
3 STRATEGIA ANTINCENDIO
(seconda parte)
  • Misure antincendio (seconda parte):
  • controllo dell’incendio;
  • operatività antincendio;
  • gestione della sicurezza antincendio in esercizio ed in emergenza.
  • controlli e la manutenzione.

Il piano di emergenza:

  • procedure di emergenza;
  • procedure di allarme;
  • procedure di evacuazione.
4 ore
4 ESERCITAZIONI PRATICHE
  • Presa visione e chiarimenti sulle principali attrezzature ed impianti di controllo ed estinzione degli incendi;
  • presa visione sui dispositivi di protezione individuale (tra cui, maschere, autoprotettore, tute);
  • esercitazioni sull’uso delle attrezzature di controllo ed estinzione degli incendi.
  • presa visione del registro antincendio;
  • chiarimenti ed esercitazione riguardante l’attività di sorveglianza.
4 ore
   DURATA TOTALE 16 ore

3.2.6 Contenuti minimi dei corsi di aggiornamento

CORSO DI TIPO 1-AGG: CORSO DI AGGIORNAMENTO ANTINCENDIO PER ADDETTI ANTINCENDIO IN ATTIVITÀ DI LIVELLO 1 (DURATA 2 ORE).
L’aggiornamento può essere costituito da sole esercitazioni pratiche con i contenuti di seguito elencati.
1-AGG
MODULI ARGOMENTI DURATA
1 ESERCITAZIONI PRATICHE
  • Presa visione delle misure di sorveglianza su impianti, attrezzature e sistemi di sicurezza antincendio;
  • chiarimenti sugli estintori portatili;
  • esercitazioni sull’uso degli estintori portatili
  • presa visione del registro antincendio e delle misure di sorveglianza su impianti, attrezzature e sistemi di sicurezza antincendio;
  • esercitazione riguardante l’attività di sorveglianza.
2 ore
   DURATA TOTALE 2 ore
CORSO DI TIPO 2-AGG: CORSO DI AGGIORNAMENTO ANTINCENDIO PER ADDETTI ANTINCENDIO IN ATTIVITÀ DI LIVELLO 2 (DURATA 5 ORE, compresa verifica di apprendimento).
L’aggiornamento è costituito da una parte teorica (in aula) e da esercitazioni pratiche.
2-AGG
MODULI ARGOMENTI DURATA
1 PARTE TEORICA I contenuti del corso di aggiornamento sono selezionati tra gli argomenti del corso di formazione iniziale e riguardano sia l’incendio e la prevenzione sia la protezione antincendio e le procedure da adottare in caso di incendio. 2 ore
2 ESERCITAZIONI PRATICHE
  • Presa visione del registro antincendio e delle misure di sorveglianza su impianti, attrezzature e sistemi di sicurezza antincendio;
  • esercitazione riguardante l’attività di sorveglianza;
  • chiarimenti sugli estintori portatili;
  • esercitazioni sull’uso degli estintori portatili e modalità di utilizzo di naspi e idranti.
3 ore
   DURATA TOTALE 5 ore
CORSO DI TIPO 3-AGG: CORSO DI AGGIORNAMENTO ANTINCENDIO PER ADDETTI ANTINCENDIO IN ATTIVITÀ DI LIVELLO 3 (DURATA 8 ORE, compresa verifica di apprendimento).
L’aggiornamento è costituito da una parte teorica (in aula) e da esercitazioni pratiche.
3-AGG
MODULI ARGOMENTI DURATA
1 PARTE TEORICA I contenuti del corso di aggiornamento sono selezionati tra gli argomenti del corso di formazione iniziale e riguardano sia l’incendio e la prevenzione sia la protezione antincendio e le procedure da adottare in caso di incendio. 5 ore
2 ESERCITAZIONI PRATICHE
  • Presa visione del registro antincendio e delle misure di sorveglianza su impianti, attrezzature e sistemi di sicurezza antincendio;
  • esercitazione riguardante l’attività di sorveglianza;
  • chiarimenti sui mezzi di estinzione più diffusi;
  • presa visione e chiarimenti sui dispositivi di protezione individuale;
  • esercitazioni sull’uso degli estintori portatili e modalità di utilizzo di naspi e idranti.
3 ore
   DURATA TOTALE 8 ore

ALLEGATO IV
IDONEITÀ TECNICA DEGLI ADDETTI AL SERVIZIO ANTINCENDIO

(Articolo 5, comma 2)

4.1 Idoneità tecnica

  1. Si riporta l’elenco dei luoghi di lavoro ove si svolgono attività per le quali, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, è previsto che i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, conseguano l’attestato di idoneità tecnica di cui all’articolo 3 del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 512:
    1. stabilimenti di «soglia inferiore» e di «soglia superiore» come definiti all’articolo 3, comma 1, lettere b) e c) del decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105;
    2. fabbriche e depositi di esplosivi;
    3. centrali termoelettriche;
    4. impianti di estrazione di oli minerali e gas combustibili;
    5. impianti e laboratori nucleari;
    6. depositi al chiuso di materiali combustibili aventi superficie superiore a 10.000 m2;
    7. attività commerciali e/o espositive con superficie aperta al pubblico superiore a 5.000 m2;
    8. aerostazioni, stazioni ferroviarie, stazioni marittime con superficie coperta accessibile al pubblico superiore a 5.000 m2; metropolitane in tutto o in parte sotterranee;
    9. interporti con superficie superiore a 20.000 m2;
    10. alberghi con oltre 100 posti letto; campeggi, villaggi turistici e simili con capacità ricettiva superiore a 400 persone;
    11. strutture sanitarie che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero o residenziale a ciclo continuativo o diurno; case di riposo per anziani;
    12. scuole di ogni ordine e grado con oltre 300 persone presenti;
    13. uffici con oltre 500 persone presenti;
    14. locali di spettacolo e trattenimento con capienza superiore a 100 posti;
    15. edifici sottoposti a tutela ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, aperti al pubblico, destinati a contenere biblioteche ed archivi, musei, gallerie, esposizioni e mostre con superficie aperta a pubblico superiore a 1.000 m2;
    16. cantieri temporanei o mobili in sotterraneo per la costruzione, manutenzione e riparazione di gallerie, caverne, pozzi ed opere simili di lunghezza superiore a 50 metri;
    17. cantieri temporanei o mobili ove si impiegano esplosivi;
    18. stabilimenti ed impianti che effettuano stoccaggio di rifiuti, ai sensi dell’articolo 183, comma 1, lettera aa) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nonché operazioni di trattamento di rifiuti, ai sensi dell’articolo 183, comma 1) del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36.

ALLEGATO V
CORSI DI FORMAZIONE E DI AGGIORNAMENTO DEI DOCENTI DEI CORSI ANTINCENDIO

(Articolo 6)

5.1 Inquadramento didattico

  1. Il corso di formazione per docenti, di tipo A, della durata minima di 60 ore, di cui 16 ore per la formazione della parte pratica, è articolato in 10 moduli, non modificabili per numero ed argomenti, indicati in tabella 5.1.
  2. Il corso si conclude con l’esame finale il cui superamento abilita all’erogazione dei moduli teorici e pratici indicati nell’allegato III.
  3. È possibile acquisire le abilitazioni parziali:
    • all’erogazione dei soli moduli teorici di cui all’allegato III previa frequenza del corso di tipo B e superamento di un apposito esame finale;
    • all’erogazione dei soli moduli pratici di cui all’allegato III previa frequenza del corso di tipo C e superamento di un apposito esame finale.
  4. In relazione agli argomenti trattati è previsto un test di verifica di apprendimento per tutti i moduli, a carattere didattico e non valutativo, ad eccezione del primo che riveste carattere introduttivo.
  5. Resta ferma la facoltà, in relazione a specifiche esigenze, di inserire ulteriori argomenti o approfondire quelli previsti nei singoli moduli, anche con durata complessiva maggiore.
  6. La frequenza delle lezioni ha carattere obbligatorio e non possono, pertanto, essere ammessi a sostenere l’esame finale i discenti che abbiano maturato una quota di assenze superiore al 10% delle ore complessive di durata del corso stesso. Per i richiedenti, ai fini del raggiungimento del monte ore minimo per l’ammissione all’esame finale, può essere prevista, prima dell’esame, l’erogazione di moduli didattici di recupero.

5.2 Abilitazione alla erogazione dei corsi

  1. L’abilitazione all’erogazione dei corsi di cui all’allegato III, per i moduli teorici e i moduli pratici, si consegue a seguito di frequenza del corso di formazione di tipo A della durata minima di 60 ore e il superamento del relativo esame finale.
  2. L’abilitazione all’erogazione dei corsi di cui all’allegato III, limitatamente alla parte teorica, si consegue a seguito di frequenza del corso di formazione di tipo B, costituito dai primi 9 moduli del corso di formazione (durata 48 ore) e il superamento di un apposito esame finale.
  3. L’abilitazione all’erogazione dei corsi di cui all’allegato III, limitatamente alla parte pratica, si consegue a seguito di frequenza di un corso di formazione di tipo C della durata minima di 28 ore e superamento di un apposito esame finale. Il corso di formazione di tipo C per l’abilitazione all’erogazione dei soli moduli pratici costituisce un segmento formativo specifico per gli aspiranti docenti della sola parte pratica. Pertanto, non è consentita la frequenza parziale del corso completo di 60 ore.

5.3 Contenuti minimi del corso

  1. Per ciascun modulo viene indicato di seguito il numero minimo delle lezioni in cui lo stesso deve essere articolato, con gli argomenti da sviluppare per ciascuna lezione.

Tabella 5.1

MODULO OGGETTO LEZIONI ORE
1 OBIETTIVI E FONDAMENTI DI PREVENZIONE INCENDI
Il primo modulo è di carat­tere introduttivo, finalizzato a fornire un quadro di in­sieme preliminare riguar­dante gli obiettivi e i criteri generali di sicurezza antin­cendio, nonché ad eviden­ziare i capisaldi la progetta­zione antincendio.
1.1 OBIETTIVI E FONDAMENTI DI PREVENZIONE INCENDI
In questo ambito vengono analizzati gli obiettivi della prevenzione incendi, introdotti i criteri generali per la valutazione del rischio di incendio e per l’individuazione delle misure preventive, protettive e di esercizio finalizzate a mitigare il rischio. Inoltre, viene illustrata l’organizzazione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, con particolare riferimento alle competenze in materia di prevenzione incendi.
2
DURATA TOTALE 2 ore
MODULO OGGETTO LEZIONI ORE
2 FISICA E CHIMICA DELL’INCENDIO
Il secondo modulo è artico­lato in tre lezioni:
– nella prima sono trattati i principi della combustione e vengono descritte le ca­ratteristiche delle sos­tanze pericolose in relazio­ne alle fonti di innesco;
– nella seconda si affronta l’argomento della estinzio­ne e delle sostanze estin­guenti;
– nella terza vengono de­scritte le modalità per ri­durre la probabilità di ac­cadimento dell’incendio at­traverso le misure di pre­venzione.
Completa il modulo un test di verifica dell’ap­pren­di­mento.
2.1 GENERALITÀ SULLA COMBUSTIONE E SOSTANZE PERICOLOSE
Vengono analizzati, puntualmente, tutti i parametri, gli elementi coinvolti nell’innesco e nella propagazione dell’incendio (combustione, prodotti e reagenti, reazione di combustione, fonti di innesco ed energia di attivazione, campo di infiammabilità, temperatura di infiammabilità, temperatura di accensione, temperatura di combustione, prodotti della combustione, curva tempo-temperatura, sostanze pericolose com­bu­sti­bili ed infiammabili – caratteristiche e clas­sificazione. – esplosioni di miscele infiammabili di gas, vapori e polveri).
2 [1]
2.2 SOSTANZE ESTINGUENTI
Partendo dalla classificazione dei fuochi vengono descritti i meccanismi che influenzano l’estinzione dell’incendio e illustrate le peculiarità delle sostanze estinguenti (acqua, acqua frazio­nata/nebulizzata, schiume, polveri, gas inerti) effettuando le necessarie comparazioni fra le varie sostanze estinguenti. Completano l’argomento alcuni cenni sui nuovi prodotti e sulle procedure per la loro omologazione o approvazione ai fini antincendio.
2 [1]
2.3 MISURE DI PREVENZIONE DEGLI INCENDI
Viene introdotto il concetto di rischio di incendio ed evidenziati i criteri generali di compensazione del rischio attraverso le misure di prevenzione.
2 [2]
DURATA TOTALE 6 [4] ore
MODULO OGGETTO LEZIONI ORE
3 LEGISLAZIONE GENERALE E PROCEDURE DI PREVENZIONE INCENDI
Il terzo modulo ha il compito di fornire, in due lezioni, un inquadramento generale sulle leggi e i regolamenti che disciplinano la sicurezza antincendio, oltre ai pro­cedimenti di prevenzione incendi. Completa il modulo un test di verifica dell’ap­prendimento.
3.1 LEGISLAZIONE SULLA SICUREZZA ANTINCENDI
Nella lezione si tratta un sintetico quadro dei principali provvedimenti legislativi e rego­la­mentari che disciplinano la materia. Vengono inoltre evidenziati, in relazione agli obiettivi di sicurezza stabiliti dalle leggi di riferimento, le modalità di applicazione delle misure preventive e protettive, concernenti la prevenzione incendi e la sicurezza nei luoghi di lavoro, finalizzate a compensare il rischio di incendio. Viene infine analizzato il ruolo, le competenze e le connesse responsabilità dei professionisti che si occupano ne, realizzazione e certificazione nel settore della prevenzione incendi.
1
3.2 PROCEDIMENTI DI PREVENZIONE INCENDI
Nella lezione vengono affrontati i seguenti argomenti: attività soggette, valutazione dei progetti, controlli di prevenzione incendi, attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio, obblighi connessi all’esercizio dell’attività, deroghe, nulla osta di fattibilità, verifiche in corso d’opera, relativa modulistica e certificazioni.
1
DURATA TOTALE 2 ore
MODULO OGGETTO LEZIONI ORE
4 SICUREZZA ANTINCENDIO NEI LUOGHI DI LAVORO
Nel modulo vengono affron­tati, in due lezioni, l’argo­mento della sicurezza antin­cen­dio nei luoghi di lavoro e la disciplina procedimentale di prevenzione incendi. Vie­ne inoltre illustrato l’appa­rato sanzionatorio. Comple­ta il modulo un test di verifica dell’apprendimento.
4.1 RIFERIMENTI NORMATIVI
Nella lezione viene illustrato il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, il presente decreto e le competenze del Corpo nazionale dei vigili del fuoco in tale settore, incluso, per gli aspetti peculiari del rischio incendio, l’apparato sanzionatorio in materia di sicurezza sul lavoro e il decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758.
2 [1/2]
4.2 MISURE DI PREVENZIONE, PROTEZIONE E DI GESTIONE
Nella lezione viene illustrata la metodologia di per l’individuazione delle misure di prevenzione, di protezione e di gestione, sulla scorta delle risultanze della valutazione del rischio di incendio.
2 [1/2]
DURATA TOTALE 4 [1] ore
MODULO OGGETTO LEZIONI ORE
5 NORME TECNICHE E CRITERI DI PREVENZIONE INCENDI
Nel modulo vengono eviden­ziate, in tre lezioni, la struttura e la terminologia delle regole tecniche di prevenzione incendi. Com­ple­ta il modulo un test di verifica dell’apprendi­mento.
5.1 TERMINI, DEFINIZIONI GENERALI, SIMBOLI GRAFICI DI PREVENZIONE INCENDI E SEGNALETICA DI SICUREZZA
Nella lezione vengono affrontati i seguenti argomenti: decreto del Ministro dell’interno 30 novembre 1983, decreto del Ministro dell’Interno 3 agosto 2015, decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, per quanto attiene alla segnaletica di sicurezza.
1
5.2 SCHEMA TIPO DELLA REGOLA TECNICA
Nella lezione viene esaminata la struttura tipo delle regole tecniche di prevenzione incendi, le correlazioni con le norme di prodotto e di impianto e ne viene fornita la chiave di lettura in relazione agli obiettivi ed al campo di applicazione.
1
5.3 ANALISI DI RISCHIO E INDIVIDUAZIONE DELLE MISURE DI SICUREZZA EQUIVALENTI 2
DURATA TOTALE 4 ore
MODULO OGGETTO LEZIONI ORE
6 LE PROTEZIONI PASSIVE E QUELLE ATTIVE
Il modulo, articolato in otto lezioni, af­fronta le misure di protezione passiva ed attiva finalizzate a ri­durre i danni derivanti da un incendio.
Completa il modulo un test di verifica dell’apprendimen­to.
6.1 CARICO D’INCENDIO
Nella lezione vengono affrontati i seguenti argomenti: carico di incendio e relativo procedimento di calcolo, determinazione del carico di incendio specifico, carico di incendio specifico di progetto, fattori correttivi del carico di incendio specifico, individuazione del livello di prestazione richiesto, determinazione della classe di resistenza al fuoco.
2 [1/2]
6.2 RESISTENZA AL FUOCO DELLE STRUTTURE E COMPARTIMENTAZIONE
Nella lezione vengono affrontati i seguenti argomenti: caratteristiche di resistenza al fuoco, elementi e pre­stazioni attese, elementi portanti e non portanti e prestazioni attese, clas­sificazione in base ai risultati di prova, classificazione in base ai risultati di calcolo, clas­sificazione desunta da tabelle, determinazione della classe di resistenza al fuoco. Compar­timenta­zione. Analisi di casi pratici ed esempi di accorgimenti atti a garantire la continuità delle compartimenta­zioni.
2 [1/2]
6.3 REAZIONE AL FUOCO DEI MATERIALI
Nella lezione vengono affrontati i seguenti argomenti: parametri della reazione al fuoco secondo la classifica­zione italiana ed europea, obblighi di utilizzo di materiali con specifiche carat­teristiche di reazione al fuoco.
2
6.4 ALTRE MISURE DI PROTEZIONE PASSIVA
Nella lezione vengono affrontati i seguenti argomenti: accessi, accostamento dei mezzi di soccorso, distanze di sicurezza, (interne, ester­ne, di pro­te­zione), dimensiona­mento, carat­teristiche e protezione delle vie di esodo (lun­ghezza, larghezza, numero di uscite, tipi di porte e sistemi di apertura, tipi di filtri e di scale, luoghi sicuri e spazi calmi), aerazione. Analisi di casi pratici sul dimen­sionamento delle vie di esodo.
2
6.5 SISTEMI DI RILEVAZIONE AUTOMATICA DI INCENDIO, ALLARME E SISTEMI DI ALIMENTAZIONI DI SICUREZZA
Nella lezione vengono affrontati i seguenti argo­menti: riferimenti normativi, modalità costrut­tive e peculiarità dei sistemi, esigenze di manu­tenzione.
2 [1/2]
6.6 ESTINTORI DI INCENDIO PORTATILI E
CAR­RELLATI

Nella lezione vengono affrontati i seguenti argomenti: riferimenti normativi, focolai tipo, certificato di prova, omologazione, etichettatura, criteri generali di scelta, modalità di protezione degli ambienti e manuten­zione.
2 [2]
6.7 IMPIANTI DI ESTINZIONE INCENDI DI TIPO AUTOMATICO O MANUALE
Nella lezione vengono affrontati i seguenti argomenti: riferimenti normativi, modalità costruttive e peculiarità dei vari impianti (reti idranti, sprinkler, altre tipologie di impianti), manutenzione. Analisi di casi pratici.
2 [1/2]
6.8 IMPIANTI DI CONTROLLO FUMI E CALORE, DI TIPO MECCANICO E NATURALE, E SISTEMI DI VENTILAZIONE
Nella lezione vengono affrontati i seguenti argomenti: riferimenti normativi, e peculiarità dei sistemi, manutenzione.
2
DURATA TOTALE 16 [4] ore

 

MODULO OGGETTO LEZIONI ORE
7 ATTIVITÀ A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE
Nel modulo viene illustrato, in due lezioni, l’argomento della prevenzione degli inci­denti negli stabilimenti a ri­schio di incidente rilevanti connessi a determinate so­stanze pericolose. In parti­colare, vengono fornite al discente le nozioni di base della materia, rimandando a corsi specialistici gli appro­fondimenti e la trattazione esaustiva degli specifici ar­gomenti. Completa il mo­dulo un test di verifica dell’apprendimento.
7.1 RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI, PERICOLI CONNESSI ALL’UTILIZZO DI SOSTANZE PERICOLOSE, SCENARI INCIDENTALI DI RIFERIMENTO
Riferimenti normativi: decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105. Organismi di controllo.
 
2 [1/2]
7.2 SICUREZZA DELLE ATTIVITÀ A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE
Vengono affrontati gli elementi fondanti dell’analisi dei rischi e le attività derivanti dalle valutazioni da parte degli organismi tecnici di controllo. Eventi con all’esterno degli stabilimenti, effetti domino, compatibilità territoriale e pianificazione di emergenza esterna. Sistema di gestione della sicurezza.
 
2 [1/2]
DURATA TOTALE 4 [1] ore
MODULO OGGETTO LEZIONI ORE
8 ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLA SICUREZZA ANTINCENDIO
Questo modulo ha lo scopo di illustrare i riferimenti nor­mativi e applicativi di orga­nizzazione e gestione della sicurezza. Completa il mo­dulo un test di verifica dell’apprendimento.
8.1 ORGANIZZAZIONE E DELLA SICUREZZA ANTINCENDIO
Viene illustrato cosa si intende per gestione della sicurezza antincendio e quali sono i suoi elementi fondamentali ai sensi delle normative vigenti, con i riferimenti alle attività lavorative e alle pertinenti regole tecniche (regole tecniche verticali, decreto del Ministro dell’interno 3 agosto 2015, decreto del Ministro dell’interno 9 maggio 2007). Vengono anche descritti i compiti dei lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione in­cendi, lotta antincendio e di gestione dell’emer­genza, in relazione alle diverse tipologie e com­plessità di attività.
2
DURATA TOTALE 2 ore
MODULO OGGETTO LEZIONI ORE
9 Questo modulo ha lo scopo di illustrare, in due lezioni più un’esercitazione pratica, gli elementi necessari per l’identificazione degli sce­nari incidentali ipotizzati, e delle azioni più idonee alla loro gestione; la gestione delle emergenze, con parti­colare riferimento alle carat­teristiche di un piano di emergenza e alle modalità di evacuazione. Completa il modulo un test di verifica dell’apprendimento. 9.1 Il piano di emergenza e il piano di evacuazione. 2 [1]
9.2 Il ruolo degli addetti antincendi nel piano di emergenza. 2 [1]
9.3 Esercitazione pratica di applicazione del piano di emergenza e del piano di evacuazione. 4 [4]
DURATA TOTALE 8 [6] ore

 

MODULO OGGETTO LEZIONI ORE
10 PROCEDURE DI UTI­LIZZO DELLE DOTA­ZIONI, DEI SISTEMI E DEGLI IMPIANTI DI PROTEZIONE ATTIVA
Questo modulo, consistente in due esercitazioni di carat­tere pratico, ha lo scopo di illustrare ai discenti le pro­cedure di utilizzo delle dota­zioni, dei sistemi e degli im­pianti di protezione attiva, affinché, alla fine del mo­dulo, non solo siano in grado di utilizzare le stesse, ma siano anche in grado di inse­gnarne a loro volta il cor­retto utilizzo. Completa il modulo un test di verifica dell’apprendi­mento.
10.1 Esercitazioni pratiche nell’utilizzo delle dotazioni, dei DPI, dei sistemi e degli impianti di protezione attiva. 6 [6]
10.2 Esercitazioni pratiche per l’insegnamento dell’utilizzo delle dotazioni, dei DPI, dei sistemi e degli impianti di protezione attiva. 6 [6]
DURATA TOTALE 12 [12] ore

[*] La durata dei moduli afferenti al corso di tipo C è riportata tra parentesi quadre

5.4 Esami di fine corso

5.4.1 Esame di fine corso per l’abilitazione all’erogazione sia dei moduli teorici sia dei moduli pratici.

  1. L’esame di fine corso è articolato in una prova scritta, consistente in un questionario di 50 domande a risposta multipla (3 possibili risposte), da effettuare in un tempo massimo di 60 minuti, in una prova orale alla quale sono ammessi i candidati che hanno risposto positivamente ad almeno 35 domande della prova scritta ed in una prova pratica. Per i professionisti antincendio che hanno frequentato solo il modulo 10, ai sensi dell’articolo 6, comma 2, lettera c), del presente decreto, l’esame è limitato alla sola prova pratica.
  2. Il candidato che non risponde positivamente ad almeno 35 domande, oppure non supera la prova orale o la prova pratica, può ripetere l’esame dopo un periodo non inferiore ad un mese.
  3. In caso di ulteriore esito negativo il candidato deve frequentare un nuovo corso.

5.4.2 Esame di fine corso per l’abilitazione all’erogazione dei soli moduli teorici

  1. L’esame di fine corso è articolato in una prova scritta consistente in un questionario di 50 domande a risposta multipla (3 possibili risposte), da effettuare in un tempo massimo di 60 minuti, in una prova orale alla quale sono ammessi i candidati che abbiano risposto positivamente ad almeno 35 domande della prova scritta.
  2. Il candidato che non risponde positivamente ad almeno 35 domande, oppure non supera la prova orale, può ripetere l’esame dopo un periodo pari ad almeno non inferiore ad un mese.
  3. In caso di ulteriore esito negativo il candidato deve frequentare un nuovo corso.

5.4.3 Esame di fine corso per l’abilitazione all’erogazione dei soli moduli pratici

  1. L’esame di fine corso è articolato in una prova scritta consistente in un questionario di 15 domande a risposta multipla (3 possibili risposte), da effettuare in un tempo massimo di 20 minuti, in una prova orale alla quale sono ammessi i candidati che hanno risposto positivamente ad almeno 10 domande della prova scritta ed in una prova pratica.
  2. Il candidato che non risponde positivamente ad almeno 10 domande, oppure non supera la prova orale o la prova pratica, può ripetere l’esame dopo un periodo pari ad almeno non inferiore ad un mese.
  3. In caso di ulteriore esito negativo il candidato deve frequentare un nuovo corso.

5.5. Aggiornamento dei docenti

  1. Ai sensi dell’articolo 6 del decreto, per il mantenimento della qualifica di formatore, i docenti devono effettuare corsi di aggiornamento in materia di prevenzione incendi nei luoghi di lavoro nell’arco di cinque anni dalla data di rilascio dell’attestato di formatore, o dalla data di entrata in vigore del presente decreto per i docenti in possesso di esperienza nel settore, nei termini di cui all’articolo 6, comma 2, lettera a).
  2. L’aggiornamento quinquennale dei docenti abilitati all’erogazione dei moduli teorici e dei moduli pratici ha durata di almeno 16 ore, di cui 4 ore riservate alla parte pratica.
  3. L’aggiornamento quinquennale dei docenti abilitati all’erogazione dei soli moduli teorici ha durata di almeno 12 ore.
  4. L’aggiornamento quinquennale dei docenti abilitati all’erogazione dei soli moduli pratici ha durata di almeno 8 ore, di cui 4 ore della parte pratica.
  5. La partecipazione a moduli di corsi di base, a corsi e seminari di aggiornamento di cui al decreto del Ministro dell’interno 5 agosto 2011, è valida quale attività di aggiornamento dei docenti, limitatamente alla sola parte teorica.
  6. È consentito l’utilizzo di metodologie di insegnamento innovative per l’attività di aggiornamento, limitatamente alla parte teorica, anche con modalità FAD (formazione a distanza) e con ricorso a linguaggi multimediali che consentano l’impiego degli strumenti informatici quali canali di divulgazione dei contenuti formativi.

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Chiarimenti e commenti al DM 2 settembre 2021 (Decreto GSA)

Chiarimenti e commenti a cura dell’autore al testo del DM 2 settembre 2021 sui criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e sulle caratteristiche del servizio di pre­venzione e protezione antincendio, ai sensi dell’articolo 46, comma 3, lettera a), punto 4 e lettera b) del decreto legislati­vo 9 aprile 2008, n. 81. 

  1. Il testo non ha carattere di ufficialità. Il testo ufficiale del DM 3 settembre 2021 è pubblicato sulla G.U. n. 237 del 04-10-2021.
  2. Art. 46 (Prevenzione incendi), comma 3, del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81: «Fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 e dalle disposizioni concernenti la prevenzione incendi di cui al presente decreto, i Ministri dell’interno, del lavoro e della previdenza sociale, in relazione ai fattori di rischio, adottano uno o più decreti nei quali sono definiti: lettera a) i criteri diretti atti ad individuare: punto 1) misure intese ad evitare l’insorgere di un incendio ed a limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi; punto 2) misure precauzionali di esercizio; punto 3) metodi di controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio; punto 4) criteri per la gestione delle emergenze; lettera b) le caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, compresi i requisiti del personale addetto e la sua formazione».
  3. Art. 62 (Definizioni) del D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81: «Ferme restando le disposizioni di cui al titolo I, si intendono per luoghi di lavoro, unicamente ai fini della applicazione del presente titolo, i luoghi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell’azienda o dell’unità produttiva accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro. 2. Le disposizioni di cui al presente titolo non si applicano: a) ai mezzi di trasporto; b) ai cantieri temporanei o mobili; e) alle industrie estrattive; d) ai pescherecci; d-bis) ai campi, ai boschi e agli altri terreni facenti parte di un’azienda agricola o forestale».
  4. Una delle principali novità introdotte dal D.M. 2 settembre 2021 è rappresentata dal fatto che la necessità del piano di emergenza non si valuta più solo in funzione dei lavoratori presenti, bensì anche rispetto al numero degli occupanti a qualsiasi titolo presenti all’interno dell’attività.
  5. Art. 29 (Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi), comma 5 del D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81: «Fermo restando quanto previsto al comma 6-ter, I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2012, gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l’effettuazione della valutazione dei rischi. Quanto previsto nel precedente periodo non si applica alle attività di cui all’articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d) nonché g)».
  6. Art. 18 (Obblighi del datore di lavoro e del dirigente), comma 1, lettera b) del D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81: «1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all’articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono: […] b) designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza;».
  7. Art. 37 (Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti), comma 9 del D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81: «I lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza devono ricevere un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico; in attesa dell’emanazione delle disposizioni di cui al comma 3 dell’articolo 46, continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell’interno in data 10 marzo 1998, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998, attuativo dell’articolo 13 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626».
  8. Art. 3 (Servizi di vigilanza e di formazione tecnico-professionale attribuiti al Corpo nazionale dei vigili del fuoco) del D.L. 1° ottobre 1996, n. 512: «1. In attuazione delle disposizioni dettate dall’articolo 13, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco provvede alle attività di vigilanza di cui all’articolo 23, comma 1, e a quelle relative alla formazione del personale di cui all’articolo 12 del predetto decreto mediante le proprie strutture operative, tecniche e didattiche e avvalendosi del personale addetto. A tal fine, le attività per le quali è richiesta al Corpo nazionale dei vigili del fuoco la formazione e l’addestramento del personale addetto alla prevenzione, all’intervento antincendio e alla gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro a norma delle disposizioni sopracitate, sono quelle elencate nel decreto del Presidente della Repubblica 26 maggio 1959, n. 689, tabelle A e B, nel decreto ministeriale 16 febbraio 1982 e nel decreto ministeriale 30 ottobre 1986. L’attività di formazione, addestramento e di attestazione di idoneità di cui al comma 3 è assicurata dal Corpo nazionale mediante corrispettivo determinato in base ad apposite tariffe stabilite con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro del tesoro, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Le predette tariffe sono adeguate annualmente con le stesse modalità e procedure sulla base degli indici ISTAT di variazione del costo della vita, rilevati al 31 dicembre dell’anno precedente. 2. I proventi derivanti dall’applicazione delle tariffe di cui al comma 1 sono versati all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati nei pertinenti capitoli di spesa del Ministero dell’interno per alimentare il Fondo per la produttività collettiva ed il miglioramento dei servizi del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. 3. I comandi provinciali dei vigili del fuoco, previo superamento di prova tecnica, rilasciano attestato di idoneità ai lavoratori designati dai datori di lavoro di cui all’articolo 12, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, che hanno partecipato ai corsi di formazione svolti dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco o da enti pubblici e privati».
  9. Art. 43 (Disposizioni generali), comma 3 del D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81: «I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione. Essi devono essere formati, essere in numero sufficiente e disporre di attrezzature adeguate, tenendo conto delle dimensioni e dei rischi specifici dell’azienda o dell’unità produttiva. Con riguardo al personale della Difesa la formazione specifica svolta presso gli istituti o le scuole della stessa Amministrazione è abilitativa alla funzione di addetto alla gestione delle emergenze».
  10. Al fine di stabilire il livello di formazione degli addetti è mantenuta sostanzialmente immutata la suddivisione dei luoghi di lavoro in tre categorie, come pure l’individuazione attraverso un elenco dei luoghi di lavoro nei quali gli addetti antincendio possono conseguire l’attestato di idoneità tecnica. Una novità del D.M. 2 settembre 2021 riguarda l’introduzione della periodicità quinquennale dei corsi di aggiornamento degli addetti antincendio.
  11. I corsi di qualificazione dei formatori, tenuti da personale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, hanno durate e contenuti diversi a seconda che siano abilitanti sia per la parte teorica e pratica, solo per la parte teorica oppure solo per la parte pratica.
  12. Un’altra novità del D.M. 2 settembre 2021 è rappresentata dall’introduzione dei requisiti che devono possedere i docenti dei corsi antincendio. Le indicazioni relative ai corsi di formazione e di aggiornamento per i docenti sono riportati nell’allegato V.
  13. Tutti e tre i percorsi di formazione dei docenti (parte teorica e pratica, solo parte teorica, solo parte pratica) si concludono sempre con un esame finale, le cui modalità sono indicate nel paragrafo 5.4 dell’Allegato V.
  14. Anche per i docenti è prevista l’obbligatorietà dell’aggiornamento, attraverso la frequenza di corsi in materia di prevenzione incendi nei luoghi di lavoro nell’arco di cinque anni dalla data di rilascio dell’attestato di formatore, o dalla data di entrata in vigore del decreto, per i docenti già in possesso di esperienza nel settore.
  15. Il D.M. 10 marzo 1998 recante «Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro» è completamente abrogato a decorrere dal 29 ottobre 2022, data di entrata in vigore del D.M. 3 settembre 2021 (cd. «Decreto Minicodice») recante «Criteri generali di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio per luoghi di lavoro, ai sensi dell’articolo 46, comma 3, lettera a), punti 1 e 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81».
  16. In vigore dal 4 ottobre 2022.
  17. In linea con il Codice di prevenzione incendi, in alcuni casi si fa riferimento agli «occupanti» (lavoratori e altre persone presenti) anziché al numero dei lavoratori quale parametro per stabilire l’obbligo di alcuni adempimenti e l’inclusività, con il richiamo ad esplicitare sistematicamente nel piano di emergenza le specifiche indicazioni per le persone con esigenze speciali.